Lezione con i vigilantes nei piani

Lezione con i vigilantes nei piani


Il preside P.: «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada».

GIUGLIANO. Cancellate alte e robuste lungo tutto il perimetro, massicci bodyguard in perfetta divisa all’ingresso e all’interno, al posto dei bidelli che il ministero ha tagliato, uomini della security ad ogni piano. Badge di riconoscimento per tutti, professori e alunni. L’Istituto statale Luigi Galvani, alle porte di Giugliano, è poco meno di un bunker. Sei gradi di separazione da un territorio a rischio, violento e ad alto tasso camorristico, quello in cui i 1200 ragazzi vivono e a cui tornano alla fine delle lezioni. Nel bunker Galvani, dove si studia per diventare periti tecnici industriali, la sicurezza viene prima dell’istruzione, diventa esigenza primaria. «Vigilanza ferrea», spiega la vice preside C. M. Sta preparando la carta della legalità da presentare in una prossima assemblea compresi i genitori. «Vigilanza interna ed esterna, non armata», precisa, «è un istituto ubicato in un’area a rischio per cui noi facciamo azioni preventive. Anche i nostri studenti devono essere tutelati, la sicurezza è uno dei cardini fondamentali. Questo territorio non offre niente ai nostri ragazzi, Giugliano è solo piena di sale giochi».

Nell’intervallo si esce a fumare nel cortile, ragazzi con il gel tra i capelli, t-shirt aderenti al torace, braccia coperte di tatuaggi. «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada — racconta Maisto — c’è un 20-30 per cento che viene da famiglie disagiate e lavora anche per aiutare la famiglia. Ora l’istituto si è rivalutato, una cosa positiva è che ha contatti con il territorio. È una miniera di materiale umano. Perciò abbiamo sfruttato tutti i fondi Pon per mandare i ragazzi all’estero d’estate, abbiamo laboratori, robot che riproducono la catena di montaggio».

Per il preside G. P., questa scuola è un punto di riferimento. Ha 117 docenti a tempo indeterminato più altri 130 per 1129 studenti. «L’agenzia di security, G&P Global service non l’ho portata io, ma l’ho confermata: una scelta giusta. A parità di classi e alunni abbiamo avuto un taglio secco di bidelli. Tre di loro sono stati sostituiti dai vigilantes in divisa, più uno al cancello. Credo che questa presenza da sola possa essere un deterrente per goliardate eccessive. Io sto qui dalle 7,30 alle 19, così pure il mio staff di dirigenza. Devono vigilare che non accada niente di anomalo. Ci sono lunghi corridoi, entrate e uscite, uno sterminato spazio esterno, luogo incontrollato e incontrollabile dall’interno e per l’esterno».

Pezza difende i suoi alunni: «Nessuno dei miei studenti è potenzialmente o in pectore un delinquente. Ma il contesto sociale è questo: un territorio dove l’urbanizzazione è triplicata, discarica a cielo aperto di rifiuti. I docenti devono fare i conti con ragazzi maleducati, ma forse ce ne sono più al Parini di Milano che al Galvani di Giugliano. Le famiglie chiedono aiuto alla scuola. E c’è una minoranza insofferente alle regole».

Una minoranza che usa la violenza. L’anno scorso ci sono state 15 denunce per aggressioni. Un esempio? Scuola elementare Catello Salvati, a Scanzano, periferia di Castellammare di Stabia. T. E., una docente di 47 anni, 20 già impiegati qui, quel giorno ha i tacchi alti, si è vestita elegante. È in presidenza quando vede arrivare un uomo che schiaffeggia una maestra e grida: «Mio figlio non lo metti più fuori». T. interviene a difenderla. Ed è attaccata a sua volta: «Mi mette due mani alla gola e mi sbatte con la testa al muro, cado e batto il capo sul termosifone, mi strappa una ciocca di capelli». Quando lo racconta è ancora piena di rabbia. «Finora mai un caso del genere, l’istituto funziona benissimo, i genitori sono tutti dalla nostra parte. La mia collega è all’antica. Ha una classe difficile, con figli di famiglie disagiate, che mancano spesso da scuola».

Poi si sfoga: «Lo Stato cosa fa per questi bambini? Riduce il personale scolastico, aumenta il numero degli alunni in classe, vuole la docente unica che è sempre più da sola ad affrontare la realtà». Scanzano, un contesto sociale dominato dallo strapotere camorristico. «Sento spesso parlare di D’Alessandro, ma quelle famiglie a volte hanno dato un aiuto economico alla scuola, ci tengono. Invece i casi più problematici sono i “Ciruzzo”, figli di chi ha perso il lavoro nei cantieri e nelle fabbriche, e non riesce più a mettere il piatto a tavola, con mamme che devono lavorare tutto il giorno e papà disoccupati, o morti, o in carcere. Quei bambini si sentono già inferiori, additati, l’unico modo di esprimersi è l’aggressione, un modo per dire: io ci sono. La nostra scuola è bellissima, ha il teatro, la palestra. Con 25 mila euro di fondi regionali l’anno scorso abbiamo fatto otto laboratori contro la dispersione».

Un progetto della prefettura di Napoli l’anno scorso ha coinvolto 1064 alunni e 25 scuole. «La scuola era bella di pomeriggio - continua T. E. - tutta illuminata, con mensa, sport, laboratori, progettualità. Avevamo trovato un sistema per non farli andare a casa. I bambini pensavano: anch’io posso, anch’io riesco, e finivano per rendere di più anche nello studio». Torna, come al Parco Verde di Caivano, il richiamo al docente chiamato a fronteggiare il disagio. «Dobbiamo essere diversi, saper rendere più sicuri i bambini». Le insegnanti si alleano tra loro. «Lavoriamo in team, ci confrontiamo per trovare le strategie, cerchiamo insieme una via d’uscita.








