Visualizzazione post con etichetta Media. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Media. Mostra tutti i post

Pestata dalla mamma di uno studente per avergli dato 4

Pestata dalla mamma di uno studente per avergli dato 4. La prof: “Ho paura di tornare a scuola”

Presa a pugni da una mamma

Ha paura di fare ritorno nella scuola dove insegna Francesca Redaelli, 60enne e insegnante di ruolo dal 1987, dal 2003 professoressa di inglese alla scuola media Albinoni di Caselle di Selvazzano, provincia di Padova. La professoressa è stata suo malgrado al centro di un gravissimo atto di cronaca: qualche giorno fa è stata centrata da un pugno da parte di una madre di uno studente al quale aveva dato 4 nel compito.

La donna ha subito la frattura del setto nasale e un edema bilaterale esterno, secondo il referto. Adesso, che è ora di fare ritorno a scuola dopo la brutta esperienza, la professoressa non nasconde il suo timore.

“Negli ultimi anni è cambiato l’atteggiamento delle famiglie, ma la scuola non può sopperire alle mancanze dei genitori. Siamo arrivati al punto che in alcuni casi evitiamo di ricevere le mamme o i papà da soli, ma siamo affiancati da un collega perché c’è il rischio che venga travisato quel che diciamo” dice l’insegnante. “Io non credo di aver sbagliato, sono una insegnante che vuole trasmettere ai suoi alunni il senso del dovere e dell’impegno per ottenere i risultati. Io dico sempre ai miei studenti che prima sono figli e poi alunni, e che le cose funzionano bene se c’è collaborazione fra scuola e famiglia”.





http://lascuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: interagisco.net
Link consultato il 1 Giugno 2018: link

Palermo, prof ipovedente rimprovera la figlia e il padre lo picchia: sospetta emorragia cerebrale

Palermo, prof. rimprovera la figlia e il padre lo picchia.

Un professore ipovedente di 50 anni è stato picchiato a pugni in facciae ferito gravemente a scuola, nell'istituto comprensivo Abba Alighieri, a Palermo: l'aggressione è avvenuta ieri, ad opera del padre di una studentessa di terza media. Secondo una prima ricostruzione, l'alunna avrebbe raccontato al papà, all'uscita della scuola, che il docente l'aveva picchiata: l'uomo avrebbe così aggredito il docente con un pugno al volto, provocandogli un'emorragia cerebrale. Solo stamane i medici hanno sciolto la prognosi. Sull'aggressione indaga la polizia.

"MI HA PICCHIATA", MA NON ERA VERO
Secondo quanto hanno ricostruito gli agenti, il professore durante le ore di lezione aveva ripreso l'alunna: il genitore si è avventato sul docente e senza farlo parlare gli ha sferrato un pugno in faccia che lo ha fatto stramazzare per terra. Solo dopo l'intervento di altri insegnanti e genitori la situazione sarebbe tornata sotto controllo e l'aggressore si sarebbe scusato per il proprio comportamento. Anche perchè la figlia, frattanto, avrebbe rettificato il suo racconto ammettendo di non essere stata picchiata dall'insegnante ma solo allontanata dall'aula.

IL PROFESSORE SOTTO CHOC
Il professore, visibilmente sotto choc, è stato trasportato all'ospedale Civico dove i medici lo hanno sottoposto a una Tac che ha evidenziato un'emorragia cerebrale, oltre a una frattura allo zigomo. Solo questa mattina i medici hanno sciolto la prognosi, giudicando il paziente guaribile in 25 giorni. L'aggressione è stata segnalata agli agenti della Squadra Mobile che, referto in mano, stanno procedendo nei confronti del genitore violento.



Fonte: www.leggo.it -  06 Aprile 2018
Link consultato il 06/04/2018

Cesena, in una scuola media un ragazzino dà un pugno in faccia alla prof

Cesena, in una scuola media un ragazzino dà un pugno in faccia alla prof


Lʼinsegnante era intervenuta per cercare di calmarlo dopo che da due ore disturbava le lezioni. Senza motivo lʼaggressione dellʼallievo, che era già stato segnalato dai genitori dei compagni

Un ragazzino di una scuola media ha sferrato un pugno in faccia alla professoressa senza motivo, ferendola al naso. E' accaduto in un istituto nella Valle del Savio, Appennino di Forlì-Cesena, dove l'insegnante era intervenuta per cercare di calmare l'alunno, che disturbava le lezioni in classe giocando a fare lo spadaccino con un cacciavite in mano. Già in passato il ragazzino aveva avuto comportamenti simili, ma senza mai arrivare a tanto.

La vicenda, che risale a una settimana fa, viene raccontata sul "Resto del Carlino". Il ragazzino stava creando problemi in classe con i suoi giochi da un paio d'ore quando è stata chiamata quell'insegnante, perché in passato era riuscita a gestire quell'allievo un po' troppo vivace. Ma questa volta il ragazzo l'ha aggredita con un pugno senza nessun motivo. Per la donna una prognosi di cinque giorni.

In passato i genitori dei compagni di quell'allievo avevano già segnalato alla scuola, sia formalmente sia informalmente, che quel ragazzino aveva strani atteggiamenti.






http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: tgcom24.mediaset.it - 17 febbraio 2018
Link consultato il 17/02/2018: link

Rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

Sondrio, rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

di Martina Gaudino

Ancora un'aggressione ai danni di una docente. Questa volta protagonista è una insegnante della scuola media Ligari di Sondrio. La prof stava spiegando quando ha richiamato all'attenzione uno studente che stava giocando lo smartphone nel bel mezzo della lezione.
Il ragazzino non ci ha pensato due volte. Dopo essere stato sgridato, si legge sul Giornale di Sondrio, ha preso un aggetto e gliel'ha lanciato contro, ferendola. L'insegnante, sconvolta per l'accaduto, è stata portata al pronto soccorso dove ha ricevuto le cure degli operatori sanitari.
Il fatto accaduto ad inizio di questa settimana, sarebbe emerso soltanto oggi.




www.lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: www.oggiscuola.com
Link consultato il 17/02/2018

Piacenza, studente manda la prof all'ospedale

Piacenza, studente manda la prof all'ospedale


Botte in prima media, sette giorni di prognosi all'insegnante. Il preside: "Il ragazzino aveva già creato problemi"
di MARCELLO RADIGHIERI

PIACENZA Un nuovo episodio di violenza contro gli insegnanti, in questo caso in una scuola del piacentino. Uno studente di prima media ha aggredito la docente colpendola ripetutamente ad un braccio. Percosse pesanti, che hanno costretto l’insegnante a recarsi al pronto soccorso, dove le è stata refertata una prognosi di 7 giorni per la guarigione dell'arto, che peraltro presentava già qualche problema. Il ragazzino è stato sospeso con obbligo di frequenza, e la scuola avrebbe già presentato una denuncia per infortunio sul lavoro e una segnalazione ai servizi sociali. All’origine del gesto, secondo quanto riportato dal quotidiano “Libertà”, vi sarebbe una «crisi comportamentale» e la voglia di «attirare l’attenzione».

