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Docente bullizzata da studenti: chiama le forze dell’ordine

Docente bullizzata da studenti: chiama le forze dell’ordine


Un gruppo di studenti di un istituto in provincia di Belluno è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Belluno per il reato di interruzione di pubblico servizio.

I ragazzi, come riporta l’ANSA, sono stati denunciati da una docente fatta bersaglio di scherzi e altri atti. La scuola aveva tentato invano di aiutarla, ecco perché la donna ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

Sono stati individuati una decina di ragazzi, tutti sedicenni, e sono stati avviati accertamenti, sono state anche comminate delle sospensioni da parte della scuola.

A generare l’inchiesta è stata, la scorsa primavera, la richiesta di aiuto giunta alla locale stazione dei carabinieri da parte di una insegnante fatta bersaglio di scherzi e altri eccessi dai quali la scuola aveva cercato, in precedenza ma invano, di proteggerla.

I presunti responsabili individuati dalle forze dell’ordine sono una decina, tutti intorno ai 16 anni di età.

I giovani sono stati interrogati dal magistrato pochi giorni prima di Natale. L’insegnante è stata nel frattempo trasferita ad un altro istituto.







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Fonte: orizzontescuola.it
Link consultato il 4 Gen 2019: link

Vicenza, bullismo in classe: prof minacciato. Aperta un’inchiesta

Vicenza, bullismo in classe: prof minacciato. Aperta un’inchiesta


La scena è stata filmata con un telefonino da un compagno di classe e poi diffuso
di Andrea Alba

VICENZA Il bullo, un ragazzino di prima superiore, minaccia ripetutamente il docente in cattedra, lo costringe ad alzarsi e ad andare in una angolo. E il professore tenta prima di difendersi mettendo una cartellina tra sé e lo studente, poi scappa dall’aula mentre tutta la classe urla «bloccatelo». È accaduto in una scuola superiore del Vicentino, sul caso ha aperto un’indagine la procura dei minori di Venezia. Un altro grave episodio di bullismo in Veneto, dove nell’ultimo anno scolastico le violenze verso i professori non sono certo mancate. Il filmato vicentino è stato fatto una mattina dello scorso anno scolastico da un altro quindicenne, compagno del «bullo», in un istituto tecnico professionale della provincia.


Le riprese con il telefonino


Il video, agli atti dell’inchiesta, inquadra l’aggressore che si dirige minaccioso verso la cattedra, insultando il professore. Questi, spaventato dal tono e dalle parole, si alza in piedi, poi viene costretto ad andare in un angolo dell’aula. Alla fine con la sua borsa in mano tenta di uscire, mentre il quindicenne prova ad impedirglielo, aizzato da alcuni compagni che urlano in sottofondo, «non lasciatelo scappare». Di cellulare in cellulare le immagini sono passate dai ragazzi agli altri docenti. È stato lo stesso professore aggredito, però, a dare il via all’indagine della procura veneziana: qualche tempo dopo l’episodio si è recato in questura a Vicenza e ha fatto denuncia alla polizia. Gli investigatori hanno fatto le verifiche del caso, anzitutto sentendo i colleghi docenti. Quando hanno ritenuto di avere sufficienti elementi hanno trasmesso tutto alla procura dei minori.


Aperta un’inchiesta


L’indagine ipotizza i reati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio; oltre a quella del bullo sarebbe al vaglio la posizione di un altro quindicenne, compagno del primo. Nei confronti del giovane responsabile la scuola avrebbe già preso pesanti provvedimenti disciplinari. Le aggressioni verso docenti di cui si ha notizia, nell’ultimo anno, in Italia sono state 36 e di queste 5 si sono verificate in Veneto. Fra i casi più gravi c’è quello dei ceffoni ad un insegnante di una scuola media di Paese (Treviso), aggredito dal padre e dal fratello di un ragazzino che aveva raccontato il falso, cioè che il professore gli aveva messo le mani addosso: il docente poi aveva scritto all’allora ministro Valeria Fedeli, segnalando come il ragazzo che aveva mentito non fosse nemmeno stato sospeso. Ma non mancano altri esempi: una professoressa a Selvazzano a giugno è stata colpita con uno schiaffo dalla madre di un alunno a cui aveva dato un 4. E nel Feltrino ad aprile una docente è arrivata addirittura a chiamare i carabinieri, per una classe ingestibile.