Patrizia Capua





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Fonte: Repubblicanapoli.it 05/10/11

Scuola, 1 insegnante su 2 fuggirebbe dai propri studenti

Scuola, 1 insegnante su 2 fuggirebbe dai propri studenti
Tra atteggiamenti poco educati, attenti e rispettosi, gli insegnanti di oggi fanno i conti con una generazione difficile da gestire, molto piu’ attenta a smanettare con telefonini e lettori musicali di ultimo grido alle lezioni


A scuola adesso le vittime non sono piu’ gli studenti, ma i professori. Infatti 1 insegnante su 2 confessa di non farcela e addirittura fuggirebbe dalla scuola e cambierebbe lavoro. E’ quanto emerso da uno studio promosso dalla rivista VdG Magazine in uscita in questi giorni, realizzato attraverso interviste realizzate su un campione di circa 500 insegnanti italiani di scuole medie inferiori e superiori, di eta’ compresa tra i 35 e i 60 anni, per sondare come e’ cambiato il rapporto con gli alunni e quali sono le problematiche attuali.

Il 51% degli intervistati afferma che oggi e’ difficile fare l’insegnante, per via soprattutto del cambiamento degli alunni. Oggi, a loro parere, sono infatti piu’ contestatari e polemici (33%) e piu’ distratti (22%), e solo il 19% si mostra interessato e piu’ attento rispetto ai ragazzi di ieri. Parlando di look poi la trasformazione dei tempi e’ ancora piu’ palese. I professori riscontrano un trionfo di piercing (38%), tatuaggi (29%) e minigonne (17%). Ad accendere il loro interesse sono, a sentire i docenti, i problemi sociali (26%), le nuove tecnologie (25%), il cinema e i film (22%). Ma prima ancora vengono lo sport e in particolare il calcio (41%), il telefonino di ultima generazione (38%), ma anche la moda (18%). Ma parlando di comportamenti gli insegnanti si mettono le mani nei capelli. I loro alunni si mostrano infatti annoiati e insofferenti (33%) fino a sfociare nella maleducazione (13%). E se una volta gli studenti si distraevano giocando con gli album di figurine (36%) o con i fumetti (24%), oggi le distrazioni maggiori vengono soprattutto da oggetti super tecnologici (83%).

Contestatari, polemici, dagli atteggiamenti ostili e a volte insofferenti che non risparmiano scherzi e prese in giro anche piu’ pesanti. Ecco perché per 1 maestro su 2 oggi l’insegnamento e’ diventato parecchio difficoltoso.

Come sono gli alunni di oggi? Per gli intervistati ci sarebbe da stendere un velo pietoso, tanto che 1 su 3 (33%) li trova molto piu’ contestatari e polemici, meno interessati agli argomenti trattati durante le lezioni (24%) e piu’ distratti (22%). Solo il 19%, invece, li reputa piu’ interessati e preparati rispetto a quelli di ieri. E tutto questo si riflette anche sul loro modo di rapportarsi con il corpo docente. Una buona percentuale, per fortuna, avverte comunque piu’ attenzione e rispetto (24%) nei confronti degli insegnanti che, al di la’ del ruolo, sono pur sempre persone che si prodigano per far crescere le future generazioni. La stragrande maggioranza degli intervistati, invece, sottolinea molta negativita’, ravvisando negli studenti di oggi noia e indifferenza (33%), ostilita’ e insofferenza (26%) e nella peggiore delle ipotesi anche maleducazione (13%).

Per questo oggi 1 insegnante su 2 (51%) trova parecchie difficolta’ nell’insegnare e ben il 18% dichiara di sentirsi vessato ogni giorno, mentre quasi 1 su 3 (27%) subisce una bravata almeno una o due volte a settimana. Difficolta’ che, al di la’ degli atteggiamenti, si riscontrano anche negli interessi degli studenti di oggi, i cui discorsi e modi di parlare vertono oggi su argomenti poco impegnativi come il calcio (41%), le nuove tecnologie (25%) e i telefoni di ultima generazione (38%).

Piercing, consolle portatili e tatuaggi: questi i nuovi ‘must’ indicati dagli insegnanti negli studenti di oggi. E se a tutto questo si aggiungono atteggiamenti irrispettosi, ecco che 1 intervistato su 2 dichiara addirittura di pensare a lasciare il mestiere e fuggire.

Se una volta a distrarre gli studenti intervenivano fumetti (24%), album di figurine (36%) e riviste ose’ (13%), oggi gli insegnanti indicano che a condizionare l’attenzione e gli interessi dei ragazzi tra i banchi di scuola ci sono cellulari (44%), consolle portatili (23%), lettori musicali (16%) e carte da gioco che rappresentano i loro cartoni animati preferiti (11%). E l’evoluzione dei tempi si nota anche nell’immagine e nel modo di essere. Infatti gli intervistati indicano molti “nemici” legati al look che condizionano la cultura degli studenti, come ad esempio piercing (38%), minigonne (17%), tatuaggi (29%) e capelli lunghi (11%).

Ma quali sono le reazioni spontanea degli insegnanti di fronte a questo stato delle cose? Gli intervistati parlano chiaro: oltre 1 su 2 (51%) afferma di non farcela piu’ al punto tale da aver voglia di cambiare lavoro. E se il 12% si vede nauseato e sfibrato e il 9% denuncia di perdere le staffe, laconici sono coloro che affermano di essere amareggiati e soprattutto preoccupati per il futuro dei loro studenti (26%).


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Fonte: http://www.italiachiamaitalia.it - 03/10/2011

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio

Castellammare - Due insegnanti di una scuola elementare di Castellammare di Stabia (Napoli) sono state aggredite e malmenate dal genitore di un alunno. Il gesto sembra sia da ricondurre alla volonta' del genitore di imporre ai docenti una maggiore tolleranza rispetto ai comportamenti ribelli del figlio nel corso dell'anno scolastico. L'episodio e' avvenuto in un istituto di via Monaciello, dove l'uomo, l'episodio risale a ieri mattina ma e' stato reso noto solo oggi, si e' presentato nel corso di una riunione di docenti.
L'uomo ha dapprima schiaffeggiato l'insegnante del figlio e successivamente ha afferrato per il collo un'altra docente intervenuta nel vano tentativo di difendere la collega dalla violenta aggressione. Entrambe le maestre sono state medicate all'ospedale San Leonardo mentre l'uomo e' stato denunciato. L'aggressore, un 33enne, e' stato identificato dagli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia e denunciato all'autorita' giudiziaria per lesioni e violenza privata.




