Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola


Lo studente violento della media Giotto affidato ai servizi sociali. Rimarrà iscritto all'istituto così potrà dare l'esame finale

di Marco Aldighieri

PADOVA - Un ragazzino iscritto in una classe terza della media Giotto ha ferito un compagno e spinto una professoressa. In uno scatto d’ira ha fatto cadere l’amichetto che ha sbattuto violentemente la testa. Il piccolo studente è stato costretto a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso pediatrico, che lo hanno dichiarato guaribile in pochi giorni. Nessun danno invece per la docente, che ha barcollato ma è riuscita a non perdere l’equilibrio. L’episodio è accaduto non più tardi di un mese fa.

Al momento né i genitori dell’alunno ferito e né la professoressa spinta hanno sporto denuncia. Anzi, la scuola media Giotto ha subito affrontato e risolto il problema. La prima dirigente scolastica, ancora prima di Pasqua, ha deciso di allontanare lo studente violento dall’istituto. Nonostante rimanga iscritto nella scuola, il ragazzino è stato affidato ai Servizi sociali del Comune. Così, fanno sapere i dirigenti della media Giotto, l’alunno non avrà più contatti con i suoi compagni e di conseguenza non potrà più fare loro del male. Sotto questo profilo dunque i genitori degli studenti della Giotto possono stare tranquilli. I loro figli non corrono più il pericolo di essere picchiati.
L’istituto però non ha voluto abbandonare al suo destino l’alunno violento. Il ragazzino, fino all’esame finale di terza media, studierà seguito da alcuni insegnanti. Quindi affronterà gli esami come un privatista e probabilmente proprio alla Giotto dove risulta allontanato, ma regolarmente iscritto. Un escamotage che permetterà all’alunno di portare a termine il regolare corso di studi e nello stesso tempo non aggraverà la sua posizione, già particolarmente difficile a causa di diversi problemi familiari.

La decisione della scuola media Giotto è stata particolarmente forte, ma secondo i docenti necessaria. C’era anche il pericolo che altri ragazzini emulassero il comportamento violento dello studente allontanato. Un ragazzino che, come sostiene a più riprese la prima dirigente scolastica, deve essere aiutato e non condannato.

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Fonte: http://www.gazzettino.it/ - 06/05/2011

Alunno insulta il professore mentre gli mette una nota

Alunno insulta il professore mentre gli mette una nota






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Fonte: Canale You Tube Diocane1415
8 marzo 2011

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia


L'alunno si lamenta, il militare schiaffeggia l'insegnante salvato da insegnanti e bidella. La scuola: denunciamo l'aggressore

VICENZA - Ha richiamato all'ordine un alunno disordinato, ma il suo monito è stato ripagato dal padre del bambino, un carabiniere, con alcuni ceffoni che gli hanno procurato la sospetta lesione di un timpano. È successo nella scuola elementare di Cogollo del Cengio (Vicenza): vittima della furia del genitore militare è stato il maestro M. Z., 53 anni, con oltre 30 di insegnamento sulle spalle.

Il piccolo, che non aveva preso bene la sgridata ricevuta, era fuggito da scuola rifugiandosi a casa: avvertito dalla moglie, il papà, militare della Compagnia di Schio, si è precipitato a scuola affrontando il maestro e ricoprendolo, secondo quanto indica il Giornale di Vicenza, di schiaffi e insulti.

L'intervento di altre due insegnanti e di una bidella avrebbe scongiurato ulteriori guai all'insegnante, che al pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di una settimana con l'indicazione di una nuova visita per verificare la necessità di un'operazione al timpano.

«Conosco entrambi i protagonisti - afferma il sindaco di Cogollo, Riccardo Calgaro, e mi sorprende un simile gesto». La scuola, attraverso il preside, M. P., si è già rivolta a un legale con l'intenzione di denunciare il carabiniere «per un gesto - ha detto - che contribuisce ad aumentare le offese che da troppo tempo subisce la scuola italiana».




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Fonte: www.ilmattino.it - 25/02/2011

Pugni e schiaffi all´insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Pugni e schiaffi all'insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Mamma e nonna indagate. Lupacchino: "È un episodio grave per una scuola"

Calci e pugni per un rimprovero a un'alunna, una ragazzina di 13 anni, che all'uscita di scuola, racconta del rimprovero e di uno schiaffo a un assistente sociale, poi alla madre, e scatena la spedizione punitiva di mamma e nonna contro l´insegnante. Ora verranno denunciate per violenza privata, danneggiamento aggravato, e anche lesioni se l´insegnante deciderà di sporgere querela. Fino a sera la donna aggredita è rimasta a farsi medicare al Sacco per qualche graffio e leggere contusioni. Un episodio che lascia sgomente le insegnante: «Non è la prima volta che subiamo aggressioni - raccontano - siamo abituate ad andare avanti». «È grave che un simile episodio si sia verificato a scuola - dice il provveditore agli studi Antonio Lupacchino - mi informerò con il capo d'istituto per capire cosa abbia portato a tanto». Succede all'istituto comprensivo Trilussa di via Graf, a Quarto Oggiaro, quartiere di case popolari dove scuole, associazioni e forze dell'ordine tentano di far rispettare le regole. L'aggressione all'insegnante parte proprio da un rimprovero all'ora di pranzo, a mensa, quando la bambina prende una brocca colma d'acqua e la versa volontariamente per terra. L'insegnante le chiede di smettere ma l'alunna continua a versare l'acqua ridendo: così la prof, 41enne, si avvicina, la prende per il braccio e la obbliga a smettere. Poi, una volta tornati in classe, un altro rimprovero. «Fatti i fatti tuoi» risponde sfottente la studentessa, ed è in quel momento che - secondo la testimonianza di qualche compagno - l'insegnante con un gesto stizzito, più che violento colpisce la sua alunna con un leggero schiaffo. La ragazzina - seguita dai servizi sociali - esce da scuola e racconta tutto all'educatore del Comune che la incontra diverse volte ogni settimana, e che la deve accompagnare a casa. Quando la madre viene a sapere dell´accaduto avvisa la nonna e insieme, furiose, vanno a scuola a cercare la prof. La aspettano fuori nel cortile, la aggrediscono verbalmente, poi con pugni e calci, finché la docente non è costretta a ripiegare nell'istituto e rifugiarsi nel bagno della segreteria. Ma le due donne non sono ancora soddisfatte: forzano la porta e la colpiscono ancora finché altri docenti non intervengono. L'aggressione dura fino all'intervento degli agenti delle volanti. Madre e nonna, 29 e 50 anni, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, si giustificano dicendo ai poliziotti che la ragazzina avrebbe ricevuto uno schiaffo.
Sandro De Riccardis