L’episodio, riportato dal quotidiano “Libertà”, sarebbe avvenuto qualche giorno fa ed è solo l’ultimo di una lunga serie. "L'episodio, avvenuto il 30 gennaio scorso, è stata la punta dell'iceberg di una situazione già molto difficile. Il ragazzino, che frequenta la prima media, si era già reso protagonista di altre intemperanze, ad esempio aveva costruito un rudimentale aggeggio con il quale dava la scossa ai suoi compagni e aveva fatto esplodere dei petardi nel doposcuola pomeridiano". Lo ha spiegato la preside della scuola media della Valnure, nel Piacentino, dove una professoressa è finita al pronto soccorso per i colpi di un alunno.

"Abbiamo subito avviato una serie di azioni segnalando l'accaduto ai Servizi sociali del comune di residenza del ragazzo - spiega la dirigente scolastica - che mi risulta abbiano mandato un assistente sociale a casa. Poi siamo intervenuti con tutte le azioni di sostegno possibili sulla classe", ha aggiunto, "perché in questi casi c'è anche il rischio che un soggetto di questo tipo possa diventare un leader negativo per tutti i compagni".

Sabato scorso il padre di un alunno ha aggredito il vicepreside della scuola Murialdo di Foggia, colpevole di aver rimproverato il figlio perché all’uscita da scuola spingeva i compagni, e a inizio febbraio un 16enne di Acerra ha accoltellato la sua professoressa in classe. E anche nel piacentino non si tratterebbe di un caso isolato, visto che in un’altra scuola media della provincia un’insegnante è stata bersagliata dal lancio di cheving gum da parte di un gruppo di bulli.

«Chiediamo di perseguire duramente i responsabili: i genitori rispondano delle azioni dei figli – ha dichiarato Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli insegnanti di Piacenza e Parma - È grave il fatto che uno studente aggredisca il proprio insegnante che in quanto tale rappresenta anche l'autorità statale. Trattandosi di un soggetto minore dei 14 anni egli non è perseguibile penalmente ma certamente i genitori (o chi per essi) rispondono verso terzi dei danni prodotti dai loro figli». La Gilda inviterà formalmente l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna e l'Avvocatura dello Stato di Bologna «ad agire nelle competenti sedi giudiziarie, solitamente lo fanno solo quando si tratta di andare contro gli insegnanti e mai quando c'è da agire per tutelarli».




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Tratto da: la repubblica.it - 14/02/2018
Link consultato il 14/02/2018: Link

Foggia, prof preso a pugni dal padre di un alunno che aveva rimproverato

Foggia, prof preso a pugni dal padre di un alunno che aveva rimproverato


E' accaduto in una scuola media del capoluogo dauno. Il docente colpito alla testa e all'addome, ha subito traumi: ha una prognosi di un mese. Il genitore del ragazzo è stato denunciato

FOGGIA - Ha riportato 30 giorni di prognosi il vicepreside della scuola secondaria di I grado 'Murialdò di Foggia colpito alla testa e all'addome da pugni dati dal genitore di un alunno che il giorno prima era stato rimproverato. L'uomo si sarebbe scagliato contro il professor Pasquale Diana, colpendolo, tra l'altro, con un pugno al volto. Il docente ha subito traumi all'addome e al volto. Il genitore è stato denunciato.

Tutto è accaduto sabato scorso quando il genitore dell'alunno si è recato a scuola in orario di ingresso delle classi, e, eludendo la vigilanza dei collaboratori scolastici, si sarebbe scagliato contro il vicepreside dell'istituto. "Non è stato richiesto alcun colloquio, né c'è stata possibilità di dialogo con il genitore, il quale, - viene spiegato in una nota della comunità dell'istituto scolastico - senza chiedere spiegazioni di sorta, come riportato nelle numerose testimonianze depositate in Questura, si è avventato sul professore".

"A nulla è valso - viene detto nella stessa nota - l'intervento dei collaboratori scolastici e dei docenti presenti, che, data la rapidità con cui si è mosso il genitore, non sono riusciti ad evitare l'aggressione". "Il professore - si sottolinea ancora - non ha reagito in alcun modo ai numerosi e violenti colpi che gli venivano inferti alla testa e all'addome, fino a quando i presenti non sono riusciti ad allontanare l'aggressore. Sul posto sono accorsi la Polizia e gli operatori del 118".

Il giorno precedente il vicepreside, nelle sue funzioni di vigilanza e sorveglianza degli alunni all'uscita di scuola, "aveva rimproverato l'alunno perché spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui. Per tutelare l'incolumità degli altri ragazzi, l'alunno - viene spiegato nella nota firmata dalla comunità dell'istituto scolastico - è stato preso per il braccio e allontanato dalla fila. Da qui la rabbia del genitore che, ascoltando soltanto la versione del proprio figlio, senza chiedere chiarimenti di alcun genere, si è scagliato contro il professore".

"Siamo tutti sotto shock e spaventati. Se ci affidano i loro figli è perché devono avere fiducia in noi", dice Ida Lasalandra, dirigente dell'istituto. A scuola c'è stata una riunione straordinaria del Consiglio di istituto. "La scuola è chiusa per le festività di carnevale ma tutti i docenti si sono in pratica autoconvocati - racconta la preside - per discutere di quanto avvenuto, ma tutti i docenti di Foggia si stanno confrontando sull'accaduto e intendono sensibilizzare l'opinione pubblica perché non accadano mai più fatti del genere".

"L'aggressione - racconta la preside - è stata molto cruenta. Il docente è stato colto alla sprovvista. Ha sentito voci concitate nel corridoio, ha aperto la porta dell'aula dove stava facendo lezione e ha visto nel corridoio un uomo che con prepotenza aveva eluso chi lo stava fermando ed era addetto al controllo degli ingressi. Quest'uomo ha raggiunto il vicepreside e lo ha colpito subito al viso, il docente è caduto per terra ed è stato colpito con calci allo stomaco". "Il docente non ha reagito anche perché c'era la porta dell'aula aperta e non voleva spaventare gli alunni". Il figlio dell'aggressore avrebbe raccontato al genitore che era stato picchiato dal professore.

"Il docente - racconta la preside - lo aveva invece richiamato e poi l'aveva preso per un braccio e lo aveva spostato perché rischiava di far cadere i compagni. Il padre del ragazzo anziché verificare la veridicità del racconto fatto dal figlio si è precipitato e ha aggredito il docente. Se ci fosse stato un dialogo si sarebbe risolto tutto". "I ragazzi - racconta ancora la preside - adorano quel professore e da quando è avvenuta l'aggressione gli stanno inviando messaggini incredibili, pieni di affetto".

"Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all'interno di una scuola", ha detto la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli. "In questi mesi abbiamo lavorato per rimettere al centro l'alleanza educativa fra scuola e famiglie e rilanciare la figura dell'insegnante", aggiunge
Fedeli. "Sono temi urgenti. Che non vanno sottovalutati. Questi episodi ne sono un'ulteriore conferma. Abbiamo cominciato un lavoro che va portato avanti con convinzione.  Attaccare la scuola, cercare di toglierle dignità o valore, significa fare un danno al Paese. Per questo - conclude la ministra dell'Istruzione - condanniamo quanto accaduto a Foggia e continueremo a lavorare per rimettere la scuola al centro del processo di crescita civile dell'Italia".





http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: Repubblica.it (edizione Bari) - 12/02/2018
Link consultato il 12/02/2018: Link


Siracusa, i genitori di un alunno rompono una costola al professore

Siracusa, i genitori di un alunno rompono una costola al professore


Follia ad Avola, nel siracusano. Una coppia, genitori di un alunno di 12 anni, si è presentata nel cortile dell’istituto Vittorini e ha picchiato il professore di educazione fisica a forza di calci e pugni, sotto gli occhi degli altri alunni. Il professore aveva rimproverato il loro figlio e così hanno deciso di farsi giustizia da soli.

I colleghi del professore hanno chiamato i carabinieri e il 118: il docente è stato condotto all’ospedale Di Maria di Avola, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura di una costola oltre ad altre ferite superficiali. La coppia è stata denunciata per lesioni e interruzione di pubblico servizio.

La comunità scolastica del Vittorini ad Avola è incredula. Gli altri docenti hanno evitato il peggio, frapponendosi tra il collega e la furia dei genitori; alcuni hanno rimediato graffi e occhiali rotti. Il docente, 60enne, ha una prognosi di dieci giorni.

Ancora non sono chiarissimi i motivi che hanno spinto la coppia all’assurdo gesto. Il professore stava accompagnando una classe di terza media per l’orientamento informativo in un vicino liceo, quando è stato avvicinato dai furenti genitori del suo alunno.

La coppia è formata da un uomo di 47 anni, professione operaio, e madre casalinga di 33 anni: hanno cominciato a urlare e picchiare l’uomo. Sono arrivati nella zona dell’istituto dopo aver ricevuto una telefonata del figlio, che aveva raccontato di un rimprovero avvenuto quella stessa mattina. Un dettaglio importante: nella scuola in questione i cellulari sono vietati, e vengono requisiti a inizio lezione: dunque bisogna capire perché il ragazzo avesse accesso al telefono. I genitori, interrogati dai carabinieri, hanno raccontato ai carabinieri che oltre al rimprovero il professore avrebbe tentato di lanciare un libro in testa al loro figlio. Motivo comunque non sufficiente, se fosse confermata questa versione, per mandarlo in ospedale con una costola rotta.

Fonte: it.notizie.yahoo.com
Lin consultato il 11 gennaio 2018: link


Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un rimprovero al figlio durante le lezioni, e i genitori che chiedono un incontro con l'insegnante e lo aggrediscono.
Sono dovuti intervenire i carabinieri ieri, 23 dicembre, alle 10 del mattino, all'istituto comprensivo delle scuole medie di Paese.
Durante un incontro tra i genitori dell'alunno, a quanto pare poco disciplinato e per questo redarguito nei giorni scorsi, e uno dei professori, il papà del ragazzo ha preso a spintoni e colpito con un ceffone il docente. La situazione ha rischiato di degenerare e i presenti hanno subito chiesto l'intervento dei carabinieri, sopraggiunti con due pattuglie, e del 118 (anche se non c'è stata necessità di un trasporto in ospedale). Il papà manesco però, nel frattempo se n'era andato. Il professore si è riservato di presentare querela di parte.




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: globalist.it - 24 dicembre 2017
Link consultato il 24/12/17: link

Lezione con i vigilantes nei piani

Lezione con i vigilantes nei piani


Il preside P.: «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada».

GIUGLIANO. Cancellate alte e robuste lungo tutto il perimetro, massicci bodyguard in perfetta divisa all’ingresso e all’interno, al posto dei bidelli che il ministero ha tagliato, uomini della security ad ogni piano. Badge di riconoscimento per tutti, professori e alunni. L’Istituto statale Luigi Galvani, alle porte di Giugliano, è poco meno di un bunker. Sei gradi di separazione da un territorio a rischio, violento e ad alto tasso camorristico, quello in cui i 1200 ragazzi vivono e a cui tornano alla fine delle lezioni. Nel bunker Galvani, dove si studia per diventare periti tecnici industriali, la sicurezza viene prima dell’istruzione, diventa esigenza primaria. «Vigilanza ferrea», spiega la vice preside C. M. Sta preparando la carta della legalità da presentare in una prossima assemblea compresi i genitori. «Vigilanza interna ed esterna, non armata», precisa, «è un istituto ubicato in un’area a rischio per cui noi facciamo azioni preventive. Anche i nostri studenti devono essere tutelati, la sicurezza è uno dei cardini fondamentali. Questo territorio non offre niente ai nostri ragazzi, Giugliano è solo piena di sale giochi».

Nell’intervallo si esce a fumare nel cortile, ragazzi con il gel tra i capelli, t-shirt aderenti al torace, braccia coperte di tatuaggi. «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada — racconta Maisto — c’è un 20-30 per cento che viene da famiglie disagiate e lavora anche per aiutare la famiglia. Ora l’istituto si è rivalutato, una cosa positiva è che ha contatti con il territorio. È una miniera di materiale umano. Perciò abbiamo sfruttato tutti i fondi Pon per mandare i ragazzi all’estero d’estate, abbiamo laboratori, robot che riproducono la catena di montaggio».

Per il preside G. P., questa scuola è un punto di riferimento. Ha 117 docenti a tempo indeterminato più altri 130 per 1129 studenti. «L’agenzia di security, G&P Global service non l’ho portata io, ma l’ho confermata: una scelta giusta. A parità di classi e alunni abbiamo avuto un taglio secco di bidelli. Tre di loro sono stati sostituiti dai vigilantes in divisa, più uno al cancello. Credo che questa presenza da sola possa essere un deterrente per goliardate eccessive. Io sto qui dalle 7,30 alle 19, così pure il mio staff di dirigenza. Devono vigilare che non accada niente di anomalo. Ci sono lunghi corridoi, entrate e uscite, uno sterminato spazio esterno, luogo incontrollato e incontrollabile dall’interno e per l’esterno».

