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Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera


La giovane supplente lo rimprovera e lui si scaglia contro la professoressa, colpendola con un pugno in faccia: è successo il 26 marzo, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali, nella scuola media Aycardi Ghiglieri di Finale Ligure. L’aggressore ha dodici anni, e frequenta la prima media. La docente si è fatta medicare all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ed è stata dimessa poco dopo.

Lo studente indisciplinato, vista la sua giovane età, non sarà punito penalmente. Il preside Pier Luigi Ferro sta invece pensando ai provvedimenti disciplinari da adottare.




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Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 08/04/2010


Finale Ligure: 12enne picchia l’insegnante che lo aveva rimproverato


Finale Ligure. Studente a dir poco indisciplinato all’istituto Aicardi Ghiglieri di piazza Deledda a Finale Ligure: il ragazzo, appena 12enne, ha infatti colpito la supplente con un pugno in pieno volto costringendola a ricorrere alle cure mediche presso il Santa Corona di Pietra Ligure. E’ successo il 26 marzo scorso. Vista l’età, l’alunno sarà immune da conseguenze penali.




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Fonte: http://www.ivg.it - 08/04/2010

Genitori difendono i figli vandali a scuola

Spotorno: distruggono le medie, denunciati 5 minorenni

Scoperti dai carabinieri gli autori del raid vandalico alle scuole medie di via Verdi a Spotorno. Un atto teppistico che ha comportato un danno di almeno 30 mila euro. Si tratta di cinque minorenni, tra i 12 e i 15 anni, due milanesi e tre genovesi, in vacanza nella cittadina del ponente ligure, denunciati alla procura del Tribunale dei minorenni di Genova con l'accusa di danneggiamento aggravato. La notte scorsa sono entrati nel plesso scolastico distruggendo computer, fotocopiatrici, impianti hifi, quindi si sono divertiti a scaricare gli estintori rendendo inservibili scope elettriche e caloriferi, a ribaltare librerie e a imbratture i muri con frasi oscene. Sono stati alcuni abitanti della zona ad avvertire il 112 dopo aver udito urla provenire dalla scuola poco dopo la mezzanotte. I carabinieri hanno identificato i vandali grazie alle impronte delle scarpe lasciate sulla polvere degli estintori che combaciavano perfettamente con quelle che indossavano al momento del fermo. I militari hanno quindi avvertito i genitori increduli di quanto avevano fatto i figli accusando invece i carabinieri di aver sbagliato a fermali dopo il raid. r.c.


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Fonte: www.savonanews.it - 18/08/2008

Genitori difendono i figli vandali a scuola

SPOTORNO (SAVONA) - "I nostri figli sono dei vandali? No, sono degli angioletti. Non sono stati loro, vi state sbagliando. Gli autori di quello scempio dovete cercarli altrove". I genitori dei cinque baby teppisti identificati dai carabinieri quali autori del raid vandalico ai danni della scuola media di Spotorno se la prendono con i carabinieri di Spotorno. Per tre minorenni, uno di 14 anni e due di 15, è già scattata la denuncia alla procura dei minori di Genova per aver devastato nottetempo la scuola di via Verdi: sono stati distrutti computer, fotocopiatrici, stampanti, imbrattati muri e scaricati estintori. Segnalazione che però ha suscitato le ire dei familiari. "Non si devono accusare ingiustamente i nostri figli perché mai avrebbero potuto fare cose del genere. Ci avete chiamati nel cuore della notte senza motivo e questo non é assolutamente giusto", hanno detto. I carabinieri, attraverso il loro comandante di Compagnia Orlando Pilutti, ribattono invece di aver raccolto prove inequivocabili circa le loro responsabilità. "Intanto siamo amareggiati anche per il comportamento dei genitori, e non solo per quello dei loro figli - dice l'ufficiale dell'Arma -. In questa vicenda non abbiamo preso alcun abbaglio. Che siano stati loro non abbiamo infatti alcun dubbio. Abbiamo rilevato nella scuola le impronte delle scarpe lasciate sui pavimenti dopo che avevano svuotato gli estintori. Inoltre va ricordato che i cinque sono stati fermati nei pressi della scuola mentre fuggivano. Quindi abbiamo agito nella massima correttezza e legalita". "Curiosamente per i genitori dei ragazzi - conclude Orlando Pilutti - è stato più giusto prendersela con i miei carabinieri che con i figli per il loro comportamento. E questo sinceramente non l'abbiamo digerito, in considerazione anche del fatto che siamo preposti ai controlli diurni e notturni in città per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico".