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Fonte: http://espresso.repubblica.it - 22/01/2009

La prof mette una nota: lui le stritola la mano


La prof mette una nota: lui le stritola la mano



Cerveteri, il bullo ripreso perché dava fastidio in classe. L'alunno ha ferito l'insegnante con il banco poi l'ha minacciata: se mi tocchi ti denuncio.
La professoressa gli mette una nota e lui le stritola una mano. Vittima della drammatica vicenda è una mite insegnante di lettere sessantenne dell'istituto professionale «Enrico Mattei» di Cerveteri. Che, stanca delle intemperanze di un alunno della prima classe, ieri mattina ha segnato sul registro di classe una nota destinata, secondo le intenzioni, a far desistere il burbero studente dal distrarre i compagni dalla lezione. Il ragazzo, quindici anni appena ma già lo sguardo da duro, s'è alzato di scatto. Ha spinto con violenza il banco verso la cattedra su cui era appoggiata l'anziana professoressa. La mano sinistra della donna è rimasta incastrata tra il banco e la cattedra.

Lei ha gridato per il dolore e lui s'è ritenuto soddisfatto del deprecabile gesto. Per non cadere a terra la prof si è attaccata al braccio dello studente, che ha urlato: «Se mi tocchi ancora ti denuncio». Gli altri alunni si sono impauriti. Rientrati a casa hanno raccontato tutto ai genitori. Ora arrabbiatissimi: «Non siamo più disposti a tollerare questa situazione, perchè la prossima volta potrebbe toccare ai nostri figli ad esser presi di mira». All'ufficio di presidenza dell'istituto cadono dalle nuvole: «Hanno ferito un'insegnante in classe? Non ne sappiamo nulla. Nessun docente, nè tantomeno i genitori degli alunni, ci hanno detto niente». «È una scuola all'avanguardia la nostra - spiegano le impiegate - Pensate che, per festeggiare i dieci anni di attività, il 19 aprile scorso abbiamo organizzato una crociera in Grecia e Croazia per gli alunni. Sono partiti 470 dei 900 alunni e la compagnia che ha messo a disposizione la nave ci ha fatto anche i complimenti per come si sono comportati». Benissimo, secondo la scuola «tranne qualche intemperanza».

Di «litigi e situazioni incresciosce» parla, invece, un gruppo di mamme che vive a Ladispoli. Pentite di «aver pagato 400 euro per la quota di sottoscrizione alla crociera». Di continui anche se piccoli «episodi di bullismo di cui è responsabile una manciata di ragazzi, che però incutono timore alla maggioranza silenziosa degli studenti e a qualche docente», raccontano i genitori. Episodi culminati ieri nell'aggressione all'anziana insegnante, la quale ha minimizzato l'episodio con i carabinieri che l'hanno ascoltata nel pomeriggio e, al momento, pare abbia deciso di non denunciare l'episodio. Nessuna denuncia pure da parte dello studente. Tutto risolto? «Indagheremo e, se troveremo riscontri, l'alunno responsabile verrà sospeso», promettono al Mattei. «Il Mattei è comunque un buon istituto per quanto riguarda l'insegnamento», sottolineano i genitori. Un punto di riferimento per chi vuole studiare lingue, economia aziendale e tecnica del turismo.

Che ci siano bulli a Cerveteri e nella vicina Ladispoli è innegabile. Tanto che nel 2008 il primo torneo dilettantistico di pugilato delle due cittadine è stato chiamato «Dai un pugno al bullismo». Obiettivo dichiarato: «Combattere la noia che troppo spesso porta i giovani ad essere protagonisti di episodi anche gravi di bullismo».


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Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com - 30/04/2010


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AL LICEO «ENRICO MATTEI»

Bullo ferisce insegnante in classe: tutti a lezione dall’avvocato



Due giorni di sospensione con obbligo di frequenza durante i quali un avvocato parla di violenza e omertà

ROMA - Si sono rifiutati di «soffiare» il nome del loro compagno di classe «bulletto» che aveva fatto uno scherzo pesante a un’insegnante del liceo «Enrico Mattei» di Cerveteri, schiacciandole una mano tra banco e cattedra dopo aver ricevuto un rimprovero. E ora, durante i due giorni di sospensione con obbligo di frequenza, dovranno sottoporsi a una specie di «pena-contrappasso»: l’ascolto di una lezione su bullismo, violenza ed omertà da parte di un avvocato penalista, Fulvio Melillo, autore di un libro - «I ragazzi di via Bravetta» - che racconta i problemi del disagio giovanile nella periferia romana.
CONTESTATO CHI HA DENUNCIATO - Il provvedimento preso mercoledì dalla preside Daniela Scaramella riguarda gli studenti di due classi, quelli della 1°D che hanno «coperto» l’autore del pesante scherzo rifiutando di fare il suo nome ai professori che glielo hanno chiesto. E quelli della 2° D dove, addirittura, è stata contestata verbalmente la quindicenne che, scossa per l’accaduto, aveva raccontato tutto alla madre, spezzando in qualche modo il muro della complicità omertosa.
«LEZIONE IN PRESIDENZA» - La lezione dell’avvocato Melillo, il cui romanzo - la storia di un giovane albanese ammazzato al residence Bravetta dopo un apprezzamento indirizzato a un’italiana – è ispirato a storie vere raccontate nei fascicoli giudiziari, avverrà nell’ufficio della preside. «I ragazzi devono rendersi conto di quel che succede - spiega accorata la dirigente scolastica - quando si sceglie di non segnalare un comportamento sbagliato». Alessandro Fulloni