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Fonte: http://www.metropolisweb.it - 21/09/2011


Schiaffeggiò la maestra del figlio: non potrà avvicinarsi a scuola
L'uomo aggredì l'insegnante del figlio lo scorso 20 settembre
Dovrà tenersi a non meno di 500 metri dai luoghi di lavoro e di abitazione delle docenti e dei loro familiari l'uomo che, lo scorso 20 settembre, a Castellammare di Stabia (Napoli), si presentò in una stanza dell'istituto dove era in corso una riunione dei professori schiaffeggiando prima l'insegnante del figlio e, subito dopo, un'altra maestra intervenuta per difendere la collega.
Gli agenti del commissariato di Castellammare hanno eseguito oggi l'ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nei confronti di M.D., di 33 anni.
Dopo l'aggressione le due insegnanti furono medicate nell'ospedale San Leonardo di Castellammare e l'uomo denunciato con l'accusa di lesioni e violenza privata.





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Fonte: http://napoli.repubblica.it - 06/10/2011

Accecano il prof con il mini laser

Accecano il prof con il mini laser
L'insegnante, 46 anni, è stato accecato da uno dei ragazzi che stava assistendo alla sua lezione e ha chiamato la polizia. Nessuno ha detto chi è stato

Livorno - Un docente di una scuola superiore di Livorno ha dovuto ricorrere al pronto soccorso dell'ospedale dopo che i suoi studenti gli hanno puntato agli occhi la luce di un mini-laser. L'insegnante, 46 anni di Rosignano, è stato accecato da uno dei ragazzi che stava assistendo alla sua lezione e ha chiamato la polizia. L'episodio è avvenuto in un istituto professionale. Alla lezione erano presenti 22 studenti di una seconda, di età tra i 15 e i 16 anni.

Raggiunto dal laser puntato dai banchi, il docente ha provato un forte bruciore agli occhi, quindi ha chiesto chi fosse il responsabile. Non gli è stato detto, e anche dopo l'intervento del vicepreside e di una pattuglia della polizia gli studenti hanno taciuto il nome di colui che tra loro impugnava il mini-laser. Unica cosa ottenuta, far lasciare il laser sulla cattedra. La polizia lo ha poi sequestrato, mentre più tardi i medici dell'ospedale hanno riscontrato una lesione agli occhi del docente, che ha avuto una prognosi di guarigione di tre giorni.

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Fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it - 21/09/2011

Calabria: oss. minori, pericolosa violenza contro insegnanti

Calabria: oss. minori, pericolosa violenza contro insegnanti


''L'aggressione fisica di una madre verso un docente di una scuola di Siderno (RC) ripropone, drammaticamente, una pericolosa tendenza, che svuota ulteriormente di autorevolezza il sistema scolastico con gravissime ricadute sul percorso educativo dei soggetti in eta' evolutiva'': e' quanto sostengono il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, e Antonino Napoli, dirigente l'ufficio legale dell'Osservatorio. ''Considerata l'alta frequenza statistica con la quale simili episodi si verificano - sostengono - e' necessario studiare nuovi e piu' decisi sistemi di difesa di una categoria, quella degli insegnanti, strategica per la risoluzione della crisi educativa in atto, che proprio nella genitorialita' dovrebbe trovare il migliore alleato''.

''Risolvere un contenzioso in modo violento significa - proseguono Marziale e Napoli - abituare anche i figli ad agire nella stessa maniera e cio' e' ancor piu' grave delle ricadute penali che l'azione comporta. Certi gesti rendono comprensibile l'ascesa esponenziale della criminalita' minorile rilevata dagli organi giudiziari preposti''.

''Enti pubblici locali, come comuni e amministrazioni provinciali - concludono - dovrebbero costituirsi parte civile ogni volta che la scuola viene cosi' profondamente ferita''.





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Fonte:http://www.asca.it/ - 01/06/2011

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni

Per la procura era tutto falso. A denunciarla con un esposto era stata la presidedi Giancarlo Oliani

MANTOVA. Denunciata e sospesa con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di uno studente minorenne, l'insegnante di un istituto superiore di Mantova ha dimostrato, in procura, la sua innocenza. Ora chiederà i danni.

Li chiederà alla dirigente scolastica che quel giorno a quanto pare, con soddisfazione, l'aveva fatta uscire dalla porta secondaria della scuola dicendole: «Tu non sei nemmeno degna di uscire dall'ingresso principale». Ma ora la professoressa è rientrata, a pieno titolo, proprio da quella porta.

Facciamo un passo indietro, al dicembre dello scorso anno quando la madre di uno studente che frequenta la quarta dell'istituto superiore (non facciamo il nome a tutela del minore coinvolto) ha un incontro con il capo istituto. La donna, separata dal marito, parla a ruota libera. E' convinta che il figlio abbia una relazione amorosa con l'insegnante.
E la preside, senza perdere tempo, e fidandosi di quell'unica testimonianza, invia un esposto alla procura della Repubblica in cui denuncia l'insegnante di violenza sessuale, trasmettendo la segnalazione alla Direzione scolastica regionale. E' quest'ultima che, sulla base del resoconto trasmesso dalla preside, autorizza la sospensione preventiva dell'incarico all'insegnante. Nel frattempo il suo posto viene preso da un nuovo prof.

L'esposto arriva, come già accennato, a palazzo di giustizia, e ad occuparsene è il sostituto procuratore Roberto Lombardi che convoca la professoressa, il ragazzo e il padre con il quale vive dopo la separazione con la madre.