Pezza difende i suoi alunni: «Nessuno dei miei studenti è potenzialmente o in pectore un delinquente. Ma il contesto sociale è questo: un territorio dove l’urbanizzazione è triplicata, discarica a cielo aperto di rifiuti. I docenti devono fare i conti con ragazzi maleducati, ma forse ce ne sono più al Parini di Milano che al Galvani di Giugliano. Le famiglie chiedono aiuto alla scuola. E c’è una minoranza insofferente alle regole».

Una minoranza che usa la violenza. L’anno scorso ci sono state 15 denunce per aggressioni. Un esempio? Scuola elementare Catello Salvati, a Scanzano, periferia di Castellammare di Stabia. T. E., una docente di 47 anni, 20 già impiegati qui, quel giorno ha i tacchi alti, si è vestita elegante. È in presidenza quando vede arrivare un uomo che schiaffeggia una maestra e grida: «Mio figlio non lo metti più fuori». T. interviene a difenderla. Ed è attaccata a sua volta: «Mi mette due mani alla gola e mi sbatte con la testa al muro, cado e batto il capo sul termosifone, mi strappa una ciocca di capelli». Quando lo racconta è ancora piena di rabbia. «Finora mai un caso del genere, l’istituto funziona benissimo, i genitori sono tutti dalla nostra parte. La mia collega è all’antica. Ha una classe difficile, con figli di famiglie disagiate, che mancano spesso da scuola».

Poi si sfoga: «Lo Stato cosa fa per questi bambini? Riduce il personale scolastico, aumenta il numero degli alunni in classe, vuole la docente unica che è sempre più da sola ad affrontare la realtà». Scanzano, un contesto sociale dominato dallo strapotere camorristico. «Sento spesso parlare di D’Alessandro, ma quelle famiglie a volte hanno dato un aiuto economico alla scuola, ci tengono. Invece i casi più problematici sono i “Ciruzzo”, figli di chi ha perso il lavoro nei cantieri e nelle fabbriche, e non riesce più a mettere il piatto a tavola, con mamme che devono lavorare tutto il giorno e papà disoccupati, o morti, o in carcere. Quei bambini si sentono già inferiori, additati, l’unico modo di esprimersi è l’aggressione, un modo per dire: io ci sono. La nostra scuola è bellissima, ha il teatro, la palestra. Con 25 mila euro di fondi regionali l’anno scorso abbiamo fatto otto laboratori contro la dispersione».

Un progetto della prefettura di Napoli l’anno scorso ha coinvolto 1064 alunni e 25 scuole. «La scuola era bella di pomeriggio - continua T. E. - tutta illuminata, con mensa, sport, laboratori, progettualità. Avevamo trovato un sistema per non farli andare a casa. I bambini pensavano: anch’io posso, anch’io riesco, e finivano per rendere di più anche nello studio». Torna, come al Parco Verde di Caivano, il richiamo al docente chiamato a fronteggiare il disagio. «Dobbiamo essere diversi, saper rendere più sicuri i bambini». Le insegnanti si alleano tra loro. «Lavoriamo in team, ci confrontiamo per trovare le strategie, cerchiamo insieme una via d’uscita.








Patrizia Capua





http://lascuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: Repubblicanapoli.it 05/10/11

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola


Lo studente violento della media Giotto affidato ai servizi sociali. Rimarrà iscritto all'istituto così potrà dare l'esame finale

di Marco Aldighieri

PADOVA - Un ragazzino iscritto in una classe terza della media Giotto ha ferito un compagno e spinto una professoressa. In uno scatto d’ira ha fatto cadere l’amichetto che ha sbattuto violentemente la testa. Il piccolo studente è stato costretto a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso pediatrico, che lo hanno dichiarato guaribile in pochi giorni. Nessun danno invece per la docente, che ha barcollato ma è riuscita a non perdere l’equilibrio. L’episodio è accaduto non più tardi di un mese fa.

Al momento né i genitori dell’alunno ferito e né la professoressa spinta hanno sporto denuncia. Anzi, la scuola media Giotto ha subito affrontato e risolto il problema. La prima dirigente scolastica, ancora prima di Pasqua, ha deciso di allontanare lo studente violento dall’istituto. Nonostante rimanga iscritto nella scuola, il ragazzino è stato affidato ai Servizi sociali del Comune. Così, fanno sapere i dirigenti della media Giotto, l’alunno non avrà più contatti con i suoi compagni e di conseguenza non potrà più fare loro del male. Sotto questo profilo dunque i genitori degli studenti della Giotto possono stare tranquilli. I loro figli non corrono più il pericolo di essere picchiati.
L’istituto però non ha voluto abbandonare al suo destino l’alunno violento. Il ragazzino, fino all’esame finale di terza media, studierà seguito da alcuni insegnanti. Quindi affronterà gli esami come un privatista e probabilmente proprio alla Giotto dove risulta allontanato, ma regolarmente iscritto. Un escamotage che permetterà all’alunno di portare a termine il regolare corso di studi e nello stesso tempo non aggraverà la sua posizione, già particolarmente difficile a causa di diversi problemi familiari.

La decisione della scuola media Giotto è stata particolarmente forte, ma secondo i docenti necessaria. C’era anche il pericolo che altri ragazzini emulassero il comportamento violento dello studente allontanato. Un ragazzino che, come sostiene a più riprese la prima dirigente scolastica, deve essere aiutato e non condannato.

http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://www.gazzettino.it/ - 06/05/2011

Pugni e schiaffi all´insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Pugni e schiaffi all'insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Mamma e nonna indagate. Lupacchino: "È un episodio grave per una scuola"