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Fonte: http://roma.corriere.it/ - 06/05/2010

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera


La giovane supplente lo rimprovera e lui si scaglia contro la professoressa, colpendola con un pugno in faccia: è successo il 26 marzo, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali, nella scuola media Aycardi Ghiglieri di Finale Ligure. L’aggressore ha dodici anni, e frequenta la prima media. La docente si è fatta medicare all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ed è stata dimessa poco dopo.

Lo studente indisciplinato, vista la sua giovane età, non sarà punito penalmente. Il preside Pier Luigi Ferro sta invece pensando ai provvedimenti disciplinari da adottare.




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Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 08/04/2010


Finale Ligure: 12enne picchia l’insegnante che lo aveva rimproverato


Finale Ligure. Studente a dir poco indisciplinato all’istituto Aicardi Ghiglieri di piazza Deledda a Finale Ligure: il ragazzo, appena 12enne, ha infatti colpito la supplente con un pugno in pieno volto costringendola a ricorrere alle cure mediche presso il Santa Corona di Pietra Ligure. E’ successo il 26 marzo scorso. Vista l’età, l’alunno sarà immune da conseguenze penali.




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Fonte: http://www.ivg.it - 08/04/2010

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante

Scompiglio in una scuola di Mestre

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante


MESTRE (VE) - Ieri mattina, in una scuola elementare alla periferia di Mestre, un ragazzino di 10 anni, colpito da uno scatto di rabbia improvvisa, ha preso una sedia e l'ha lanciata violentemente contro la maestra. L'insegnante è stata portata in ospedale, prognosi di 15 giorni. Non ci sono giustificazioni alla rabbia improvvisa del bambino, nè brutti voti, nè screzi precedenti con la maestra nè tantomeno richiami disciplinari.
A detta dei compagni l'alunno in questione non si sarebbe mai mostrato violento prima d'ora. Il ragazzino tuttavia avrebbe dei problemi in famiglia, ragion per cui insegnanti e genitori dei compagni tendono a minimizzare l'accaduto. Intanto, appena l'insegnante colpita sarà guarita, è previsto un incontro di tutta la classe con lo psicologo per cercare di riflettere su questo episodio e renderlo occasione di crescita.
Nel frattempo però i genitori si lamentano perchè i tagli della Gelmini si ripercuotono anche su questo episodio visto che non ci sono i quattrini per pagare i supplenti e la classe è rimasta per un bel po’ senza insegnante. Non sarebbe l’unica classe di quella scuola elementare che è senza supplenti.
Ecco perchè venerdì i genitori approfitteranno della manifestazione nazionale "La scuola va a rotoli" per chiedere espressamente che si riesca a trovare i soldi per venire incontro a tutte le esigenze educative dei bambini.


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Fonte: www.notiziarioitaliano.it - 17/03/2010

Prende a calci l’insegnante

Prende a calci l’insegnante


Il bambino frequenta le elementari. I genitori di altri alunni, allarmati, hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, alla scuola, a chiunque può dare una mano in questa situazione di evidente disagio del minore, senza ottenere risposte

Montegranaro (Fermo), 26 febbraio 2009 - Un alunno intemperante, spesso ingestibile anche per l’insegnante che l’altro giorno ha finito per farne le spese: un paio di calci ben assestati dal turbolento scolaro e la maestra è finita al Pronto Soccorso (con lesioni giudicate guaribili in pochi giorni).

L’episodio, increscioso e preoccupante, è accaduto un paio di giorni fa, in una classe della scuola elementare. Sono alcuni genitori a segnalarlo, chiaramente preoccupati e per più motivi: "Noi vorremmo che chi di dovere intervenisse in una situazione di oggettiva difficoltà che non nasce certo con questo ultimo episodio".

Dietro a questo fatto c’è la storia difficile di un bambino, extracomunitario (ma che conta?) e di una famiglia che vive una vita non facile. Non è la prima volta che questo alunno fin troppo vivace crea problemi all’interno della scuola e della classe, rendendo complicate le ore di lavoro e, come è accaduto l’altro giorno, rendendosi protagonista di episodi discutibili con atteggiamenti difficili da gestire. Alcuni genitori di suoi compagni di scuola hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, alla scuola, a chiunque può dare una mano in questa situazione di evidente disagio del minore, senza ottenere risposte.

"Vogliamo sollevare questo problema affinché si trovi una soluzione per aiutare il bambino quando si trova a scuola, perché venga prevista una figura di assistente che gli stia vicino, lo controlli e lo guidi nelle ore scolastiche. Magari, anche qualcuno da affiancargli quando sta in famiglia. Un intervento che aiuti questo bambino". L’appello è lanciato. Qualcuno risponda.



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Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com - 26/02/2009

Colla sulla sedia di una prof

Colla sulla sedia di una prof alla Filippo Re

Finirà in consiglio comunale una vicenda avvenuto all’istituto superiore «Filippo Re».