Lombardi raccoglie le dichiarazioni ed è proprio sulla base di quelle che decide di non avviare alcun procedimento penale. Non ci sono i presupposti. Comunica i risultati dell'indagine alla preside, che li riferisce all'organismo scolastico regionale. Scatta così il reintegro dell'insegnante, decisa a chiedere comunque un cospicuo risarcimento danni.



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Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/ - 08/05/2011

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola


Lo studente violento della media Giotto affidato ai servizi sociali. Rimarrà iscritto all'istituto così potrà dare l'esame finale

di Marco Aldighieri

PADOVA - Un ragazzino iscritto in una classe terza della media Giotto ha ferito un compagno e spinto una professoressa. In uno scatto d’ira ha fatto cadere l’amichetto che ha sbattuto violentemente la testa. Il piccolo studente è stato costretto a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso pediatrico, che lo hanno dichiarato guaribile in pochi giorni. Nessun danno invece per la docente, che ha barcollato ma è riuscita a non perdere l’equilibrio. L’episodio è accaduto non più tardi di un mese fa.

Al momento né i genitori dell’alunno ferito e né la professoressa spinta hanno sporto denuncia. Anzi, la scuola media Giotto ha subito affrontato e risolto il problema. La prima dirigente scolastica, ancora prima di Pasqua, ha deciso di allontanare lo studente violento dall’istituto. Nonostante rimanga iscritto nella scuola, il ragazzino è stato affidato ai Servizi sociali del Comune. Così, fanno sapere i dirigenti della media Giotto, l’alunno non avrà più contatti con i suoi compagni e di conseguenza non potrà più fare loro del male. Sotto questo profilo dunque i genitori degli studenti della Giotto possono stare tranquilli. I loro figli non corrono più il pericolo di essere picchiati.
L’istituto però non ha voluto abbandonare al suo destino l’alunno violento. Il ragazzino, fino all’esame finale di terza media, studierà seguito da alcuni insegnanti. Quindi affronterà gli esami come un privatista e probabilmente proprio alla Giotto dove risulta allontanato, ma regolarmente iscritto. Un escamotage che permetterà all’alunno di portare a termine il regolare corso di studi e nello stesso tempo non aggraverà la sua posizione, già particolarmente difficile a causa di diversi problemi familiari.

La decisione della scuola media Giotto è stata particolarmente forte, ma secondo i docenti necessaria. C’era anche il pericolo che altri ragazzini emulassero il comportamento violento dello studente allontanato. Un ragazzino che, come sostiene a più riprese la prima dirigente scolastica, deve essere aiutato e non condannato.

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Fonte: http://www.gazzettino.it/ - 06/05/2011

Alunno insulta il professore mentre gli mette una nota

Alunno insulta il professore mentre gli mette una nota






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Fonte: Canale You Tube Diocane1415
8 marzo 2011

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia


L'alunno si lamenta, il militare schiaffeggia l'insegnante salvato da insegnanti e bidella. La scuola: denunciamo l'aggressore

VICENZA - Ha richiamato all'ordine un alunno disordinato, ma il suo monito è stato ripagato dal padre del bambino, un carabiniere, con alcuni ceffoni che gli hanno procurato la sospetta lesione di un timpano. È successo nella scuola elementare di Cogollo del Cengio (Vicenza): vittima della furia del genitore militare è stato il maestro M. Z., 53 anni, con oltre 30 di insegnamento sulle spalle.

Il piccolo, che non aveva preso bene la sgridata ricevuta, era fuggito da scuola rifugiandosi a casa: avvertito dalla moglie, il papà, militare della Compagnia di Schio, si è precipitato a scuola affrontando il maestro e ricoprendolo, secondo quanto indica il Giornale di Vicenza, di schiaffi e insulti.

L'intervento di altre due insegnanti e di una bidella avrebbe scongiurato ulteriori guai all'insegnante, che al pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di una settimana con l'indicazione di una nuova visita per verificare la necessità di un'operazione al timpano.

«Conosco entrambi i protagonisti - afferma il sindaco di Cogollo, Riccardo Calgaro, e mi sorprende un simile gesto». La scuola, attraverso il preside, M. P., si è già rivolta a un legale con l'intenzione di denunciare il carabiniere «per un gesto - ha detto - che contribuisce ad aumentare le offese che da troppo tempo subisce la scuola italiana».




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Fonte: www.ilmattino.it - 25/02/2011

Pugni e schiaffi all´insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Pugni e schiaffi all'insegnante dopo un rimprovero all'alunna

Mamma e nonna indagate. Lupacchino: "È un episodio grave per una scuola"