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Fonte: www.ansa.it - 19/08/2008

Professore molestato dai bulli ottiene la scorta

Professore molestato dai bulli ottiene la scorta

Il professore in classe con la guardia del corpo


Tormentato dai bulli, ottiene un collega «di sostegno»

Maurizio Vezzaro

IMPERIA. Provateci voi a entrare in classe e ad essere accolti da una raffica di sputi. A beccarvi un lancio di bottigliette d’acqua minerale mentre spiegate la lezione. A ritrovarvi sulla cattedra un crocefisso con gambe e braccia spezzate magari accompagnato da una scritta del tipo «Ti faremo fare la stessa fine». Provateci voi a fare il professore in queste condizioni, quando nei corridoi ti rincorrono urlandoti dietro «T’ammazzo, t’ammazzo» o quando ti affrontano a muso duro strappandoti di mano il registro.

«Voglio i danni»
Ecco, il professor B. ci ha provato. Ha subito di tutto, come nel peggiore tra i peggiori video sui bulli finiti su «YouTube». Ha cercato di resistere fino a quando non ce l’ha fatta più. Allora ha denunciato soprusi e violenze ai carabinieri di Imperia e ha incaricato il suo avvocato di citare per danni il ministero della Pubblica istruzione: nonostante le segnalazioni ai vertici scolastici, nonostante i continui e allarmanti rapporti, nessuno ha preso provvedimento, magari sospendendo gli allievi più esagitati. Anzi no, un provvedimento è stato preso: il professor B., docente in difficoltà, ha un insegnante di sostegno. Un collega-body guard che gli dà una mano a portare avanti le lezioni, cercando di impedire che qualche studente dia in escandescenza.

«Te la faremo pagare»
Succede tutto nella seconda Elettricisti della scuola professionale Pastore di Imperia, dove i corsi sono finanziati dalla Regione e dove insegna, «prestato» dall’Istituto statale Ipsia, l’ingegnere D. B.. E succede tutto perché il prof. B. è ancora uno di quelli che crede nella disciplina e che non evita di ricorrere a note sul registro e lettere di richiamo ai familiari. Lui ci tiene al proprio lavoro di educatore e lo fa con passione.
L’elenco dei soprusi subiti dal docente è un autentico decalogo del bullismo, ma forse definire quello che è successo come «bullismo» è riduttivo. Angherie, intimidazioni, vere minacce. B. è stato costretto a ricorrere allo psicologo per cercare di superare i traumi: lo hanno chiamato più volte al cellulare dicendogli «So dove abiti, te la farò pagare», hanno imbrattato con vernice nera i muri, il portone e il citofono della sua abitazione alla periferia di Imperia, se la sono presa con il suo scooter, sfregiato a colpi di coltello. Ora però il professor B. entra in classe con un tutor-pretoriano, un angelo custode con il compito di badare alla sua incolumità.

«La crisi è generale»
Lui, B., è un concentrato di amarezza e sconforto. E’ a pezzi. Ha chiesto e ottenuto il trasferimento. A chi gli chiede un commento, lui risponde così, razionalizzando con fare distaccato: «Ciò che sta capitando in questi giorni in una classe problematica, nata con i finanziamenti della Regione per il recupero dei ragazzi difficili, è solo la punta di un iceberg», dice. «In realtà è la scuola a essere in crisi: gli istituti sono in balia di ragazzi che, non venendo mai puniti per il loro comportamento, travalicano ogni limite, si sentono invincibili e minacciano tutti, professori compresi». E continua «I ragazzi - certo non tutti, ma una buona parte sì - ormai non vanno più a scuola per studiare e imparare un mestiere, ma per avere un titolo di studio qualsiasi ottenuto attraverso una sorta di sei “politico”. Se la sufficienza significasse sapere nulla, a loro starebbe bene. Il loro obiettivo è essere promossi senza far niente».
Brutti episodi. Capita dovunque, capita anche nelle scuole di Imperia, dove episodi di «malascuola» non sono certo mancati. Nella categoria sabotaggio, ecco gli estintori dello Scientifico Vieusseux svuotati per rendere inagibili le aule e saltare i compiti in classe. Poi c’è il capitolo dell’oltraggio, protagonisti alcuni studenti dell’Istituto per geometri che hanno offeso il carabiniere di quartiere mentre passava sotto la finestra di una classe. Infine il capitolo pestaggi, con le due ragazze che si menano per un coetaneo a beneficio dei telefonini e quindi di «YouTube». Mai, però, si era arrivati alla denuncia penale da parte di un docente.




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Fonte: www.lastampa.it - 12/12/2007

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...