L’avvocato Marco Fornaciari, che in Municipio rappresenta il movimento «Italia dei Valori», ha infatti ricevuto l’incarico di informare tramite un’interpellanza il consiglio comunale su quanto avvenuto a scuola, pochi giorni fa.
Secondo quanto raccontato dai docenti, infatti, in una classe dell’istituto, una professoressa è stata vittima di uno scherzo da parte di un gruppo di alunni, che hanno pensato di ricoprire di colla la sedia della cattedra, riservata all’insegnante, appena prima del suo arrivo. Una volta terminata la lezione, la professoressa si è ritrovata completamente attaccata alla sedia, e, di fronte alle risate di scherno degli alunni, ha dovuto faticare non poco per rialzarsi.
In seguito alla pesante bravata, gli insegnanti hanno deciso di convocare un consiglio di classe, che prevedesse anche la presenza dei genitori degli alunni.
Nel corso del confronto, i professori hanno illustrato l’episodio e altri atteggiamenti un po’ troppo vivaci da parte degli alunni. I genitori, dal canto loro, anziché prendere atto del comportamento dei giovani e condannare il pesante scherzo ai danni della professoressa, hanno preso le difese dei figli.
«Voi professori non avete abbastanza polso per poter badare ai nostri figli - hanno detto, di fronte ai docenti allibiti - e vi comportate in questo modo perché avete paura che i ragazzi vi taglino le gomme della macchina».




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Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it - 21/02/2009

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti


Uno studente di 13 anni che per una divergenza con una insegnante ha rotto il vetro di una finestra dell'aula, poi, con un paio di forbici ha minacciato alunni, professori e bidelli, urlando «Vi sgozzo tutti».

È accaduto giovedì scorso in una scuola media della provincia di Massa Carrara. I genitori dei compagni di classe del ragazzo hanno deciso di non mandare più i figli a scuola. La vicenda è riportata sui quotidiani locali. Un compagno del tredicenne, per lo spavento, è stato portato dalla madre al pronto soccorso sotto choc. I genitori hanno scritto una lettera al provveditorato e al preside, spiegando che non manderanno più i figli a scuola «fino a quando il ragazzo autore degli episodi di violenza, che si ripetono da ormai due anni, non verrà allontanato dall'istituto». I problemi con l'alunno, aggiungono, erano cominciati l'anno passato, quando la madre aveva revocato il consenso ad avvalersi dell'operatore socio educativo che seguiva l'alunno fin dalle elementari. La polizia sta indagando sulla vicenda.



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Fonte: http://www.ilmessaggero.it - 21/02/2009

Mette hashish nella tisana della prof

Mette hashish nella tisana della prof

Denunciato l6enne della media Fiti di Laives: «Non mi ha difeso e le ho fatto un dispetto» L'insegnante è corsa al pronto soccorso. Il preside Endrighi: «Sospeso per dieci giorni»


di Massimiliano Bona

BOLZANO. Voleva vendicarsi della professoressa di educazione artistica, che l'anno scorso non aveva preso le sue difese dopo un'accesa lite con un compagno, e allora ha deciso di mettergli un mozzicone contenente hashish e marijuana nella tisana. L'insegnante, una 47enne di Laives, l'ha bevuta e non si è accorta di nulla. Ha scoperto tutto il giorno dopo, grazie alle confidenze di alcuni alunni: ha sporto denuncia ai carabinieri e, allarmata, ha fatto le analisi del caso all'ospedale. Il ragazzino, 16 anni, è stato sospeso 10 giorni.

Il giovane tunisino, che vive in una comunità alloggio per minori a Bolzano, è un pluri-ripetente, noto a docenti e alunni della «Filzi» di Laives per una serie di piccoli furti. Era già stato segnalato ai carabinieri della stazione della Bassa Atesina per la sparizione di alcuni telefonini e Mp3, ma la refurtiva è stata solo parzialmente ritrovata. Gli stessi insegnanti sapevano di doverlo tenere d'occhio, perchè è considerato un ragazzo «problematico», ma nessuno si aspettava che arrivasse a tanto.
Lunedì 9 febbraio diirante una lezione di educazione artistica ha pensato di mettere in pratica un piano che aveva pensato e ripensato per giorni. Ha atteso solamente che la «prof» si allontanasse dalla classe e poi ha deciso di entrare in azione. Il thermos, che l'insegnante solitamente porta da casa, era appoggiato vicino alla cattedra. Il teenager tunisino ha tirato fuori il mozzicone che aveva in tasca. Conteneva hashish e marijuana. Ha versato la droga nella tisana e si è dileguato rapidamente. Pare che qualche compagno abbia assistito alla «bravata», ma ha preferito non dire nulla. La professoressa, ignara di tutto, ha bevuto l'intero contenuto del thermos. II giorno dopo un paio di alunni, nel corso di una chiacchierata informale, hanno vuotato il sacco e informato la docente di quanto era successo il giorno prima.
Quest'ultima, comprensibilmente allarmata, si è recata alla caserma dei carabinieri di Laives assieme al preside dell'Istituto comprensivo Luigino Endrighi per sporgere denuncia. «La professoressa - spiega il luogotentente Vincenzo Cipriani - era un po' agitata ed abbiamo cercato di rassicurarla». La donna si è precipitata al San Maurizio per le analisi del caso, ma l'ingerimento della tisana - per fortuna - non ha avuto alcuna conseguenza per la sua salute. Lo stesso preside Endrighi ha confermato ai carabinieri che si trattava di un giovane problematico. «È stato sospeso - ha spiegato il dirigente scolastico ai militari dell'Arma - fino al 20 febbraio».
Dopo aver raccolto la denuncia i carabinieri sono andati a prendere il giovane a scuola e lo hanno interrogato a lungo. Il ragazzo tunisino non si è fatto pregare ed ha spiegato il motivo dì quel gesto. «Ci ha detto che voleva fare un dispetto alla prof, colpevole a suo dire di non averlo difeso l'anno prima dopo un diverbio con un compagno, che lo aveva insultato. Il ragazzo ha aggiunto inoltre di aver trovare quel mozzicone per strada». I carabinieri hanno perquisito, quindi, la comunità alloggio nella quale risiede il giovane, a Bolzano, e hanno inviato il thermos al laboratorio dell'Arma, alla «Guelfa» di Laives. E i tecnici del Las hanno confermato la presenza di stupefacenti. Il giovane, ora, è stato segnalato alla Procura dei minori e denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti, violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.