Calci e pugni per un rimprovero a un'alunna, una ragazzina di 13 anni, che all'uscita di scuola, racconta del rimprovero e di uno schiaffo a un assistente sociale, poi alla madre, e scatena la spedizione punitiva di mamma e nonna contro l´insegnante. Ora verranno denunciate per violenza privata, danneggiamento aggravato, e anche lesioni se l´insegnante deciderà di sporgere querela. Fino a sera la donna aggredita è rimasta a farsi medicare al Sacco per qualche graffio e leggere contusioni. Un episodio che lascia sgomente le insegnante: «Non è la prima volta che subiamo aggressioni - raccontano - siamo abituate ad andare avanti». «È grave che un simile episodio si sia verificato a scuola - dice il provveditore agli studi Antonio Lupacchino - mi informerò con il capo d'istituto per capire cosa abbia portato a tanto». Succede all'istituto comprensivo Trilussa di via Graf, a Quarto Oggiaro, quartiere di case popolari dove scuole, associazioni e forze dell'ordine tentano di far rispettare le regole. L'aggressione all'insegnante parte proprio da un rimprovero all'ora di pranzo, a mensa, quando la bambina prende una brocca colma d'acqua e la versa volontariamente per terra. L'insegnante le chiede di smettere ma l'alunna continua a versare l'acqua ridendo: così la prof, 41enne, si avvicina, la prende per il braccio e la obbliga a smettere. Poi, una volta tornati in classe, un altro rimprovero. «Fatti i fatti tuoi» risponde sfottente la studentessa, ed è in quel momento che - secondo la testimonianza di qualche compagno - l'insegnante con un gesto stizzito, più che violento colpisce la sua alunna con un leggero schiaffo. La ragazzina - seguita dai servizi sociali - esce da scuola e racconta tutto all'educatore del Comune che la incontra diverse volte ogni settimana, e che la deve accompagnare a casa. Quando la madre viene a sapere dell´accaduto avvisa la nonna e insieme, furiose, vanno a scuola a cercare la prof. La aspettano fuori nel cortile, la aggrediscono verbalmente, poi con pugni e calci, finché la docente non è costretta a ripiegare nell'istituto e rifugiarsi nel bagno della segreteria. Ma le due donne non sono ancora soddisfatte: forzano la porta e la colpiscono ancora finché altri docenti non intervengono. L'aggressione dura fino all'intervento degli agenti delle volanti. Madre e nonna, 29 e 50 anni, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, si giustificano dicendo ai poliziotti che la ragazzina avrebbe ricevuto uno schiaffo.
Sandro De Riccardis




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Fonte: http://espresso.repubblica.it - 22/01/2009

La prof mette una nota: lui le stritola la mano


La prof mette una nota: lui le stritola la mano



Cerveteri, il bullo ripreso perché dava fastidio in classe. L'alunno ha ferito l'insegnante con il banco poi l'ha minacciata: se mi tocchi ti denuncio.
La professoressa gli mette una nota e lui le stritola una mano. Vittima della drammatica vicenda è una mite insegnante di lettere sessantenne dell'istituto professionale «Enrico Mattei» di Cerveteri. Che, stanca delle intemperanze di un alunno della prima classe, ieri mattina ha segnato sul registro di classe una nota destinata, secondo le intenzioni, a far desistere il burbero studente dal distrarre i compagni dalla lezione. Il ragazzo, quindici anni appena ma già lo sguardo da duro, s'è alzato di scatto. Ha spinto con violenza il banco verso la cattedra su cui era appoggiata l'anziana professoressa. La mano sinistra della donna è rimasta incastrata tra il banco e la cattedra.

Lei ha gridato per il dolore e lui s'è ritenuto soddisfatto del deprecabile gesto. Per non cadere a terra la prof si è attaccata al braccio dello studente, che ha urlato: «Se mi tocchi ancora ti denuncio». Gli altri alunni si sono impauriti. Rientrati a casa hanno raccontato tutto ai genitori. Ora arrabbiatissimi: «Non siamo più disposti a tollerare questa situazione, perchè la prossima volta potrebbe toccare ai nostri figli ad esser presi di mira». All'ufficio di presidenza dell'istituto cadono dalle nuvole: «Hanno ferito un'insegnante in classe? Non ne sappiamo nulla. Nessun docente, nè tantomeno i genitori degli alunni, ci hanno detto niente». «È una scuola all'avanguardia la nostra - spiegano le impiegate - Pensate che, per festeggiare i dieci anni di attività, il 19 aprile scorso abbiamo organizzato una crociera in Grecia e Croazia per gli alunni. Sono partiti 470 dei 900 alunni e la compagnia che ha messo a disposizione la nave ci ha fatto anche i complimenti per come si sono comportati». Benissimo, secondo la scuola «tranne qualche intemperanza».

Di «litigi e situazioni incresciosce» parla, invece, un gruppo di mamme che vive a Ladispoli. Pentite di «aver pagato 400 euro per la quota di sottoscrizione alla crociera». Di continui anche se piccoli «episodi di bullismo di cui è responsabile una manciata di ragazzi, che però incutono timore alla maggioranza silenziosa degli studenti e a qualche docente», raccontano i genitori. Episodi culminati ieri nell'aggressione all'anziana insegnante, la quale ha minimizzato l'episodio con i carabinieri che l'hanno ascoltata nel pomeriggio e, al momento, pare abbia deciso di non denunciare l'episodio. Nessuna denuncia pure da parte dello studente. Tutto risolto? «Indagheremo e, se troveremo riscontri, l'alunno responsabile verrà sospeso», promettono al Mattei. «Il Mattei è comunque un buon istituto per quanto riguarda l'insegnamento», sottolineano i genitori. Un punto di riferimento per chi vuole studiare lingue, economia aziendale e tecnica del turismo.

Che ci siano bulli a Cerveteri e nella vicina Ladispoli è innegabile. Tanto che nel 2008 il primo torneo dilettantistico di pugilato delle due cittadine è stato chiamato «Dai un pugno al bullismo». Obiettivo dichiarato: «Combattere la noia che troppo spesso porta i giovani ad essere protagonisti di episodi anche gravi di bullismo».


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Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com - 30/04/2010


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AL LICEO «ENRICO MATTEI»

Bullo ferisce insegnante in classe: tutti a lezione dall’avvocato



Due giorni di sospensione con obbligo di frequenza durante i quali un avvocato parla di violenza e omertà

