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Bambino delle elementari picchia due maestre e le manda al Pronto soccorso

Bambino delle elementari picchia due maestre e le manda al Pronto soccorso

L'alunno è stato sospeso per una settimana e del caso sono stati informati i carabinieri

Mantova, 28 febbraio 2019 - Prese a calci e pugni da un alunno, finiscono al Pronto soccorso. E' successo a due maestre di scuola elementare dell'hinterland mantovano ricoverate ieri all'ospedale di Mantova dopo essere state aggredite da uno scolaro.

Il bambino protagonista pare stesse litigando in modo violento con un compagno di classe e le insegnanti sarebbero intervenute per dividere i due ragazzi. Entrambe le maestre hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell'ospedale di Mantova. Il minore coinvolto, invece, è stato sospeso per una settimana. Del caso si occupano i carabinieri. (fonte AGI)





Fonte: ilgiorno.it
Link consultato il 28/02/2019: link

Vimercate, al Floriani studenti lanciano una sedia contro la prof: ferita a una spalla

Vimercate, al Floriani studenti lanciano una sedia contro la prof: ferita a una spalla


L’«agguato» in aula, qualcuno ha spento la luce. La docente di 56 anni si è fatta curare al pronto soccorso ed è stata dimessa con qualche giorno di prognosi, poi si è presentata ai carabinieri e ha sporto denuncia

di Federico Berni

Il buio in classe, all’improvviso. Le tapparelle vengono abbassate, le luci si spengono. Pochi secondi e in aula si scatena un lancio di oggetti. Parte di tutto, sedie comprese. Una di queste colpisce violentemente alla spalla la professoressa di italiano e storia, che in quel momento è girata verso l’uscita e non vede gli autori.

La docente finisce in ospedale: per la 56enne cinque giorni di prognosi, oltre allo choc. Increduli anche gli altri professori che insegnano all’istituto superiore «Floriani» di Vimercate, in provincia di Monza. Una scuola professionale (con una sezione di liceo distaccata) dove spesso si verificano episodi turbolenti (nel 2013 venne colpito un docente con un pugno), e dove gli insegnanti si sforzano ogni giorno di trasmettere ai giovani il rispetto delle regole.

I carabinieri hanno subito avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i bulli responsabili. Bisognerà chiarire innanzitutto se si è trattato di una rappresaglia mirata contro la professoressa, o se quest’ultima sia rimasta vittima di un pesante gioco tra gli stessi ragazzi del terzo anno del corso a indirizzo industriale (età media 17 anni). Stando a quanto ricostruito, l’insegnante, alla fine della prima ora, si stava avviando verso l’uscita, dando le spalle agli studenti. Dopo che nella stanza è calato il buio, sono cominciati a volare sedie e altri oggetti.

L’insegnante, incredula e dolente, si è subito sfogata con alcune colleghe. «Non ci credo questo è davvero troppo», sarebbero state le uniche parole che è riuscita a pronunciare. È stata accompagnata al pronto soccorso di Vimercate e, di seguito, alla stazione dei carabinieri per presentare la denuncia. Il preside Daniele Zangheri, dopo la comunicazione alla Procura per i minori, è andato in aula per un faccia a faccia con gli studenti. Ma il nome degli autori della «bravata» non è venuto fuori: nessuno si è fatto avanti. «Inutile nasconderci, spesso ci confrontiamo con situazioni difficili, ma un episodio così grave, da quando ho preso incarico qui tre anni fa, non era mai successo», ha sottolineato il dirigente scolastico.

«Ho sentito la collega ed era incredula, molto provata, è un atto grave. Ho tentato di farlo capire ai ragazzi: ci sforziamo ogni giorno per far comprendere l’importanza di certi valori». L’episodio ha suscitato anche la reazione dell’assessore regionale lombardo all’Istruzione Melania Rizzoli, che ha parlato di «gesto di violenza inaudita e inqualificabile, non solo per l’aggressione, ma anche per la modalità in cui è stato perpetrato». Il deputato leghista Massimiliano Capitanio (brianzolo) ha voluto ricordare il progetto di legge per «reintrodurre l’educazione civica obbligatoria nelle scuole».