Calci e pugni per un rimprovero a un'alunna, una ragazzina di 13 anni, che all'uscita di scuola, racconta del rimprovero e di uno schiaffo a un assistente sociale, poi alla madre, e scatena la spedizione punitiva di mamma e nonna contro l´insegnante. Ora verranno denunciate per violenza privata, danneggiamento aggravato, e anche lesioni se l´insegnante deciderà di sporgere querela. Fino a sera la donna aggredita è rimasta a farsi medicare al Sacco per qualche graffio e leggere contusioni. Un episodio che lascia sgomente le insegnante: «Non è la prima volta che subiamo aggressioni - raccontano - siamo abituate ad andare avanti». «È grave che un simile episodio si sia verificato a scuola - dice il provveditore agli studi Antonio Lupacchino - mi informerò con il capo d'istituto per capire cosa abbia portato a tanto». Succede all'istituto comprensivo Trilussa di via Graf, a Quarto Oggiaro, quartiere di case popolari dove scuole, associazioni e forze dell'ordine tentano di far rispettare le regole. L'aggressione all'insegnante parte proprio da un rimprovero all'ora di pranzo, a mensa, quando la bambina prende una brocca colma d'acqua e la versa volontariamente per terra. L'insegnante le chiede di smettere ma l'alunna continua a versare l'acqua ridendo: così la prof, 41enne, si avvicina, la prende per il braccio e la obbliga a smettere. Poi, una volta tornati in classe, un altro rimprovero. «Fatti i fatti tuoi» risponde sfottente la studentessa, ed è in quel momento che - secondo la testimonianza di qualche compagno - l'insegnante con un gesto stizzito, più che violento colpisce la sua alunna con un leggero schiaffo. La ragazzina - seguita dai servizi sociali - esce da scuola e racconta tutto all'educatore del Comune che la incontra diverse volte ogni settimana, e che la deve accompagnare a casa. Quando la madre viene a sapere dell´accaduto avvisa la nonna e insieme, furiose, vanno a scuola a cercare la prof. La aspettano fuori nel cortile, la aggrediscono verbalmente, poi con pugni e calci, finché la docente non è costretta a ripiegare nell'istituto e rifugiarsi nel bagno della segreteria. Ma le due donne non sono ancora soddisfatte: forzano la porta e la colpiscono ancora finché altri docenti non intervengono. L'aggressione dura fino all'intervento degli agenti delle volanti. Madre e nonna, 29 e 50 anni, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, si giustificano dicendo ai poliziotti che la ragazzina avrebbe ricevuto uno schiaffo.
Sandro De Riccardis




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://espresso.repubblica.it - 22/01/2009

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera


La giovane supplente lo rimprovera e lui si scaglia contro la professoressa, colpendola con un pugno in faccia: è successo il 26 marzo, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali, nella scuola media Aycardi Ghiglieri di Finale Ligure. L’aggressore ha dodici anni, e frequenta la prima media. La docente si è fatta medicare all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ed è stata dimessa poco dopo.

Lo studente indisciplinato, vista la sua giovane età, non sarà punito penalmente. Il preside Pier Luigi Ferro sta invece pensando ai provvedimenti disciplinari da adottare.




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 08/04/2010


Finale Ligure: 12enne picchia l’insegnante che lo aveva rimproverato


Finale Ligure. Studente a dir poco indisciplinato all’istituto Aicardi Ghiglieri di piazza Deledda a Finale Ligure: il ragazzo, appena 12enne, ha infatti colpito la supplente con un pugno in pieno volto costringendola a ricorrere alle cure mediche presso il Santa Corona di Pietra Ligure. E’ successo il 26 marzo scorso. Vista l’età, l’alunno sarà immune da conseguenze penali.




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://www.ivg.it - 08/04/2010

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti


Uno studente di 13 anni che per una divergenza con una insegnante ha rotto il vetro di una finestra dell'aula, poi, con un paio di forbici ha minacciato alunni, professori e bidelli, urlando «Vi sgozzo tutti».

È accaduto giovedì scorso in una scuola media della provincia di Massa Carrara. I genitori dei compagni di classe del ragazzo hanno deciso di non mandare più i figli a scuola. La vicenda è riportata sui quotidiani locali. Un compagno del tredicenne, per lo spavento, è stato portato dalla madre al pronto soccorso sotto choc. I genitori hanno scritto una lettera al provveditorato e al preside, spiegando che non manderanno più i figli a scuola «fino a quando il ragazzo autore degli episodi di violenza, che si ripetono da ormai due anni, non verrà allontanato dall'istituto». I problemi con l'alunno, aggiungono, erano cominciati l'anno passato, quando la madre aveva revocato il consenso ad avvalersi dell'operatore socio educativo che seguiva l'alunno fin dalle elementari. La polizia sta indagando sulla vicenda.



http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://www.ilmessaggero.it - 21/02/2009

Studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore

L'autore del gesto è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate

Chioggia: studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore


L'insegnante di musica della «Silvio Pellico», Fabio Paggioro, 36 anni, è ricoverato in ospedale

CHIOGGIA (VENEZIA) - Ha rischiato la vita. Un alunno di 13 anni ha pugnalato a Chioggia il suo professore di musica in classe durante la lezione di musica, conficcandogli un coltello da cucina nella schiena. L'insegnante, Fabio Paggioro, 36 anni, di Adria, è ricoverato in ospedale, mentre lo studente è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino, nell'ambito scolastico, avesse rapporti tesi con l'insegnante.

IL FATTO - Il gesto, improvviso e «premeditato» visto che il ragazzo si sarebbe portato il coltello da casa, è avvenuto lunedì pomeriggio nella scuola media «Silvio Pellico» di Chioggia. Tutto è successo durante la lezione individuale pomeridiana di violino. C'erano dunque solo loro due in classe quando alle 18 di lunedì il ragazzino ha improvvisamente sferrato il colpo alla schiena dell'insegnante. Il professor Paggioro è corso nell'aula a fianco, dove un suo collega stava tenendo una lezione individuale di pianoforte ad un'allieva, e si è fatto aiutare ad estrarre il coltello mentre veniva chiamata un'ambulanza. Subito dopo il ragazzino è corso via.

I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI - «Una vicenda allucinante, che avvilisce moltissimo» è questo il commento della dirigente dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo. «In questo caso non c'entrano nè il bullismo, nè situazioni degradate, dato che si tratta di una scuola media a indirizzo musicale con un'offerta formativa particolarmente importante. Insomma il massimo che si può desiderare dalla scuola», afferma Carmela Palumbo, che ha inviato un ispettore per dare supporto a preside e professori sulle decisioni da prendere. «Un gesto impensabile e imprevedibile - dice dopo aver parlato a lungo con la preside -. In questo caso non c'è davvero nulla che la scuola non abbia fatto». Oggi si riuniranno il consiglio di classe e di istituto per decidere i provvedimenti disciplinari da prendere a carico del ragazzo, che nei casi gravi può arrivare alla sospensione per tutto l'anno con l'esclusione dall'esame finale, dato che il ragazzo frequenta la terza media.