ROMA - Si sono rifiutati di «soffiare» il nome del loro compagno di classe «bulletto» che aveva fatto uno scherzo pesante a un’insegnante del liceo «Enrico Mattei» di Cerveteri, schiacciandole una mano tra banco e cattedra dopo aver ricevuto un rimprovero. E ora, durante i due giorni di sospensione con obbligo di frequenza, dovranno sottoporsi a una specie di «pena-contrappasso»: l’ascolto di una lezione su bullismo, violenza ed omertà da parte di un avvocato penalista, Fulvio Melillo, autore di un libro - «I ragazzi di via Bravetta» - che racconta i problemi del disagio giovanile nella periferia romana.
CONTESTATO CHI HA DENUNCIATO - Il provvedimento preso mercoledì dalla preside Daniela Scaramella riguarda gli studenti di due classi, quelli della 1°D che hanno «coperto» l’autore del pesante scherzo rifiutando di fare il suo nome ai professori che glielo hanno chiesto. E quelli della 2° D dove, addirittura, è stata contestata verbalmente la quindicenne che, scossa per l’accaduto, aveva raccontato tutto alla madre, spezzando in qualche modo il muro della complicità omertosa.
«LEZIONE IN PRESIDENZA» - La lezione dell’avvocato Melillo, il cui romanzo - la storia di un giovane albanese ammazzato al residence Bravetta dopo un apprezzamento indirizzato a un’italiana – è ispirato a storie vere raccontate nei fascicoli giudiziari, avverrà nell’ufficio della preside. «I ragazzi devono rendersi conto di quel che succede - spiega accorata la dirigente scolastica - quando si sceglie di non segnalare un comportamento sbagliato». Alessandro Fulloni

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Fonte: http://roma.corriere.it/ - 06/05/2010

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera

Dodicenne picchia la prof che lo rimprovera


La giovane supplente lo rimprovera e lui si scaglia contro la professoressa, colpendola con un pugno in faccia: è successo il 26 marzo, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali, nella scuola media Aycardi Ghiglieri di Finale Ligure. L’aggressore ha dodici anni, e frequenta la prima media. La docente si è fatta medicare all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ed è stata dimessa poco dopo.

Lo studente indisciplinato, vista la sua giovane età, non sarà punito penalmente. Il preside Pier Luigi Ferro sta invece pensando ai provvedimenti disciplinari da adottare.




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Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 08/04/2010


Finale Ligure: 12enne picchia l’insegnante che lo aveva rimproverato


Finale Ligure. Studente a dir poco indisciplinato all’istituto Aicardi Ghiglieri di piazza Deledda a Finale Ligure: il ragazzo, appena 12enne, ha infatti colpito la supplente con un pugno in pieno volto costringendola a ricorrere alle cure mediche presso il Santa Corona di Pietra Ligure. E’ successo il 26 marzo scorso. Vista l’età, l’alunno sarà immune da conseguenze penali.




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Fonte: http://www.ivg.it - 08/04/2010

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante

Scompiglio in una scuola di Mestre

Bambino lancia una sedia addosso all'insegnante


MESTRE (VE) - Ieri mattina, in una scuola elementare alla periferia di Mestre, un ragazzino di 10 anni, colpito da uno scatto di rabbia improvvisa, ha preso una sedia e l'ha lanciata violentemente contro la maestra. L'insegnante è stata portata in ospedale, prognosi di 15 giorni. Non ci sono giustificazioni alla rabbia improvvisa del bambino, nè brutti voti, nè screzi precedenti con la maestra nè tantomeno richiami disciplinari.
A detta dei compagni l'alunno in questione non si sarebbe mai mostrato violento prima d'ora. Il ragazzino tuttavia avrebbe dei problemi in famiglia, ragion per cui insegnanti e genitori dei compagni tendono a minimizzare l'accaduto. Intanto, appena l'insegnante colpita sarà guarita, è previsto un incontro di tutta la classe con lo psicologo per cercare di riflettere su questo episodio e renderlo occasione di crescita.
Nel frattempo però i genitori si lamentano perchè i tagli della Gelmini si ripercuotono anche su questo episodio visto che non ci sono i quattrini per pagare i supplenti e la classe è rimasta per un bel po’ senza insegnante. Non sarebbe l’unica classe di quella scuola elementare che è senza supplenti.
Ecco perchè venerdì i genitori approfitteranno della manifestazione nazionale "La scuola va a rotoli" per chiedere espressamente che si riesca a trovare i soldi per venire incontro a tutte le esigenze educative dei bambini.


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Fonte: www.notiziarioitaliano.it - 17/03/2010

Prende a calci l’insegnante

Prende a calci l’insegnante


Il bambino frequenta le elementari. I genitori di altri alunni, allarmati, hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, alla scuola, a chiunque può dare una mano in questa situazione di evidente disagio del minore, senza ottenere risposte

Montegranaro (Fermo), 26 febbraio 2009 - Un alunno intemperante, spesso ingestibile anche per l’insegnante che l’altro giorno ha finito per farne le spese: un paio di calci ben assestati dal turbolento scolaro e la maestra è finita al Pronto Soccorso (con lesioni giudicate guaribili in pochi giorni).

L’episodio, increscioso e preoccupante, è accaduto un paio di giorni fa, in una classe della scuola elementare. Sono alcuni genitori a segnalarlo, chiaramente preoccupati e per più motivi: "Noi vorremmo che chi di dovere intervenisse in una situazione di oggettiva difficoltà che non nasce certo con questo ultimo episodio".

Dietro a questo fatto c’è la storia difficile di un bambino, extracomunitario (ma che conta?) e di una famiglia che vive una vita non facile. Non è la prima volta che questo alunno fin troppo vivace crea problemi all’interno della scuola e della classe, rendendo complicate le ore di lavoro e, come è accaduto l’altro giorno, rendendosi protagonista di episodi discutibili con atteggiamenti difficili da gestire. Alcuni genitori di suoi compagni di scuola hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, alla scuola, a chiunque può dare una mano in questa situazione di evidente disagio del minore, senza ottenere risposte.

"Vogliamo sollevare questo problema affinché si trovi una soluzione per aiutare il bambino quando si trova a scuola, perché venga prevista una figura di assistente che gli stia vicino, lo controlli e lo guidi nelle ore scolastiche. Magari, anche qualcuno da affiancargli quando sta in famiglia. Un intervento che aiuti questo bambino". L’appello è lanciato. Qualcuno risponda.



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Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com - 26/02/2009

Colla sulla sedia di una prof

Colla sulla sedia di una prof alla Filippo Re

Finirà in consiglio comunale una vicenda avvenuto all’istituto superiore «Filippo Re».