http://lascuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: milano.corriere.it
Link consultato il 30 ottobre 2018: link

Rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

Sondrio, rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

di Martina Gaudino

Ancora un'aggressione ai danni di una docente. Questa volta protagonista è una insegnante della scuola media Ligari di Sondrio. La prof stava spiegando quando ha richiamato all'attenzione uno studente che stava giocando lo smartphone nel bel mezzo della lezione.
Il ragazzino non ci ha pensato due volte. Dopo essere stato sgridato, si legge sul Giornale di Sondrio, ha preso un aggetto e gliel'ha lanciato contro, ferendola. L'insegnante, sconvolta per l'accaduto, è stata portata al pronto soccorso dove ha ricevuto le cure degli operatori sanitari.
Il fatto accaduto ad inizio di questa settimana, sarebbe emerso soltanto oggi.




www.lascuolaviolenta.blogspot.it
Fonte: www.oggiscuola.com
Link consultato il 17/02/2018

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni

Per la procura era tutto falso. A denunciarla con un esposto era stata la presidedi Giancarlo Oliani

MANTOVA. Denunciata e sospesa con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di uno studente minorenne, l'insegnante di un istituto superiore di Mantova ha dimostrato, in procura, la sua innocenza. Ora chiederà i danni.

Li chiederà alla dirigente scolastica che quel giorno a quanto pare, con soddisfazione, l'aveva fatta uscire dalla porta secondaria della scuola dicendole: «Tu non sei nemmeno degna di uscire dall'ingresso principale». Ma ora la professoressa è rientrata, a pieno titolo, proprio da quella porta.

Facciamo un passo indietro, al dicembre dello scorso anno quando la madre di uno studente che frequenta la quarta dell'istituto superiore (non facciamo il nome a tutela del minore coinvolto) ha un incontro con il capo istituto. La donna, separata dal marito, parla a ruota libera. E' convinta che il figlio abbia una relazione amorosa con l'insegnante.
E la preside, senza perdere tempo, e fidandosi di quell'unica testimonianza, invia un esposto alla procura della Repubblica in cui denuncia l'insegnante di violenza sessuale, trasmettendo la segnalazione alla Direzione scolastica regionale. E' quest'ultima che, sulla base del resoconto trasmesso dalla preside, autorizza la sospensione preventiva dell'incarico all'insegnante. Nel frattempo il suo posto viene preso da un nuovo prof.

L'esposto arriva, come già accennato, a palazzo di giustizia, e ad occuparsene è il sostituto procuratore Roberto Lombardi che convoca la professoressa, il ragazzo e il padre con il quale vive dopo la separazione con la madre.

Lombardi raccoglie le dichiarazioni ed è proprio sulla base di quelle che decide di non avviare alcun procedimento penale. Non ci sono i presupposti. Comunica i risultati dell'indagine alla preside, che li riferisce all'organismo scolastico regionale. Scatta così il reintegro dell'insegnante, decisa a chiedere comunque un cospicuo risarcimento danni.



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Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/ - 08/05/2011

Pugni e schiaffi all´insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Pugni e schiaffi all'insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Mamma e nonna indagate. Lupacchino: "È un episodio grave per una scuola"

