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Palermo, prof ipovedente rimprovera la figlia e il padre lo picchia: sospetta emorragia cerebrale

Palermo, prof. rimprovera la figlia e il padre lo picchia.

Un professore ipovedente di 50 anni è stato picchiato a pugni in facciae ferito gravemente a scuola, nell'istituto comprensivo Abba Alighieri, a Palermo: l'aggressione è avvenuta ieri, ad opera del padre di una studentessa di terza media. Secondo una prima ricostruzione, l'alunna avrebbe raccontato al papà, all'uscita della scuola, che il docente l'aveva picchiata: l'uomo avrebbe così aggredito il docente con un pugno al volto, provocandogli un'emorragia cerebrale. Solo stamane i medici hanno sciolto la prognosi. Sull'aggressione indaga la polizia.

"MI HA PICCHIATA", MA NON ERA VERO
Secondo quanto hanno ricostruito gli agenti, il professore durante le ore di lezione aveva ripreso l'alunna: il genitore si è avventato sul docente e senza farlo parlare gli ha sferrato un pugno in faccia che lo ha fatto stramazzare per terra. Solo dopo l'intervento di altri insegnanti e genitori la situazione sarebbe tornata sotto controllo e l'aggressore si sarebbe scusato per il proprio comportamento. Anche perchè la figlia, frattanto, avrebbe rettificato il suo racconto ammettendo di non essere stata picchiata dall'insegnante ma solo allontanata dall'aula.

IL PROFESSORE SOTTO CHOC
Il professore, visibilmente sotto choc, è stato trasportato all'ospedale Civico dove i medici lo hanno sottoposto a una Tac che ha evidenziato un'emorragia cerebrale, oltre a una frattura allo zigomo. Solo questa mattina i medici hanno sciolto la prognosi, giudicando il paziente guaribile in 25 giorni. L'aggressione è stata segnalata agli agenti della Squadra Mobile che, referto in mano, stanno procedendo nei confronti del genitore violento.



Fonte: www.leggo.it -  06 Aprile 2018
Link consultato il 06/04/2018

Colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri

Colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri


M.B., collaboratore scolastico di 43 anni, ha colpito l'insegnante che si era lamentata delle tante assenze del bambino che frequenta l'istituto comprensivo Ignazio Florio
21 marzo 2018
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Palermo, colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri
Un collaboratore scolastico, M.B., 43 anni, è stato denunciato dai carabinieri per avere aggredito la maestra del figlio di 10 anni, che frequenta l'istituto comprensivo Ignazio Florio a Palermo. La donna è stata colpita al volto con un pugno e minacciata di morte dopo che si era lamentata con l'uomo per le ripetute assenze del bambino. L'insegnante è stata portata in ospedale. La prognosi è di sei giorni.

M.B. è un precario che lavora in un plesso scolastico e avrebbe lavorato nello stesso istituto comprensivo Ignazio Florio di via Astorino. L'uomo aveva chiesto un permesso per far uscire il figlio prima dell'orario di fine lezioni. L'insegnante ha fatto presente che l'andamento scolastico dell'alunno poteva essere inficiato dalle tante assenze accumulate. E' nata una discussione, e M.B., che ha già a suo carico diverse denunce per rissa e percosse, ha aggredito la maestra. La donna è stata medicata al pronto soccorso di Villa Sofia.

M.B., nel giugno scorso, era stato denunciato perché aveva lasciato il bambino solo in auto mentre giocava con le slot machine. "Il collaboratore scolastico - dice la dirigente dell'istituto comprensivo Ignazio Florio, Lucia Lo Cicero - ha lavorato per anni in questo plesso scolastico. Negli ultimi tempi era molto preoccupato per i suoi cinque figli. Erano in corso delle pratiche per valutare le condizioni in cui vivevano i suoi figli. So che è seguito dai servizi sociali. L'esortazione dell'insegnante sulle assenze del bambino ha scatenato in lui una reazione che non è giustificabile".

"Per noi - sottolinea la preside della Florio - i collaboratori scolastici sono fondamentali. Anche lui ha contribuito a migliorare le condizioni del plesso che rappresenta un punto di riferimento nella vita di tanti alunni. Purtroppo, per situazioni particolari, non riesce a controllare la rabbia che già era esplosa una prima volta con un altro collega in un'altra scuola. Quando ho saputo della lite, l'ho spostato in un altro plesso il pomeriggio. Noi educhiamo con l'esempio e dobbiamo garantire la massima serenità ai nostri alunni. Chi sbaglia e non rispetta queste regole deve essere allontanato. Lui aveva chiesto il trasferimento ad altra struttura".