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Fonte: corrieredelveneto.corriere.it
Link consultato il 29 Set 2018: link

Mamma prende a schiaffi la prof d'inglese per un brutto voto al figlio

Mamma prende a schiaffi la prof d'inglese per un brutto voto al figlio


di Marina Lucchini

Ieri mattina, alla fine delle lezioni, una mamma di un alunno delle scuole medie Albinoni di Caselle di Selvazzano ha preso a schiaffi l'insegnante sessantenne di inglese.

La donna lamentava che il figlio avesse preso ingiustamente un brutto voto nella sua materia, così si è scagliata contro la professoressa, che non ha ammorbidito la sua posizione nonostante l'atteggiamento intimidatorio, ribadendo che il ragazzino aveva meritato l'insufficienza. Così la mamma l'ha schiaffeggiata davanti ad altri insegnanti, facendole sanguinare un labbro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.



Fonte: www.ilmessaggero.it - Venerdì 8 Giugno 2018
Link consultato il 08/06/2018

Pestata dalla mamma di uno studente per avergli dato 4

Pestata dalla mamma di uno studente per avergli dato 4. La prof: “Ho paura di tornare a scuola”

Presa a pugni da una mamma

Ha paura di fare ritorno nella scuola dove insegna Francesca Redaelli, 60enne e insegnante di ruolo dal 1987, dal 2003 professoressa di inglese alla scuola media Albinoni di Caselle di Selvazzano, provincia di Padova. La professoressa è stata suo malgrado al centro di un gravissimo atto di cronaca: qualche giorno fa è stata centrata da un pugno da parte di una madre di uno studente al quale aveva dato 4 nel compito.

La donna ha subito la frattura del setto nasale e un edema bilaterale esterno, secondo il referto. Adesso, che è ora di fare ritorno a scuola dopo la brutta esperienza, la professoressa non nasconde il suo timore.

“Negli ultimi anni è cambiato l’atteggiamento delle famiglie, ma la scuola non può sopperire alle mancanze dei genitori. Siamo arrivati al punto che in alcuni casi evitiamo di ricevere le mamme o i papà da soli, ma siamo affiancati da un collega perché c’è il rischio che venga travisato quel che diciamo” dice l’insegnante. “Io non credo di aver sbagliato, sono una insegnante che vuole trasmettere ai suoi alunni il senso del dovere e dell’impegno per ottenere i risultati. Io dico sempre ai miei studenti che prima sono figli e poi alunni, e che le cose funzionano bene se c’è collaborazione fra scuola e famiglia”.





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Fonte: interagisco.net
Link consultato il 1 Giugno 2018: link

Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un rimprovero al figlio durante le lezioni, e i genitori che chiedono un incontro con l'insegnante e lo aggrediscono.
Sono dovuti intervenire i carabinieri ieri, 23 dicembre, alle 10 del mattino, all'istituto comprensivo delle scuole medie di Paese.
Durante un incontro tra i genitori dell'alunno, a quanto pare poco disciplinato e per questo redarguito nei giorni scorsi, e uno dei professori, il papà del ragazzo ha preso a spintoni e colpito con un ceffone il docente. La situazione ha rischiato di degenerare e i presenti hanno subito chiesto l'intervento dei carabinieri, sopraggiunti con due pattuglie, e del 118 (anche se non c'è stata necessità di un trasporto in ospedale). Il papà manesco però, nel frattempo se n'era andato. Il professore si è riservato di presentare querela di parte.




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Fonte: globalist.it - 24 dicembre 2017
Link consultato il 24/12/17: link

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola


Lo studente violento della media Giotto affidato ai servizi sociali. Rimarrà iscritto all'istituto così potrà dare l'esame finale

di Marco Aldighieri

PADOVA - Un ragazzino iscritto in una classe terza della media Giotto ha ferito un compagno e spinto una professoressa. In uno scatto d’ira ha fatto cadere l’amichetto che ha sbattuto violentemente la testa. Il piccolo studente è stato costretto a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso pediatrico, che lo hanno dichiarato guaribile in pochi giorni. Nessun danno invece per la docente, che ha barcollato ma è riuscita a non perdere l’equilibrio. L’episodio è accaduto non più tardi di un mese fa.