CONDIZIONI DI SALUTE - Intanto migliorano le condizioni di saluter del professor Paggioro. Lo si apprende da fonti sanitarie dell'ospedale di Chioggia, dove l'insegnante è ricoverato in chirurgia. A titolo cautelare, dopo il ricovero lunedì sera, i medici si erano riservati la prognosi. Attualmente il docente è sottoposto ad un esame radiologico al torace per avere un quadro preciso della situazione, ma il colpo inferto con un coltello da cucina avrebbe provocato una ferita di pochi centimetri e non avrebbe leso alcun organo. Ai medici, Paggioro ha ribadito il desiderio di non essere disturbato: «voglio stare tranquillo» ha detto durante la visita.


http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: www.corriere.it - 17/02/2009 

Genitori difendono i figli vandali a scuola

Spotorno: distruggono le medie, denunciati 5 minorenni

Scoperti dai carabinieri gli autori del raid vandalico alle scuole medie di via Verdi a Spotorno. Un atto teppistico che ha comportato un danno di almeno 30 mila euro. Si tratta di cinque minorenni, tra i 12 e i 15 anni, due milanesi e tre genovesi, in vacanza nella cittadina del ponente ligure, denunciati alla procura del Tribunale dei minorenni di Genova con l'accusa di danneggiamento aggravato. La notte scorsa sono entrati nel plesso scolastico distruggendo computer, fotocopiatrici, impianti hifi, quindi si sono divertiti a scaricare gli estintori rendendo inservibili scope elettriche e caloriferi, a ribaltare librerie e a imbratture i muri con frasi oscene. Sono stati alcuni abitanti della zona ad avvertire il 112 dopo aver udito urla provenire dalla scuola poco dopo la mezzanotte. I carabinieri hanno identificato i vandali grazie alle impronte delle scarpe lasciate sulla polvere degli estintori che combaciavano perfettamente con quelle che indossavano al momento del fermo. I militari hanno quindi avvertito i genitori increduli di quanto avevano fatto i figli accusando invece i carabinieri di aver sbagliato a fermali dopo il raid. r.c.


http://lascuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: www.savonanews.it - 18/08/2008

Genitori difendono i figli vandali a scuola

SPOTORNO (SAVONA) - "I nostri figli sono dei vandali? No, sono degli angioletti. Non sono stati loro, vi state sbagliando. Gli autori di quello scempio dovete cercarli altrove". I genitori dei cinque baby teppisti identificati dai carabinieri quali autori del raid vandalico ai danni della scuola media di Spotorno se la prendono con i carabinieri di Spotorno. Per tre minorenni, uno di 14 anni e due di 15, è già scattata la denuncia alla procura dei minori di Genova per aver devastato nottetempo la scuola di via Verdi: sono stati distrutti computer, fotocopiatrici, stampanti, imbrattati muri e scaricati estintori. Segnalazione che però ha suscitato le ire dei familiari. "Non si devono accusare ingiustamente i nostri figli perché mai avrebbero potuto fare cose del genere. Ci avete chiamati nel cuore della notte senza motivo e questo non é assolutamente giusto", hanno detto. I carabinieri, attraverso il loro comandante di Compagnia Orlando Pilutti, ribattono invece di aver raccolto prove inequivocabili circa le loro responsabilità. "Intanto siamo amareggiati anche per il comportamento dei genitori, e non solo per quello dei loro figli - dice l'ufficiale dell'Arma -. In questa vicenda non abbiamo preso alcun abbaglio. Che siano stati loro non abbiamo infatti alcun dubbio. Abbiamo rilevato nella scuola le impronte delle scarpe lasciate sui pavimenti dopo che avevano svuotato gli estintori. Inoltre va ricordato che i cinque sono stati fermati nei pressi della scuola mentre fuggivano. Quindi abbiamo agito nella massima correttezza e legalita". "Curiosamente per i genitori dei ragazzi - conclude Orlando Pilutti - è stato più giusto prendersela con i miei carabinieri che con i figli per il loro comportamento. E questo sinceramente non l'abbiamo digerito, in considerazione anche del fatto che siamo preposti ai controlli diurni e notturni in città per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico".


http://lascuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: www.ansa.it - 19/08/2008

Muore d´infarto mentre sgrida gli ex alunni che lo tormentano

Da settimane continue molestie, insulti e angherie

Muore d´infarto mentre sgrida gli ex alunni che lo tormentano

Il mattino stesso era andato dai Carabinieri per segnalare tutti gli episodi


Giuseppe Cucinotta

Quasi ogni sera si presentavano puntualmente sotto il suo balcone urlandogli insulti e minacciandolo. Aldo Fantino, professore di musica alle medie di Sasso Marconi, pensionato dall´1 luglio che sperava di curare finalmente la sua passione per la Storia, era estenuato da quei ragazzini maleducati. E così ha deciso di scendere in strada per fronteggiarli. Ma dopo averne fermato uno, nel tentativo di portarlo dai Carabinieri, è crollato a terra, probabilmente per infarto, ed è morto poco dopo. Ora il minorenne D.C., 16 anni, è "avvisato" per omicidio preterintenzionale aggravato da motivi futili ed abietti, minacce, percosse ed omissione di soccorso. Altri quattro giovanissimi che erano con lui, sono indagati per violenza privata ed omissione di soccorso. Fantino, 64 anni, moglie e due figlie, residente in viale Nuovo, era bersagliato dalle continue angherie di quel gruppetto di ex studenti. Angherie che andavano avanti da mesi. Tanto che, venerdì, nella mattina del suo ultimo giorno di vita, ha presentato denuncia ai Carabinieri di Sasso. Denuncia contro ignoti, perché il professore non sapeva chi fossero quelli che lo infastidivano con schiamazzi sotto casa, insulti sui muri, frasi ingiuriose urlate in pubblico, anche vicino alla Gelateria dei Fiori, il citofono che non smetteva di suonare durante la notte, perfino mutande abbandonate sotto il portone. Vessazioni senza un motivo apparente, se non le normali incomprensioni che si possono creare in un rapporto fra insegnante e alunni. La sera di giovedì l´ultima provocazione, in tutto simile a quella che 24 ore dopo si concluderà con la morte del professore: secondo la denuncia, un gruppetto di ragazzi va sotto casa Fantino, comincia ad urlare insulti, con allusioni pesanti, e qualcuno sfida l´insegnante a scendere giù. Quando lui lo fa, tutti se la danno a gambe. Passa mezz´ora e siamo daccapo. Uno del gruppo torna a farsi sentire con i "soliti" insulti, conditi questa volta da una minaccia: «Scendi che ti ammazzo». Forse il professore sperava che con la sua denuncia del giorno dopo, le angherie sarebbero finalmente cessate. Ma così non è stato. Puntualmente i ragazzini si sono ripresentati verso le 11 di venerdì sera sotto il balcone di viale Nuovo. Sembra che fossero una decina. Fantino era sul balcone con la moglie Maria Carla, la figlia Laura ed il genero. Mangiavano un gelato e facevano quattro chiacchiere. Ai primi insulti, il professore ha perso la pazienza, e catapultandosi per le scale è finalmente riuscito ad afferrare uno dei ragazzini per la manica della maglietta. «Stavolta vieni con me dai carabinieri, chiamiamo i tuoi genitori» urla al giovane, mentre uno alla volta, preoccupati, arrivano anche la figlia, il genero, un cognato ed un vicino. Il minorenne si divincola, protesta perché, dice, «mi hai strappato la maglietta». Con lui anche una giovanissima amica, che prende le sue difese urlando «lasciatelo stare». Pochi attimi e il professore cambia atteggiamento. Forse si sente male. Smette di parlare, le braccia abbandonate lungo il corpo, si accascia sull´asfalto. Il ragazzo scappa inseguito dalla richiesta di aiuto di Laura, la figlia di Fantino. Il professore, colto probabilmente da infarto, respira ancora. E´ una donna che blocca l´auto per non investire il corpo, a soccorrerlo offrendo ai parenti il suo cellulare con cui chiamare il 118. Purtroppo la corsa all´ospedale Maggiore è inutile. L´uomo muore poco dopo.
I Carabinieri di Sasso Marconi ieri mattina hanno identificato D.C., il ragazzo protagonista degli ultimi minuti di vita di Fantino. Difeso dall´avvocato Alessandro Alberti è stato a lungo interrogato. E ha fatto il nome degli altri quattro amici, che erano con lui, tutti di età non superiore ai sedici anni: «Appena il professore è crollato a terra ci siamo spaventati e siamo scappati».
«Aldo stava benissimo – dice la moglie Maria Carla. – Aveva appena fatto gli esami di routine ed erano tutti negativi. Colesterolo, elettrocardiogramma, valori del sangue, tutto perfetto. Era sano come un pesce. Il medico gli aveva detto Aldo sei meglio di un ragazzino». Nella scuola Galileo Galilei in cui Fantino ha insegnato fino a giugno, tutti sono informati, ma, dice la moglie, «nessuno si è fatto vivo». Sgomento l´insegnante di Religione che piange al telefono: «La scuola è sconvolta e a me manca l´aria».