Quanto successo ieri per la dirigente scolastica è stato un grande dolore: "I miei insegnanti sono molto preparati - dice Lucia Lo Cicero - e seguono tanti ragazzi difficili con situazioni alle spalle non semplici. Eppure affrontano questo lavoro con passione. Le condizioni dell'insegnante per fortuna non sono gravi. Il pugno in faccia non le ha provocato fratture. Mi ha detto che presto tornerà in servizio. L'insegnante anche in questa occasione ha dimostrato molta preparazione e soprattutto tanta umanità".




www.lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: La Repubblica
Link consultato il 21/03/2018

''Sono indagato per un infortunio occorso a uno studente"

''Sono indagato per un infortunio occorso a uno studente"


Nella qualità di dirigente scolastico sono risultato indagato per un infortunio occorso a uno studente cinque mesi or sono.
In assenza di docente, (non era stato possibile assegnare un supplente), un allievo ha colpito un compagno causandogli una lesione permanente.
Il genitore ha denunciato la scuola per mancata vigilanza non avendo sostituito in docente assente durante la quarta ora di lezione.
Ho dovuto redigere una corposa memoria con numerosi allegati e recarmi il 25 marzo presso la polizia giudiziaria di via Villareale in Palermo per dimostrare di aver agito senza colpa grave o dolo.
Ho dimostrato con atti di aver delegato il vicario alle supplenze, di aver pubblicato tre circolari per regolare il problema, di aver chiesto la disponibilità per supplenze a pagamento, che mi è impossibile chiamare un supplente per assenze inferiori a 15 giorni, che la vigilanza della classe era stata affidata al collaboratore scolastico del piano, che gli allievi erano stati regolarmente assicurati.
Ma il poliziotto delegato alle indagini non riusciva a comprendere come mai non avessimo mandato un supplente in classe.
Gli ho allora dimostrato che il giorno dell’infortunio erano assenti 19 docenti e che disponevo solo di sei supplenti: uno con ora a disposizione per completamento cattedra, cinque con disponibilità a pagamento.
Finalmente, visto che la matematica non è un’opinione, è stato accertato che per i miracoli non siamo attrezzati e che oggi non è possibile assicurare le ore di lezione agli studenti.
Non so come andrà a finire questo processo, ma so solo che Ministri e sindacati non possono continuare a esonerare imboscati di tutti i tipi, senza prevederne la sostituzione.
Discutere di bullismo, quando sappiamo che gli allievi, in mancanza di docente, si lasciano andare ai comportamenti indisciplinati, è pura demagogia e i dirigenti non possono essere capri espiatori per ogni necessità.







http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: www.aetnanet.org (Voci dalla scuola) - 30/03/2008

Raid contro un altro insegnante

Sprangate al parabrezza, stereo a pezzi. Indagine della Digos: è stata una bomba carta a colpire davanti alla media di via Salemi

Raid contro un altro insegnante

Aveva spento il rogo all'auto della collega: danneggiata anche la sua


L'ordigno rudimentale piazzato sotto l'auto della professoressa sembrava l'ultimo atto della sfida. Ma i teppisti che da settimane hanno preso di mira i docenti della scuola media di via Generale Francesco Salemi non si sono fermati. Venerdì notte hanno voluto punire l'insegnante che aveva spento il rogo dopo l'esplosione, evitando così che la vettura andasse distrutta del tutto. La banda, ancora senza nome, si è spostata in via Bara all'Olivella per l'ennesima missione di terrore. L'auto del docente di Educazione musicale Paolo Avvento è stata presa a colpi di spranga: il parabrezza è andato distrutto, la serratura di una portiera divelta, la radio è stata ridotta in pezzi e abbandonata sui sedili.
C'è un'indagine unica, condotta dai poliziotti della Digos, sugli atti vandalici che mirano a intimidire i docenti della scuola media annessa all'istituto d'arte. Ieri mattina gli investigatori hanno ascoltato alcuni docenti. E intanto all'opera ci sono anche gli artificieri e i tecnici della poliziascientifica,allaricercadi tracce utili per risalire ai responsabili. Un primo esame dice che è una bomba carta l'ordigno piazzato sotto il cofano dell'auto della professoressa Letizia Lo Re. Proprio venerdì pomeriggio era in corso un consiglio di classe, per la deliberazione di provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni alunni.
Un boato ha interrotto la riunione. Il professore Avvento è subito corso in strada con un estintore, bloccando le fiamme. Probabilmente qualcuno stava osservando la scena a distanza. E non ha gradito il suo intervento.
Adesso le indagini della Digos dicono che c'è una matrice unica dietro l'escalation di attentati e intimidazioni alla scuola di via Generale Francesco Salemi, zona via Pitrè. Da due mesi, ogni volta che c'è aria di provvedimenti disciplinari per alcuni ragazzi, accade sempre qualcosa. Prima era solo l'Attak nei lucchetti della scuola, poi i vandali sono passati a tagliare i copertoni all'auto di un docente. Il passaggio ulteriore ha osato oltre: la banda ha chiuso contemporaneamente cinque cancelli d'accesso alla scuola con grosse catene. All'auto di un altro docente sono stati rotti i vetri.
Nei prossimi giorni i poliziotti della Digos sentiranno alcuni ragazzi. Il cerchio sembra stringersi attorno a un gruppo di studenti difficili, che alle spalle hanno situazioni familiari altrettanto complesse.
s. p.



http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: la Repubblica (Ed. Palermo) - 02/12/2007 Pag. 7

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...