Al momento né i genitori dell’alunno ferito e né la professoressa spinta hanno sporto denuncia. Anzi, la scuola media Giotto ha subito affrontato e risolto il problema. La prima dirigente scolastica, ancora prima di Pasqua, ha deciso di allontanare lo studente violento dall’istituto. Nonostante rimanga iscritto nella scuola, il ragazzino è stato affidato ai Servizi sociali del Comune. Così, fanno sapere i dirigenti della media Giotto, l’alunno non avrà più contatti con i suoi compagni e di conseguenza non potrà più fare loro del male. Sotto questo profilo dunque i genitori degli studenti della Giotto possono stare tranquilli. I loro figli non corrono più il pericolo di essere picchiati.
L’istituto però non ha voluto abbandonare al suo destino l’alunno violento. Il ragazzino, fino all’esame finale di terza media, studierà seguito da alcuni insegnanti. Quindi affronterà gli esami come un privatista e probabilmente proprio alla Giotto dove risulta allontanato, ma regolarmente iscritto. Un escamotage che permetterà all’alunno di portare a termine il regolare corso di studi e nello stesso tempo non aggraverà la sua posizione, già particolarmente difficile a causa di diversi problemi familiari.

La decisione della scuola media Giotto è stata particolarmente forte, ma secondo i docenti necessaria. C’era anche il pericolo che altri ragazzini emulassero il comportamento violento dello studente allontanato. Un ragazzino che, come sostiene a più riprese la prima dirigente scolastica, deve essere aiutato e non condannato.

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Fonte: http://www.gazzettino.it/ - 06/05/2011

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia


L'alunno si lamenta, il militare schiaffeggia l'insegnante salvato da insegnanti e bidella. La scuola: denunciamo l'aggressore

VICENZA - Ha richiamato all'ordine un alunno disordinato, ma il suo monito è stato ripagato dal padre del bambino, un carabiniere, con alcuni ceffoni che gli hanno procurato la sospetta lesione di un timpano. È successo nella scuola elementare di Cogollo del Cengio (Vicenza): vittima della furia del genitore militare è stato il maestro M. Z., 53 anni, con oltre 30 di insegnamento sulle spalle.

Il piccolo, che non aveva preso bene la sgridata ricevuta, era fuggito da scuola rifugiandosi a casa: avvertito dalla moglie, il papà, militare della Compagnia di Schio, si è precipitato a scuola affrontando il maestro e ricoprendolo, secondo quanto indica il Giornale di Vicenza, di schiaffi e insulti.

L'intervento di altre due insegnanti e di una bidella avrebbe scongiurato ulteriori guai all'insegnante, che al pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di una settimana con l'indicazione di una nuova visita per verificare la necessità di un'operazione al timpano.

«Conosco entrambi i protagonisti - afferma il sindaco di Cogollo, Riccardo Calgaro, e mi sorprende un simile gesto». La scuola, attraverso il preside, M. P., si è già rivolta a un legale con l'intenzione di denunciare il carabiniere «per un gesto - ha detto - che contribuisce ad aumentare le offese che da troppo tempo subisce la scuola italiana».




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Fonte: www.ilmattino.it - 25/02/2011

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante

Scompiglio in una scuola di Mestre

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante


MESTRE (VE) - Ieri mattina, in una scuola elementare alla periferia di Mestre, un ragazzino di 10 anni, colpito da uno scatto di rabbia improvvisa, ha preso una sedia e l'ha lanciata violentemente contro la maestra. L'insegnante è stata portata in ospedale, prognosi di 15 giorni. Non ci sono giustificazioni alla rabbia improvvisa del bambino, nè brutti voti, nè screzi precedenti con la maestra nè tantomeno richiami disciplinari.
A detta dei compagni l'alunno in questione non si sarebbe mai mostrato violento prima d'ora. Il ragazzino tuttavia avrebbe dei problemi in famiglia, ragion per cui insegnanti e genitori dei compagni tendono a minimizzare l'accaduto. Intanto, appena l'insegnante colpita sarà guarita, è previsto un incontro di tutta la classe con lo psicologo per cercare di riflettere su questo episodio e renderlo occasione di crescita.
Nel frattempo però i genitori si lamentano perchè i tagli della Gelmini si ripercuotono anche su questo episodio visto che non ci sono i quattrini per pagare i supplenti e la classe è rimasta per un bel po’ senza insegnante. Non sarebbe l’unica classe di quella scuola elementare che è senza supplenti.
Ecco perchè venerdì i genitori approfitteranno della manifestazione nazionale "La scuola va a rotoli" per chiedere espressamente che si riesca a trovare i soldi per venire incontro a tutte le esigenze educative dei bambini.