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: http://espresso.repubblica.it - 06/07/2008

Insegnanti aggrediti nei corridoi

Insegnanti aggrediti nei corridoi

Il bullismo. Violenza quotidiana nelle scuole medie di frontiera, una prof della Masseria Cardane: «Banchi, sedie, zaini, vola di tutto»


Luca Saulino

Napoli. Le regole prima di tutto. Nelle scuole di frontiera quella che mia volta si chiamava "educazione civica" non è una vera e propria materia. Piuttosto si tratta di far rispettare le norme necessarie sia per la convivenza tra i ragazzi, sia per una crescita dell'individuo. Si parte dall'ora di educazione fisica. Per fare ginnastica o allenarsi in una partita di basket o pallavolo l'alunno dovrebbe indossare tuta e scarpette. Il condizionale è d'obbligo perché spesso accade che gli studenti pretendano di entrare in palestra privi della tenuta richiesta.
Alla Media "Carlo Levi" di Scampia una docente ha vietato ad un allievo di praticare l'attività sportiva in mancanza dell'abbigliamento adatto. Lui non ci ha pensato su due volte e ha scatenato la sua rabbia contro la porta di un'aula tirandola fuori dai cardini. Alle piccole e grandi espressioni di bullismo è, dunque, dedicata la seconda puntata del viaggio del "Roma" negli istituti in trincea. Un fenomeno, quello della prevaricazione tra gli adolescenti, che si consuma capillarmente su tutto il territorio napoletano, ma che nei plessi di periferia sembra raggiungere la sua apoteosi. La violenza minorile tra i banchi esplode periodicamente anche per futili motivi: una parola o uno sguardo di troppo, uno sgarro al compagno che vanta legami con la malavita, un "no" detto da un soggetto più timido al baby-guappo.
Alla "Giuseppe Moscati", il plesso che sorge nel cuore della Masseria Cardone - racconta una docente che preferisce restare anonima - «puntualmente vola di tutto, dai banchi alle sedie passando per gli zaini ed altri oggetti personali». La regola è un peso da schivare ogni giorno per quei ragazzi che passano intere sere a scorazzare sui motorini, anche in tre e senza casco, che salgono sugli autobus senza obliterare il biglietto, perché nella scuola come nell'ambiente esterno «la comandiamo noi».
Il diktat dei bulli può sfociare in offese verbali alle insegnanti. R.R. viene da Giugliano e insegna matematica in una Media di Miano: «Una volta rimproverai un ragazzino che s'intratteneva nel corridoio, mi diede mio spintone e mi rispose "Ma tu che vuò?"». Violare la regola all'ombra delle Vele significa anche andare a scuola senza nemmeno penna e quaderni. Povertà? Macché. Quegli stessi ragazzi hanno l'ultimo cellulare uscito sul mercato, l'Ipod e indossano capi griffati.
Nella Masseria Cardone il bullismo assume anche mi volto femminile. Lungo il marciapiede che guarda verso le caserme, tra l'istituto professionale e la "Moscati" - rivela mia prof - «ci sono ragazzine appartenenti anche alla lontana a famiglie camorristiche che si fanno portare la cartella dai compagni. Loro non si tirano indietro perché sanno che quella famiglia potrebbe tornare utile per qualsiasi cosa nel quartiere».
A Secondigliano un gruppetto di ragazzini delle Medie invece si era inventata una forma di mini-racket da attuare davanti alle scuole. Ci hanno provato con successo, si fa per dire, davanti alla "Pascoli" e alla "Lucrezio Caro".
Una volta usciti dai rispettivi istituti, che si trovano sparsi nella periferia nord, si precipitavano ad attendere i "colleghi" per imporre un "pizzo" di pochi spiccioli. Il fenomeno da diverse settimane sembra però rientrato.




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: Roma - 12/12/2007 Pag. 5

Raid contro un altro insegnante

Sprangate al parabrezza, stereo a pezzi. Indagine della Digos: è stata una bomba carta a colpire davanti alla media di via Salemi

Raid contro un altro insegnante

Aveva spento il rogo all'auto della collega: danneggiata anche la sua


L'ordigno rudimentale piazzato sotto l'auto della professoressa sembrava l'ultimo atto della sfida. Ma i teppisti che da settimane hanno preso di mira i docenti della scuola media di via Generale Francesco Salemi non si sono fermati. Venerdì notte hanno voluto punire l'insegnante che aveva spento il rogo dopo l'esplosione, evitando così che la vettura andasse distrutta del tutto. La banda, ancora senza nome, si è spostata in via Bara all'Olivella per l'ennesima missione di terrore. L'auto del docente di Educazione musicale Paolo Avvento è stata presa a colpi di spranga: il parabrezza è andato distrutto, la serratura di una portiera divelta, la radio è stata ridotta in pezzi e abbandonata sui sedili.
C'è un'indagine unica, condotta dai poliziotti della Digos, sugli atti vandalici che mirano a intimidire i docenti della scuola media annessa all'istituto d'arte. Ieri mattina gli investigatori hanno ascoltato alcuni docenti. E intanto all'opera ci sono anche gli artificieri e i tecnici della poliziascientifica,allaricercadi tracce utili per risalire ai responsabili. Un primo esame dice che è una bomba carta l'ordigno piazzato sotto il cofano dell'auto della professoressa Letizia Lo Re. Proprio venerdì pomeriggio era in corso un consiglio di classe, per la deliberazione di provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni alunni.
Un boato ha interrotto la riunione. Il professore Avvento è subito corso in strada con un estintore, bloccando le fiamme. Probabilmente qualcuno stava osservando la scena a distanza. E non ha gradito il suo intervento.
Adesso le indagini della Digos dicono che c'è una matrice unica dietro l'escalation di attentati e intimidazioni alla scuola di via Generale Francesco Salemi, zona via Pitrè. Da due mesi, ogni volta che c'è aria di provvedimenti disciplinari per alcuni ragazzi, accade sempre qualcosa. Prima era solo l'Attak nei lucchetti della scuola, poi i vandali sono passati a tagliare i copertoni all'auto di un docente. Il passaggio ulteriore ha osato oltre: la banda ha chiuso contemporaneamente cinque cancelli d'accesso alla scuola con grosse catene. All'auto di un altro docente sono stati rotti i vetri.
Nei prossimi giorni i poliziotti della Digos sentiranno alcuni ragazzi. Il cerchio sembra stringersi attorno a un gruppo di studenti difficili, che alle spalle hanno situazioni familiari altrettanto complesse.
s. p.