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Fonte: Alto Adige 19/02/2009

Lo sfogo di una prof: "Sì, siamo spaventati Anche dalle minacce di tanti genitori"

SCUOLE DI FRONTIERA

Lo sfogo di una prof: "Sì, siamo spaventati Anche dalle minacce di tanti genitori"


"Dobbiamo sempre cercare di essere inattaccabili - spiega l'insegnante - Cerchiamo la collaborazione con le famiglie, ma non sempre la troviamo"

MILANO, 18 FEBBRAIO 2009 - "Qui prima che insegnanti bisogna essere educatori. E non è facile. Ma alla fine, nonostante i problemi, nonostante la fatica, si scopre che ne valeva la pena. Quando porti questi ragazzi a un diploma, è una bella soddisfazione». A parlare è la professoressa Emanuela P., docente di matematica in un istituto professionale della periferia nord-ovest di Milano: zona di frontiera.

Professoressa, lei insegna in questa scuola da 17 anni: una scelta?
«Diciamo che ormai, con la mia anzianità, potrei farmi trasferire, ma non l’ho mai fatto. Sono contenta di lavorare qui, anche se è molto faticoso».

Cominciamo dal rapporto con le famiglie: difficili?
«Non semplici. Noi cerchiamo la collaborazione, ma non sempre la troviamo. A volte i genitori sono troppo impegnati sul lavoro. Spesso non c’è una vera e propria famiglia: c’è un solo genitore. Insomma, il problema è che in moltissimi casi l’iniziativa la dobbiamo prendere noi, perché la famiglia non si muove per prima».

E’ di pochi giorni fa il caso di una madre che ha picchiato l’insegnante della figlia...
«Casi del genere da noi non ne sono successi, ma lo posso immaginare. Diciamo che da noi non sono passati a vie di fatto, ma episodi di proteste, anche molto plateali, con qualche minaccia, ci sono stati».

Minacce?
«A volte minacciano di denunciarci, di presentare ricorsi in Provveditorato, ma poi non succede nulla. Anche perché noi stiamo sempre attenti ad essere inattaccabili sul piano formale».

E gli stranieri?
«Per la maggior parte sono cinesi e sudamericani. La cosa più difficile è tenere i rapporti con i cinesi: per una questione di lingua e perché si interessano poco ai problemi scolastici. I sudamericani invece tengono molto alla scuola e cercano di seguire i figli».

E allora veniamo ai ragazzi e al loro rapporto con la scuola.
«Anche questo non sempre è facile. Molti, come dicevo, vengono da situazioni familiari difficili. Noi non ci possiamo certo sostituire alla famiglia, ma spesso finiamo per diventare un po’ i loro confidenti. Poi, se ci sono problemi particolari, se serve un consiglio di un certo tipo, li mettiamo in contatto con lo psicologo dello “sportello” istituito proprio per questo scopo nella nostra scuola. Il vantaggio dello psicologo nei nostri confronti è che lui non è un “valutatore” come noi. Quindi con lui per i ragazzi è più facile aprirsi, raccontare».

Anche con gli studenti nessun problema di violenza?
«Che io ricordi no. Qualche minaccia, sicuramente. Qualche macchina rigata con un chiodo, anche se poi non possiamo essere certi che siano stati i ragazzi, ma niente di più. Io abito nel quartiere dove ha sede la scuola. Tutti sanno benissimo dove sto, ma non mi è mai successo niente».

E la droga?
«Dentro a scuola direi proprio di no. Però a volte, all’intervallo, qualche strano movimento vicino ai cancelli lo abbiamo visto e siamo intervenuti. Bisogna difendersi dallo spaccio fuori dalla scuola. Poi però non è che possiamo vigilare su ogni minuto della giornata dei nostri studenti...».

E finite per perderne per strada proprio per la droga...
«Succede. Capita anche che ci siano ragazzini di prima che, alla classica domanda su cosa vorranno fare da grandi, rispondono: “Voglio spacciare, così faccio un sacco di soldi”. E purtroppo spesso ci riescono».

di Giorgio Guaiti



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Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com - 18/02/2009

Studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore

L'autore del gesto è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate

Chioggia: studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore


L'insegnante di musica della «Silvio Pellico», Fabio Paggioro, 36 anni, è ricoverato in ospedale

CHIOGGIA (VENEZIA) - Ha rischiato la vita. Un alunno di 13 anni ha pugnalato a Chioggia il suo professore di musica in classe durante la lezione di musica, conficcandogli un coltello da cucina nella schiena. L'insegnante, Fabio Paggioro, 36 anni, di Adria, è ricoverato in ospedale, mentre lo studente è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino, nell'ambito scolastico, avesse rapporti tesi con l'insegnante.

IL FATTO - Il gesto, improvviso e «premeditato» visto che il ragazzo si sarebbe portato il coltello da casa, è avvenuto lunedì pomeriggio nella scuola media «Silvio Pellico» di Chioggia. Tutto è successo durante la lezione individuale pomeridiana di violino. C'erano dunque solo loro due in classe quando alle 18 di lunedì il ragazzino ha improvvisamente sferrato il colpo alla schiena dell'insegnante. Il professor Paggioro è corso nell'aula a fianco, dove un suo collega stava tenendo una lezione individuale di pianoforte ad un'allieva, e si è fatto aiutare ad estrarre il coltello mentre veniva chiamata un'ambulanza. Subito dopo il ragazzino è corso via.