Calci e pugni per un rimprovero a un'alunna, una ragazzina di 13 anni, che all'uscita di scuola, racconta del rimprovero e di uno schiaffo a un assistente sociale, poi alla madre, e scatena la spedizione punitiva di mamma e nonna contro l´insegnante. Ora verranno denunciate per violenza privata, danneggiamento aggravato, e anche lesioni se l´insegnante deciderà di sporgere querela. Fino a sera la donna aggredita è rimasta a farsi medicare al Sacco per qualche graffio e leggere contusioni. Un episodio che lascia sgomente le insegnante: «Non è la prima volta che subiamo aggressioni - raccontano - siamo abituate ad andare avanti». «È grave che un simile episodio si sia verificato a scuola - dice il provveditore agli studi Antonio Lupacchino - mi informerò con il capo d'istituto per capire cosa abbia portato a tanto». Succede all'istituto comprensivo Trilussa di via Graf, a Quarto Oggiaro, quartiere di case popolari dove scuole, associazioni e forze dell'ordine tentano di far rispettare le regole. L'aggressione all'insegnante parte proprio da un rimprovero all'ora di pranzo, a mensa, quando la bambina prende una brocca colma d'acqua e la versa volontariamente per terra. L'insegnante le chiede di smettere ma l'alunna continua a versare l'acqua ridendo: così la prof, 41enne, si avvicina, la prende per il braccio e la obbliga a smettere. Poi, una volta tornati in classe, un altro rimprovero. «Fatti i fatti tuoi» risponde sfottente la studentessa, ed è in quel momento che - secondo la testimonianza di qualche compagno - l'insegnante con un gesto stizzito, più che violento colpisce la sua alunna con un leggero schiaffo. La ragazzina - seguita dai servizi sociali - esce da scuola e racconta tutto all'educatore del Comune che la incontra diverse volte ogni settimana, e che la deve accompagnare a casa. Quando la madre viene a sapere dell´accaduto avvisa la nonna e insieme, furiose, vanno a scuola a cercare la prof. La aspettano fuori nel cortile, la aggrediscono verbalmente, poi con pugni e calci, finché la docente non è costretta a ripiegare nell'istituto e rifugiarsi nel bagno della segreteria. Ma le due donne non sono ancora soddisfatte: forzano la porta e la colpiscono ancora finché altri docenti non intervengono. L'aggressione dura fino all'intervento degli agenti delle volanti. Madre e nonna, 29 e 50 anni, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, si giustificano dicendo ai poliziotti che la ragazzina avrebbe ricevuto uno schiaffo.
Sandro De Riccardis




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Fonte: http://espresso.repubblica.it - 22/01/2009

Scherzo pesante a un docente. Punita intera classe

Scuola: cinque in condotta a intera classe

In Istituto tecnico di Pavia per scherzo a docente

Cinque in condotta a un intera classe. La decisione e' stata presa all'istituto tecnico Volta di Pavia. La punizione ha riguardato una classe colpevole di uno scherzo pesante ai danni di un docente. Una decisione che e' stata presa alla fine del primo quadrimestre. La direzione della scuola non ha voluto spiegare che tipo di scherzo sia stato fatto al professore, causando poi il voto di condotta ai ragazzi.






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Fonte: http://www.ansa.it - 25/01/2009

Insulta insegnante: Brianza, 17enne imbianca muri scuola

Insulta insegnante: Brianza, 17enne imbianca muri scuola


(AGI) - Milano, 29 dic. - Un insulto di troppo alla professoressa di inglese gli e’ costato due giorni di lavoro come imbianchino per pulire e ridipingere le pareti della scuola. Questa la ‘condanna’ inflitta a uno studente del terzo anno dell’Istituto Tecnico commerciale Vigano’ di Merate (Lecco) che nulla ha obiettato contro la punizione, cosi’ come nulla hanno avuto da ridire i genitori del 17enne residente nella cittadina brianzola. Finite le lezioni per le vacanze natalizie, ieri e giovedi’ il ragazzo si e’ armato di pennelli mettendosi all’opera dalle 10.00 del mattino fino alle 13.00, dopo aver raggiunto il plesso scolastico alle 8 e aver svolto i compiti di Natale in classe come ‘pena accessoria’. A vigilare c’era il preside in persona, Lorenzo Pelamatti, che “in via molto bonaria ho concesso all’intemperante ragazzino di avere la compagnia di un amico, compagno di classe, che, pero’, non ha potuto aiutarlo nel lavoro. L’episodio di maleducazione si era verificato prima delle vacanze: in risposta a un rimprovero dell’insegnante, lo studente l’aveva mandata a quel paese allontanandosi poi dall’aula. Non appena Pelamatti, in servizio presso il Vigano’ dal settembre scorso, ha appreso l’accaduto, ha riunito i rappresentanti di classe (insegnanti, alunni e genitori) e al termine di una ‘camera di consiglio’ durata un’oretta ha emesso la sentenza: dare la possibilita’ al giovane di scegliere fra la pulizia totale del giardino che circonda la scuola e imbiancare i muri sporchi per ripulirli da graffiti e scritte varie”. (AGI)
Red/Ven