http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: la Repubblica (Ed. Palermo) - 02/12/2007 Pag. 7

Alunno disabile picchia insegnante

Disabile picchia insegnante


RAGUSA - In classe c'è un alunno disabile che, secondo i compagni, picchia e disturba le lezioni. Per questo da 8 giorni 16 alunni, su un totale di 18, di una seconda classe della scuola media "Vann'Antò" di Ragusa disertano le lezioni su decisione dei loro genitori. Ma la madre del ragazzo sostiene invece che ad essere maltrattato è il figlio e per questo ha presentato una denuncia lamentando al un comportamento inadeguato della scuola e accusando alcuni insegnanti di averlo picchiato.

Il ragazzino, che ha 13 anni ma è particolarmente robusto, soffre di crisi d'ira e sarebbe affetto da "disturbi oppositivi" che lo indurrebbero a gesti inconsulti. Per questo l'istituto gli ha affiancato un'insegnante di sostegno. La dirigente dell'Istituto Lucia Aiuto dice: "Il problema esiste ed è grave, ma non siamo riusciti a risolverlo. Ho segnalato il caso alle autorità sanitarie e scolastiche, di recente ho informato anche la procura presso il tribunale dei minori".

"Comprendo la decisione dei genitori perchè io stessa sono stata vittima, avendo subito un calcio al basso ventre e una lussazione alla spalla per cui sono stata ricoverata cinque giorni in ospedale. Inizialmente riuscivo a calmare il ragazzo usando parole dolci e qualche carezza, poi non c'è stato niente da fare. E diverse persone, bambini e insegnanti ne hanno fatto le spese".

Stamattina è dovuta intervenire la polizia dopo che il tredicenne ha reagito a un ceffone datogli dall'insegnante di sostegno. Lo sostengono la madre dell'alunno, casalinga, il suo convivente, addetto marketing di una catena si supermercati, e l'assistente igienico sanitario, dato dal Comune alla famiglia per seguire il disabile, e che si trovava in classe in quel momento.

Il padre del ragazzo, ispettore della polizia di Stato, è separato dalla moglie che ha in affidamento il figlio. Il convivente della madre dice che "atti come questo sono già avvenuti ma stavolta presentiamo una denuncia ai carabinieri". Il ragazzino è stato operato 7 anni fa al 'Gemelli' di Roma per un tumore al cervello, un astrocitoma, che gli provocava periodi di "assenza" dalla realtà e una sintomatologia tipica dei malati di epilessia.

"Il tumore non è stato estirpato del tutto perchè c'era il reale pericolo - dice il convivente della madre - che provocasse danni cerebrali più gravi come mutismo e paralisi". L'alunno ha una invalidità totale e ha un insegnante di sostegno da quando frequenta la seconda elementare. Il docente che gli è stato affiancato quest'anno è lo stesso del precedente.

Ogni sei mesi il tredicenne deve effettuare una risonanza magnetica per vedere lo stato del tumore che non sembra avere subito modifiche negli ultimi anni. Il compagno della madre (il ragazzino vive con la coppia e una sorella di 20 anni) sostiene che lo studente ha uno splendido rapporto con l'assistente igienico-sanitario del comune con cui va a mare o a passeggio qualche pomeriggio perchè "hanno un'intesa quasi da fratelli".

"La stessa - spiega - che a scuola non hanno saputo stabilire. Nell'istituto non hanno mosso una foglia per tentare d'integrarlo, per spiegare agli altri studenti cos'ha subito il loro compagno, per evitare che lo prendessero in giro o lo provocassero considerato che la sua non è una classica disabilità. Non è stata coinvolta neanche l'Asl".

"Addirittura - prosegue - il ragazzino è stato più volte sospeso da scuola come se fosse uno studente normale. Il figlio della mia compagna è iperattivo e ha bisogno di essere seguito in maniera particolare, di essere coccolato, di avere un trattamento che tenga conto del suo male. Ma così non è".

"La reazione del docente è stata dettata dalla volontà di proteggersi" dice la dirigente dell'Istituto "Vann' Antò", Lucia Aiuto, ribattendo alle affermazioni dei familiari dell' alunno disabile. "Oggi - aggiunge - la scuola è impotente di fronte a ciò che accade. Ho fatto appello a tutte le istituzioni che hanno potere d'intervento affinchè possa essere garantito all' alunno disabile il diritto allo studio e ai suoi compagni la sicurezza e la tranquillità in classe".

La voce fuori dal coro. "Mio figlio frequenta regolarmente le lezioni insieme ad un' altra alunna e al compagno disabile. Non sono d'accordo con la protesta degli altri genitori che non mandano a scuola i propri figli. Devono essere le istituzioni a trovare un rimedio a questa situazione. Ed in ogni caso non può pagare un ragazzino che ha un male incurabile".

E' la testimonianza del padre di uno dei due alunni che continuano a frequentare la classe in cui si trova il ragazzino disabile che, secondo i genitori di altri 15 studenti, ha atteggiamenti aggressivi e picchia i compagni. "È vero - dice il genitore - che questo ragazzino ogni tanto ha atteggiamenti violenti e anche mio figlio ne ha fatto le spese. Ma ciò non vuol dire che debba essere ghettizzato. In ogni caso la scuola e le altre istituzioni devono trovare le soluzioni magari mettendo accanto allo studente irrequieto un insegnante di sostegno più capace. Non mandare mio figlio a scuola - conclude - è contro i miei principi anche se sono d'accordo con gli altri genitori che una soluzione per la sicurezza di tutti dev' essere trovata".




http://lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: www.lasicilia.it - 30/01/2007

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...