I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI - «Una vicenda allucinante, che avvilisce moltissimo» è questo il commento della dirigente dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo. «In questo caso non c'entrano nè il bullismo, nè situazioni degradate, dato che si tratta di una scuola media a indirizzo musicale con un'offerta formativa particolarmente importante. Insomma il massimo che si può desiderare dalla scuola», afferma Carmela Palumbo, che ha inviato un ispettore per dare supporto a preside e professori sulle decisioni da prendere. «Un gesto impensabile e imprevedibile - dice dopo aver parlato a lungo con la preside -. In questo caso non c'è davvero nulla che la scuola non abbia fatto». Oggi si riuniranno il consiglio di classe e di istituto per decidere i provvedimenti disciplinari da prendere a carico del ragazzo, che nei casi gravi può arrivare alla sospensione per tutto l'anno con l'esclusione dall'esame finale, dato che il ragazzo frequenta la terza media.

CONDIZIONI DI SALUTE - Intanto migliorano le condizioni di saluter del professor Paggioro. Lo si apprende da fonti sanitarie dell'ospedale di Chioggia, dove l'insegnante è ricoverato in chirurgia. A titolo cautelare, dopo il ricovero lunedì sera, i medici si erano riservati la prognosi. Attualmente il docente è sottoposto ad un esame radiologico al torace per avere un quadro preciso della situazione, ma il colpo inferto con un coltello da cucina avrebbe provocato una ferita di pochi centimetri e non avrebbe leso alcun organo. Ai medici, Paggioro ha ribadito il desiderio di non essere disturbato: «voglio stare tranquillo» ha detto durante la visita.


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Fonte: www.corriere.it - 17/02/2009 

Studente aggredisce il figlio di una prof considerata severa

Firenze, studente aggredisce il figlio di una prof considerata severa: sospeso


Il 16enne ha picchiato e insultato il coetaneo per strada. Per punizione dovrà svolgere attività socialmente utili

FIRENZE - Colpito per strada con calci e pugni e insultato. Solo perché figlio di una prof giudicata "cattiva". Uno studente fiorentino di 16 anni se l'è presa con un suo quasi coetaneo (15 anni), figlio di una sua insegnante in un istituto superiore della provincia e sottolineando che le botte erano un messaggio per sua madre. Insieme a lui c'erano degli amici, che però non hanno partecipato all'aggressione. Il 15enne è stato trattenuto una notte in ospedale per accertamenti: ha un trauma cranico.

UN MESE DI SOSPENSIONE - Sul caso indagano i carabinieri, ma sono già arrivati i primi provvedimenti. Il 16enne è stato sospeso da scuola per un mese, durante il quale svolgerà attività socialmente utili, come l'impegno in una comunità di assistenza agli anziani o in un'associazione di volontariato, seguito dai professori. «Insieme ai servizi sociali decideremo quale tipo di impegno svolgerà - ha spiegato Valerio Vagnoli, dirigente dell'istituto -. I nostri insegnati lo seguiranno costantemente, perché questo tipo di sanzione, più che una punizione, vuol essere uno strumento di recupero e reinserimento. Compiti della scuola non sono solo insegnare ed educare, ma anche stare a fianco degli studenti più problematici e far sì che i loro sbagli non rimangano come marchi».

«NON È UN DELINQUENTE» - Vagnoli ha sottolineato che il ragazzo «non è un bullo, né un delinquente. È solo un ragazzo indisciplinato, che entra in ritardo a scuola e risponde male ai professori: temo che imiti i modelli della peggiore tv». L'aggressione è avvenuta dopo che era stato sospeso sei giorni per una serie di comportamenti scorretti segnalati da vari professori. «Credo che se la sia presa con il figlio dell'insegnate perché è una che esige il rispetto delle regole - ha aggiunto il dirigente -. Ma non è severa; fa parte anche del centro di ascolto per gli studenti più difficili». Descrivendo l'aggressione, Vagnoli ha detto che «sono stati due schiaffi e un calcio. C'erano anche altri ragazzi, che non hanno partecipato; anzi, alcuni hanno cercato di fermarlo». «Ho spiegato agli studenti l'accaduto - ha concluso -. Purtroppo i ragazzi problematici sono sempre di più».



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Fonte: www.corriere.it - 14/02/2009

Scherzo pesante a un docente. Punita intera classe

Scuola: cinque in condotta a intera classe

In Istituto tecnico di Pavia per scherzo a docente

Cinque in condotta a un intera classe. La decisione e' stata presa all'istituto tecnico Volta di Pavia. La punizione ha riguardato una classe colpevole di uno scherzo pesante ai danni di un docente. Una decisione che e' stata presa alla fine del primo quadrimestre. La direzione della scuola non ha voluto spiegare che tipo di scherzo sia stato fatto al professore, causando poi il voto di condotta ai ragazzi.