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Fonte: www.notiziarioitaliano.it - 17/03/2010

Studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore

L'autore del gesto è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate

Chioggia: studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore


L'insegnante di musica della «Silvio Pellico», Fabio Paggioro, 36 anni, è ricoverato in ospedale

CHIOGGIA (VENEZIA) - Ha rischiato la vita. Un alunno di 13 anni ha pugnalato a Chioggia il suo professore di musica in classe durante la lezione di musica, conficcandogli un coltello da cucina nella schiena. L'insegnante, Fabio Paggioro, 36 anni, di Adria, è ricoverato in ospedale, mentre lo studente è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino, nell'ambito scolastico, avesse rapporti tesi con l'insegnante.

IL FATTO - Il gesto, improvviso e «premeditato» visto che il ragazzo si sarebbe portato il coltello da casa, è avvenuto lunedì pomeriggio nella scuola media «Silvio Pellico» di Chioggia. Tutto è successo durante la lezione individuale pomeridiana di violino. C'erano dunque solo loro due in classe quando alle 18 di lunedì il ragazzino ha improvvisamente sferrato il colpo alla schiena dell'insegnante. Il professor Paggioro è corso nell'aula a fianco, dove un suo collega stava tenendo una lezione individuale di pianoforte ad un'allieva, e si è fatto aiutare ad estrarre il coltello mentre veniva chiamata un'ambulanza. Subito dopo il ragazzino è corso via.

I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI - «Una vicenda allucinante, che avvilisce moltissimo» è questo il commento della dirigente dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo. «In questo caso non c'entrano nè il bullismo, nè situazioni degradate, dato che si tratta di una scuola media a indirizzo musicale con un'offerta formativa particolarmente importante. Insomma il massimo che si può desiderare dalla scuola», afferma Carmela Palumbo, che ha inviato un ispettore per dare supporto a preside e professori sulle decisioni da prendere. «Un gesto impensabile e imprevedibile - dice dopo aver parlato a lungo con la preside -. In questo caso non c'è davvero nulla che la scuola non abbia fatto». Oggi si riuniranno il consiglio di classe e di istituto per decidere i provvedimenti disciplinari da prendere a carico del ragazzo, che nei casi gravi può arrivare alla sospensione per tutto l'anno con l'esclusione dall'esame finale, dato che il ragazzo frequenta la terza media.

CONDIZIONI DI SALUTE - Intanto migliorano le condizioni di saluter del professor Paggioro. Lo si apprende da fonti sanitarie dell'ospedale di Chioggia, dove l'insegnante è ricoverato in chirurgia. A titolo cautelare, dopo il ricovero lunedì sera, i medici si erano riservati la prognosi. Attualmente il docente è sottoposto ad un esame radiologico al torace per avere un quadro preciso della situazione, ma il colpo inferto con un coltello da cucina avrebbe provocato una ferita di pochi centimetri e non avrebbe leso alcun organo. Ai medici, Paggioro ha ribadito il desiderio di non essere disturbato: «voglio stare tranquillo» ha detto durante la visita.


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Fonte: www.corriere.it - 17/02/2009 

A scuola con la pistola, studenti denunciati

A scuola con la pistola, studenti denunciati


Due studenti, che avevano con loro una pistola ad aria compressa a pallini di gomma, sono stati denunciati a piede libero con l'accusa di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. E' accaduto in un istituto professionale per l'industria e l'artigianato a Rovigo. Protagonisti due alunni, un 16enne straniero e un 17enne rodigino, che sono stati identificati dal personale della Volante della questura. E' stata la dirigente scolastica, Elena Papa, che aveva sorpreso i
due in possesso dell'arma, a chiedere l'intervento degli agenti che hanno recuperato la pistola. I due giovani si sono giustificati dicendo di aver trovato l'arma per caso lungo il tragitto per giungere a scuola ma non sono stati creduti.



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Fonte: www.anordest.it - 05/12/2007

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...