L’avvocato Marco Fornaciari, che in Municipio rappresenta il movimento «Italia dei Valori», ha infatti ricevuto l’incarico di informare tramite un’interpellanza il consiglio comunale su quanto avvenuto a scuola, pochi giorni fa.
Secondo quanto raccontato dai docenti, infatti, in una classe dell’istituto, una professoressa è stata vittima di uno scherzo da parte di un gruppo di alunni, che hanno pensato di ricoprire di colla la sedia della cattedra, riservata all’insegnante, appena prima del suo arrivo. Una volta terminata la lezione, la professoressa si è ritrovata completamente attaccata alla sedia, e, di fronte alle risate di scherno degli alunni, ha dovuto faticare non poco per rialzarsi.
In seguito alla pesante bravata, gli insegnanti hanno deciso di convocare un consiglio di classe, che prevedesse anche la presenza dei genitori degli alunni.
Nel corso del confronto, i professori hanno illustrato l’episodio e altri atteggiamenti un po’ troppo vivaci da parte degli alunni. I genitori, dal canto loro, anziché prendere atto del comportamento dei giovani e condannare il pesante scherzo ai danni della professoressa, hanno preso le difese dei figli.
«Voi professori non avete abbastanza polso per poter badare ai nostri figli - hanno detto, di fronte ai docenti allibiti - e vi comportate in questo modo perché avete paura che i ragazzi vi taglino le gomme della macchina».




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Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it - 21/02/2009

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti

Tredicenne con forbici minaccia insegnanti e compagni: vi sgozzo tutti


Uno studente di 13 anni che per una divergenza con una insegnante ha rotto il vetro di una finestra dell'aula, poi, con un paio di forbici ha minacciato alunni, professori e bidelli, urlando «Vi sgozzo tutti».

È accaduto giovedì scorso in una scuola media della provincia di Massa Carrara. I genitori dei compagni di classe del ragazzo hanno deciso di non mandare più i figli a scuola. La vicenda è riportata sui quotidiani locali. Un compagno del tredicenne, per lo spavento, è stato portato dalla madre al pronto soccorso sotto choc. I genitori hanno scritto una lettera al provveditorato e al preside, spiegando che non manderanno più i figli a scuola «fino a quando il ragazzo autore degli episodi di violenza, che si ripetono da ormai due anni, non verrà allontanato dall'istituto». I problemi con l'alunno, aggiungono, erano cominciati l'anno passato, quando la madre aveva revocato il consenso ad avvalersi dell'operatore socio educativo che seguiva l'alunno fin dalle elementari. La polizia sta indagando sulla vicenda.



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Fonte: http://www.ilmessaggero.it - 21/02/2009

Mette hashish nella tisana della prof

Mette hashish nella tisana della prof

Denunciato l6enne della media Fiti di Laives: «Non mi ha difeso e le ho fatto un dispetto» L'insegnante è corsa al pronto soccorso. Il preside Endrighi: «Sospeso per dieci giorni»


di Massimiliano Bona

BOLZANO. Voleva vendicarsi della professoressa di educazione artistica, che l'anno scorso non aveva preso le sue difese dopo un'accesa lite con un compagno, e allora ha deciso di mettergli un mozzicone contenente hashish e marijuana nella tisana. L'insegnante, una 47enne di Laives, l'ha bevuta e non si è accorta di nulla. Ha scoperto tutto il giorno dopo, grazie alle confidenze di alcuni alunni: ha sporto denuncia ai carabinieri e, allarmata, ha fatto le analisi del caso all'ospedale. Il ragazzino, 16 anni, è stato sospeso 10 giorni.

Il giovane tunisino, che vive in una comunità alloggio per minori a Bolzano, è un pluri-ripetente, noto a docenti e alunni della «Filzi» di Laives per una serie di piccoli furti. Era già stato segnalato ai carabinieri della stazione della Bassa Atesina per la sparizione di alcuni telefonini e Mp3, ma la refurtiva è stata solo parzialmente ritrovata. Gli stessi insegnanti sapevano di doverlo tenere d'occhio, perchè è considerato un ragazzo «problematico», ma nessuno si aspettava che arrivasse a tanto.
Lunedì 9 febbraio diirante una lezione di educazione artistica ha pensato di mettere in pratica un piano che aveva pensato e ripensato per giorni. Ha atteso solamente che la «prof» si allontanasse dalla classe e poi ha deciso di entrare in azione. Il thermos, che l'insegnante solitamente porta da casa, era appoggiato vicino alla cattedra. Il teenager tunisino ha tirato fuori il mozzicone che aveva in tasca. Conteneva hashish e marijuana. Ha versato la droga nella tisana e si è dileguato rapidamente. Pare che qualche compagno abbia assistito alla «bravata», ma ha preferito non dire nulla. La professoressa, ignara di tutto, ha bevuto l'intero contenuto del thermos. II giorno dopo un paio di alunni, nel corso di una chiacchierata informale, hanno vuotato il sacco e informato la docente di quanto era successo il giorno prima.
Quest'ultima, comprensibilmente allarmata, si è recata alla caserma dei carabinieri di Laives assieme al preside dell'Istituto comprensivo Luigino Endrighi per sporgere denuncia. «La professoressa - spiega il luogotentente Vincenzo Cipriani - era un po' agitata ed abbiamo cercato di rassicurarla». La donna si è precipitata al San Maurizio per le analisi del caso, ma l'ingerimento della tisana - per fortuna - non ha avuto alcuna conseguenza per la sua salute. Lo stesso preside Endrighi ha confermato ai carabinieri che si trattava di un giovane problematico. «È stato sospeso - ha spiegato il dirigente scolastico ai militari dell'Arma - fino al 20 febbraio».
Dopo aver raccolto la denuncia i carabinieri sono andati a prendere il giovane a scuola e lo hanno interrogato a lungo. Il ragazzo tunisino non si è fatto pregare ed ha spiegato il motivo dì quel gesto. «Ci ha detto che voleva fare un dispetto alla prof, colpevole a suo dire di non averlo difeso l'anno prima dopo un diverbio con un compagno, che lo aveva insultato. Il ragazzo ha aggiunto inoltre di aver trovare quel mozzicone per strada». I carabinieri hanno perquisito, quindi, la comunità alloggio nella quale risiede il giovane, a Bolzano, e hanno inviato il thermos al laboratorio dell'Arma, alla «Guelfa» di Laives. E i tecnici del Las hanno confermato la presenza di stupefacenti. Il giovane, ora, è stato segnalato alla Procura dei minori e denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti, violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.