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Fonte: http://www.ansa.it - 25/01/2009

Il preside non può rimproverare il professore davanti agli studenti

Il preside non può rimproverare il professore davanti agli studenti


È lesivo dell'onore e del decoro del professionista, le lamentele da farsi in sede privata

ROMA. Il preside non può rimproverare il professore, mettendolo alla berlina davanti alla classe. Parola di Cassazione che ha confermato la condanna per ingiuria con tanto di risarcimento danni alla parte offesa nei confronti di Luigi B., il preside 62enne di una scuola di Massa che, entrando nella classe in cui insegnava il professor Paolo B. e vedendo «la particolare vivacità e l’elevata indisciplina» della scolaresca si era rivolto al docente dicendogli «lei è un incapace, lei è un incompetente». Ne era seguita la denuncia dell’insegnante che si era sentito offeso nell’onore e nel decoro. Da qui la condanna per ingiuria nei confronti del preside inflitta dal Tribunale di Massa nel giugno 2008. Contro la condanna il preside ha tentato senza successo il ricorso in Cassazione sostenendo, tra l’altro, di aver agito in questo modo a causa della particolare vivacità della classe già punita in passato anche da altri insegnanti. La quinta sezione penale (sentenza 2927) ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha evidenziato che «con adeguata e logica motivazione nella sentenza impugnata è spiegato che le espressioni rivolte dall’imputato alla persona offesa non riguardavano critiche legittime avanzate dal superiore gerarchico a uno specifico operato del dipendente, bensì la sfera personale di quest’ultimo di cui ledevano l’onore e il decoro, mettendone in dubbio la capacità e competenza di fronte a un’intera classe di alunni, nel mentre una legittima critica, con espressioni non offensive in se, poteva essere espressa nelle sedi a ciò deputate come nel corso di un consiglio di classe». Detto questo, piazza Cavour rimarca ancora che «in tema di ingiuria, affinché una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica ad un errato o colpevole comportamento di un suo subordinato non sconfini nell’insulto a quest’ultimo, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell’errore, sottolineino l’eventuale trasgressione realizzata». Ma questa critica, avvertono gli “ermellini” non devono mai avvenire davanti alla scolaresca.




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Fonte: http://www.lastampa.it/ 22/01/2009

Minorenni imbrattano scuola elementare

Minorenni imbrattano scuola nel ferrarese


FERRARA - Un 12enne e un 13enne di Mezzogoro di Codigoro, nel ferrarese, sono stati denunciati alla procura dei minori. Di notte, si erano introdotti nella scuola elementare del paese e avevano imbrattato i muri con bombolette spray e coperto i pavimenti di detersivi e schiuma di estintori. Uscendo, però, avevano dimenticato qualche oggetto personale e i carabinieri li hanno rintracciati. Le famiglie si sono offerte di risarcire i danni, che ammontano a circa 5mila euro. (Agr)




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Fonte: www.instablog.org (AGR) - 04/01/2009

Genitori difendono i figli vandali a scuola

Spotorno: distruggono le medie, denunciati 5 minorenni

Scoperti dai carabinieri gli autori del raid vandalico alle scuole medie di via Verdi a Spotorno. Un atto teppistico che ha comportato un danno di almeno 30 mila euro. Si tratta di cinque minorenni, tra i 12 e i 15 anni, due milanesi e tre genovesi, in vacanza nella cittadina del ponente ligure, denunciati alla procura del Tribunale dei minorenni di Genova con l'accusa di danneggiamento aggravato. La notte scorsa sono entrati nel plesso scolastico distruggendo computer, fotocopiatrici, impianti hifi, quindi si sono divertiti a scaricare gli estintori rendendo inservibili scope elettriche e caloriferi, a ribaltare librerie e a imbratture i muri con frasi oscene. Sono stati alcuni abitanti della zona ad avvertire il 112 dopo aver udito urla provenire dalla scuola poco dopo la mezzanotte. I carabinieri hanno identificato i vandali grazie alle impronte delle scarpe lasciate sulla polvere degli estintori che combaciavano perfettamente con quelle che indossavano al momento del fermo. I militari hanno quindi avvertito i genitori increduli di quanto avevano fatto i figli accusando invece i carabinieri di aver sbagliato a fermali dopo il raid. r.c.


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Fonte: www.savonanews.it - 18/08/2008

Genitori difendono i figli vandali a scuola

SPOTORNO (SAVONA) - "I nostri figli sono dei vandali? No, sono degli angioletti. Non sono stati loro, vi state sbagliando. Gli autori di quello scempio dovete cercarli altrove". I genitori dei cinque baby teppisti identificati dai carabinieri quali autori del raid vandalico ai danni della scuola media di Spotorno se la prendono con i carabinieri di Spotorno. Per tre minorenni, uno di 14 anni e due di 15, è già scattata la denuncia alla procura dei minori di Genova per aver devastato nottetempo la scuola di via Verdi: sono stati distrutti computer, fotocopiatrici, stampanti, imbrattati muri e scaricati estintori. Segnalazione che però ha suscitato le ire dei familiari. "Non si devono accusare ingiustamente i nostri figli perché mai avrebbero potuto fare cose del genere. Ci avete chiamati nel cuore della notte senza motivo e questo non é assolutamente giusto", hanno detto. I carabinieri, attraverso il loro comandante di Compagnia Orlando Pilutti, ribattono invece di aver raccolto prove inequivocabili circa le loro responsabilità. "Intanto siamo amareggiati anche per il comportamento dei genitori, e non solo per quello dei loro figli - dice l'ufficiale dell'Arma -. In questa vicenda non abbiamo preso alcun abbaglio. Che siano stati loro non abbiamo infatti alcun dubbio. Abbiamo rilevato nella scuola le impronte delle scarpe lasciate sui pavimenti dopo che avevano svuotato gli estintori. Inoltre va ricordato che i cinque sono stati fermati nei pressi della scuola mentre fuggivano. Quindi abbiamo agito nella massima correttezza e legalita". "Curiosamente per i genitori dei ragazzi - conclude Orlando Pilutti - è stato più giusto prendersela con i miei carabinieri che con i figli per il loro comportamento. E questo sinceramente non l'abbiamo digerito, in considerazione anche del fatto che siamo preposti ai controlli diurni e notturni in città per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico".