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Fonte: www.agi.it - 29/12/2007

Filmano i vandalismi in classe ma il prof li riconosce su internet

Filmano i vandalismi in classe ma il prof li riconosce su internet


MILANO - Giocavano a bowling con le sedie dell'aula, impilandone alcune e lanciandone altre, riprendendo la scena con i videotelefoni, per poi pubblicarli su internet e vantarsene. Un loro professore, però, li ha riconosciuti navigando nella rete e ha presentato un esposto ai carabinieri. Sono stati così segnalati al Tribunale dei minori, per danneggiamenti, tre studenti dell'istituto Ipsia di Cusano Milanino, uno di 17 anni e due di 16 anni. La denuncia del professore risale al 12 gennaio. I militari della stazione locale hanno effettuato delle indagini, scoprendo che i filmati in rete erano tre, girati in un'aula utilizzata solitamente dagli studenti che non partecipano all'ora di religione. Due dei videoclip erano stati già rimossi dagli amministratori di Google, mentre uno era rimasto ancora on line. Da quelle immagini i carabinieri sono risaliti agli autori dei danneggiamenti.




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Fonte: www.larepubblica.it - 21/01/2007

Devastano la scuola, presi 18 minorenni

Devastano la scuola, presi 18 minorenni


Incastrati dalle telecamere. Tra i denunciati anche due ragazze. Per punizione il Comune vorrebbe obbligarli a ridipingere il Municipio

Raid in una media di Assago. I vandali sono tutti ex studenti dell’istituto: portati in caserma, hanno confessato

L'idea accende all'improvviso un sabato pomeriggio qualunque che si trascina tra il bar e la sala giochi del Forum, ad Assago. «Perché non andiamo a fare un po' di casino a scuola?». Detto, fatto. In scooter bastano pochi minuti per raggiungere le medie Sandro Pertini, frequentate fino a qualche anno fa dai ragazzi del gruppo, otto adolescenti di buona famiglia tra i quindici e i diciassette anni. I baby teppisti entrano nella scuola rompendo una finestra al primo piano: poi svuotano gli estintori nelle aule, imbrattano i muri, rovesciano armadi e scaffali, lanciano i computer nel laghetto artificiale del giardino. Uno di loro, un ragazzo che frequenta un istituto superiore della zona, scrive sulla lavagna frasi offensive dirette alla sua ex professoressa di lettere. La bravata viene anche immortalata sui videofonini.
Tra i giovani del paese non si parla d'altro. Tanto che il giorno dopo, i ragazzini terribili tornano all'attacco. Il passaparola ha dato i suoi effetti e stavolta il gruppo è ancora più nutrito: i teppistelli sono diciotto e spuntano anche due ragazze. Il copione si ripete: il raid vandalico fa scattare l'allarme del sistema di videosorveglianza e i ragazzi riescono a fuggire appena in tempo.
È la sera di domenica 5 marzo. Arrivano i carabinieri di Corsico, i vigili del fuoco e la preside : il giorno dopo la scuola rimane chiusa. Servirà una settima intera per ripulire le aule invase dalla polvere degli estintori. I danni ammontano a circa tremila euro.
Intanto i carabinieri passano al setaccio le immagini delle telecamere a circuito chiuso della scuola. Non è semplice. I baby teppisti non sono degli sprovveduti e per non farsi riconoscere hanno indossato visiere e cappellini. L'indizio della frase contro la prof, però, è illuminante: l'indagine tra gli ex studenti si è conclusa ieri con l'identificazione dei diciotto responsabili, denunciati al Tribunale dei minori per danneggiamenti. Portati in caserma con i genitori, i ragazzi hanno ammesso le loro responsabilità. Molti tra le lacrime, qualcuno ostentando un atteggiamento da «duro».
«Studenti insospettabili che non hanno mai avuto problemi scolastici o di comportamento, con famiglie solide alle spalle - spiega un'insegnante della Pertini che preferisce rimanere anonima -. Non capiamo il motivo di questo gesto, mette in discussione il nostro ruolo educativo. Anche la frase scritta sulla lavagna ci ha colti di sorpresa».
Sull'aspetto educativo insiste anche il Comune di Assago. I ragazzi sono già stati contattati dai responsabili del centro giovani comunale: nelle prossime settimane puliranno e ridipingeranno i muri del municipio imbrattati da scritte e disegni.