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Fonte: www.ansa.it - 19/08/2008

Ragazzini "annoiati" devastano una scuola

Ragazzini "annoiati" devastano una scuola

Sei ragazzini fra i 12 e i 15 anni sono stati denunciati dai carabinieri con l'accusa di aver devastato di notte una scuola materna a Sorbolo (Parma), utilizzando tra l'altro gli estintori custoditi all'interno dell'edificio. I danni ammontano ad oltre 15.000 euro.

L'identificazione dei minori (quattro ragazzi e due ragazze) é stata possibile grazie alle impronte rinvenute dagli investigatori ma anche perché, in occasione di un sopralluogo, i militari hanno trovato sul posto alcuni amici che erano andati ad "ammirare" il gesto dei loro coetanei, provocato forse dalla noia.

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Fonte: www.ansa.it - 09/08/2008

Muore d´infarto mentre sgrida gli ex alunni che lo tormentano

Da settimane continue molestie, insulti e angherie

Muore d´infarto mentre sgrida gli ex alunni che lo tormentano

Il mattino stesso era andato dai Carabinieri per segnalare tutti gli episodi


Giuseppe Cucinotta

Quasi ogni sera si presentavano puntualmente sotto il suo balcone urlandogli insulti e minacciandolo. Aldo Fantino, professore di musica alle medie di Sasso Marconi, pensionato dall´1 luglio che sperava di curare finalmente la sua passione per la Storia, era estenuato da quei ragazzini maleducati. E così ha deciso di scendere in strada per fronteggiarli. Ma dopo averne fermato uno, nel tentativo di portarlo dai Carabinieri, è crollato a terra, probabilmente per infarto, ed è morto poco dopo. Ora il minorenne D.C., 16 anni, è "avvisato" per omicidio preterintenzionale aggravato da motivi futili ed abietti, minacce, percosse ed omissione di soccorso. Altri quattro giovanissimi che erano con lui, sono indagati per violenza privata ed omissione di soccorso. Fantino, 64 anni, moglie e due figlie, residente in viale Nuovo, era bersagliato dalle continue angherie di quel gruppetto di ex studenti. Angherie che andavano avanti da mesi. Tanto che, venerdì, nella mattina del suo ultimo giorno di vita, ha presentato denuncia ai Carabinieri di Sasso. Denuncia contro ignoti, perché il professore non sapeva chi fossero quelli che lo infastidivano con schiamazzi sotto casa, insulti sui muri, frasi ingiuriose urlate in pubblico, anche vicino alla Gelateria dei Fiori, il citofono che non smetteva di suonare durante la notte, perfino mutande abbandonate sotto il portone. Vessazioni senza un motivo apparente, se non le normali incomprensioni che si possono creare in un rapporto fra insegnante e alunni. La sera di giovedì l´ultima provocazione, in tutto simile a quella che 24 ore dopo si concluderà con la morte del professore: secondo la denuncia, un gruppetto di ragazzi va sotto casa Fantino, comincia ad urlare insulti, con allusioni pesanti, e qualcuno sfida l´insegnante a scendere giù. Quando lui lo fa, tutti se la danno a gambe. Passa mezz´ora e siamo daccapo. Uno del gruppo torna a farsi sentire con i "soliti" insulti, conditi questa volta da una minaccia: «Scendi che ti ammazzo». Forse il professore sperava che con la sua denuncia del giorno dopo, le angherie sarebbero finalmente cessate. Ma così non è stato. Puntualmente i ragazzini si sono ripresentati verso le 11 di venerdì sera sotto il balcone di viale Nuovo. Sembra che fossero una decina. Fantino era sul balcone con la moglie Maria Carla, la figlia Laura ed il genero. Mangiavano un gelato e facevano quattro chiacchiere. Ai primi insulti, il professore ha perso la pazienza, e catapultandosi per le scale è finalmente riuscito ad afferrare uno dei ragazzini per la manica della maglietta. «Stavolta vieni con me dai carabinieri, chiamiamo i tuoi genitori» urla al giovane, mentre uno alla volta, preoccupati, arrivano anche la figlia, il genero, un cognato ed un vicino. Il minorenne si divincola, protesta perché, dice, «mi hai strappato la maglietta». Con lui anche una giovanissima amica, che prende le sue difese urlando «lasciatelo stare». Pochi attimi e il professore cambia atteggiamento. Forse si sente male. Smette di parlare, le braccia abbandonate lungo il corpo, si accascia sull´asfalto. Il ragazzo scappa inseguito dalla richiesta di aiuto di Laura, la figlia di Fantino. Il professore, colto probabilmente da infarto, respira ancora. E´ una donna che blocca l´auto per non investire il corpo, a soccorrerlo offrendo ai parenti il suo cellulare con cui chiamare il 118. Purtroppo la corsa all´ospedale Maggiore è inutile. L´uomo muore poco dopo.
I Carabinieri di Sasso Marconi ieri mattina hanno identificato D.C., il ragazzo protagonista degli ultimi minuti di vita di Fantino. Difeso dall´avvocato Alessandro Alberti è stato a lungo interrogato. E ha fatto il nome degli altri quattro amici, che erano con lui, tutti di età non superiore ai sedici anni: «Appena il professore è crollato a terra ci siamo spaventati e siamo scappati».
«Aldo stava benissimo – dice la moglie Maria Carla. – Aveva appena fatto gli esami di routine ed erano tutti negativi. Colesterolo, elettrocardiogramma, valori del sangue, tutto perfetto. Era sano come un pesce. Il medico gli aveva detto Aldo sei meglio di un ragazzino». Nella scuola Galileo Galilei in cui Fantino ha insegnato fino a giugno, tutti sono informati, ma, dice la moglie, «nessuno si è fatto vivo». Sgomento l´insegnante di Religione che piange al telefono: «La scuola è sconvolta e a me manca l´aria».




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Fonte: http://espresso.repubblica.it - 06/07/2008

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...