Olivia Manola




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Fonte: Corriere della Sera - 29/04/2006
L'immagine non si riferisce alla scuola descritta nell'articolo (tratta da www.repubblica.it)

Due presidi mobbizzano un’insegnante

Due presidi mobbizzano un’insegnante


Mobbing: Due presidi mobbizzano un’insegnante

Mobbing a scuola, un precedente al caso di Agrigento. Il Tribunale di Milano condanna l’ente a 100.000 euro per risarcimento e spese

Con la sentenza del 29 giugno 2004 il Tribunale di Milano ha condannato un ente a seguito di pratiche datoriali cosiddette mobbizzanti adottate da due dirigenti scolastici, in pregiudizio di una insegnante. In particolare il Giudice ha riconosciuto alla lavoratrice vessata il risarcimento del danno biologico, accertato nella sussistenza e consistenza a mezzo di CTU ed il danno esistenziale, liquidato in misura proporzionale al nocumento biologico accertato, negandole viceversa il diritto al risarcimento del danno morale addotto. (Altalex, 12 aprile 2005)


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Fonte: www.vincenzobrancatisano.it - 28/04/2005

La sentenza integrale e i commenti sono reperibili sul sito di Altalex.com http://www.altalex.com/index.php?idnot=9463

In classe è un putiferio, la maestra chiama i vigili

In classe è un putiferio, la maestra chiama i vigili


MANTOVA - Tra gli insegnanti è un modo di dire, per descrivere le classi turbolente: "Sono alunni tanto indisciplinati che in classe volano le sedie". A Mantova però dalla metafora si è passati alla realtà: i ragazzini di una quinta elementare le sedie le hanno addirittura tirate alla maestra, che, disperata, ha dovuto chiamare i vigili urbani.

Ieri mattina nella scuola elementare Salvador Allende, un circolo didattico nel quartiere periferico di Lunetta, la baraonda in classe è finita solo quando gli scolari hanno visto entrare le guardie municipali in divisa. A loro sono bastati pochi minuti per mettere tutto a posto, anzi, per far tornare tutti al loro posto, seduti sulle sedie, e non in piedi sui banchi a brandire le sedie come armi.

Come ogni rivolta che si rispetti quella della quinta elementare di Mantova ha avuto i suoi bravi capipopolo, due ragazzini del quartiere che in precedenza erano già stati sospesi dalle lezioni in più di una occasione. Ieri, i due bambini hanno cominciato a sobillare i compagni contro la maestra, che stava facendo lezione.

E' stata una bidella a raccontare a La Gazzetta di Mantova che l'insegnante le ha chiesto allora di chiamare i vigili, perché non riusciva più a fermare i ragazzini che correvano sopra i banchi, le gridavano frasi irriverenti e brandivano le seggiole in segno di minaccia. Quando gli agenti sono arrivati gli alunni più scatenati erano già usciti dall'aula, ma l'apparizione delle divise ha convinto tutti a tornare al loro posto e la maestra ha potuto riprendere la lezione.

La storia non finisce qui. L'episodio è molto grave e indicativo di un evidente disagio, e delle difficoltà delle scuole nell'attivare una collaborazione efficace con i servizi sociali. Proprio questi ultimi saranno ora avvisati dai vigili e il caso arriverà sul tavolo del dirigente scolastico dell'istituto comprensivo, Roberto Archi.

I due bambini protagonisti della rivolta avrebbero una situazione di disagio familiare alle spalle, interagire con loro è un problema che persiste da tempo. Ieri pomeriggio, dopo le lezioni, le insegnanti si sono riunite per discutere la situazione, erano turbate e hanno deciso di non commentare più di tanto l'accaduto. Secondo la loro stessa versione, però, non è la prima volta che è necessario chiamare i vigili per riportare la calma in classe.


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Fonte: www.repubblica.it (ripresa da: http://welliwonder.iobloggo.com/archive.php?cid=23561) - 01/02/05 

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...