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Fonte: Alto Adige 19/02/2009

Lo sfogo di una prof: "Sì, siamo spaventati Anche dalle minacce di tanti genitori"

SCUOLE DI FRONTIERA

Lo sfogo di una prof: "Sì, siamo spaventati Anche dalle minacce di tanti genitori"


"Dobbiamo sempre cercare di essere inattaccabili - spiega l'insegnante - Cerchiamo la collaborazione con le famiglie, ma non sempre la troviamo"

MILANO, 18 FEBBRAIO 2009 - "Qui prima che insegnanti bisogna essere educatori. E non è facile. Ma alla fine, nonostante i problemi, nonostante la fatica, si scopre che ne valeva la pena. Quando porti questi ragazzi a un diploma, è una bella soddisfazione». A parlare è la professoressa Emanuela P., docente di matematica in un istituto professionale della periferia nord-ovest di Milano: zona di frontiera.

Professoressa, lei insegna in questa scuola da 17 anni: una scelta?
«Diciamo che ormai, con la mia anzianità, potrei farmi trasferire, ma non l’ho mai fatto. Sono contenta di lavorare qui, anche se è molto faticoso».

Cominciamo dal rapporto con le famiglie: difficili?
«Non semplici. Noi cerchiamo la collaborazione, ma non sempre la troviamo. A volte i genitori sono troppo impegnati sul lavoro. Spesso non c’è una vera e propria famiglia: c’è un solo genitore. Insomma, il problema è che in moltissimi casi l’iniziativa la dobbiamo prendere noi, perché la famiglia non si muove per prima».

E’ di pochi giorni fa il caso di una madre che ha picchiato l’insegnante della figlia...
«Casi del genere da noi non ne sono successi, ma lo posso immaginare. Diciamo che da noi non sono passati a vie di fatto, ma episodi di proteste, anche molto plateali, con qualche minaccia, ci sono stati».

Minacce?
«A volte minacciano di denunciarci, di presentare ricorsi in Provveditorato, ma poi non succede nulla. Anche perché noi stiamo sempre attenti ad essere inattaccabili sul piano formale».

E gli stranieri?
«Per la maggior parte sono cinesi e sudamericani. La cosa più difficile è tenere i rapporti con i cinesi: per una questione di lingua e perché si interessano poco ai problemi scolastici. I sudamericani invece tengono molto alla scuola e cercano di seguire i figli».

E allora veniamo ai ragazzi e al loro rapporto con la scuola.
«Anche questo non sempre è facile. Molti, come dicevo, vengono da situazioni familiari difficili. Noi non ci possiamo certo sostituire alla famiglia, ma spesso finiamo per diventare un po’ i loro confidenti. Poi, se ci sono problemi particolari, se serve un consiglio di un certo tipo, li mettiamo in contatto con lo psicologo dello “sportello” istituito proprio per questo scopo nella nostra scuola. Il vantaggio dello psicologo nei nostri confronti è che lui non è un “valutatore” come noi. Quindi con lui per i ragazzi è più facile aprirsi, raccontare».

Anche con gli studenti nessun problema di violenza?
«Che io ricordi no. Qualche minaccia, sicuramente. Qualche macchina rigata con un chiodo, anche se poi non possiamo essere certi che siano stati i ragazzi, ma niente di più. Io abito nel quartiere dove ha sede la scuola. Tutti sanno benissimo dove sto, ma non mi è mai successo niente».

E la droga?
«Dentro a scuola direi proprio di no. Però a volte, all’intervallo, qualche strano movimento vicino ai cancelli lo abbiamo visto e siamo intervenuti. Bisogna difendersi dallo spaccio fuori dalla scuola. Poi però non è che possiamo vigilare su ogni minuto della giornata dei nostri studenti...».

E finite per perderne per strada proprio per la droga...
«Succede. Capita anche che ci siano ragazzini di prima che, alla classica domanda su cosa vorranno fare da grandi, rispondono: “Voglio spacciare, così faccio un sacco di soldi”. E purtroppo spesso ci riescono».

di Giorgio Guaiti



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Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com - 18/02/2009

Studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore

L'autore del gesto è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate

Chioggia: studente di 13 anni accoltella alla schiena in classe il professore


L'insegnante di musica della «Silvio Pellico», Fabio Paggioro, 36 anni, è ricoverato in ospedale

CHIOGGIA (VENEZIA) - Ha rischiato la vita. Un alunno di 13 anni ha pugnalato a Chioggia il suo professore di musica in classe durante la lezione di musica, conficcandogli un coltello da cucina nella schiena. L'insegnante, Fabio Paggioro, 36 anni, di Adria, è ricoverato in ospedale, mentre lo studente è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate. Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino, nell'ambito scolastico, avesse rapporti tesi con l'insegnante.

IL FATTO - Il gesto, improvviso e «premeditato» visto che il ragazzo si sarebbe portato il coltello da casa, è avvenuto lunedì pomeriggio nella scuola media «Silvio Pellico» di Chioggia. Tutto è successo durante la lezione individuale pomeridiana di violino. C'erano dunque solo loro due in classe quando alle 18 di lunedì il ragazzino ha improvvisamente sferrato il colpo alla schiena dell'insegnante. Il professor Paggioro è corso nell'aula a fianco, dove un suo collega stava tenendo una lezione individuale di pianoforte ad un'allieva, e si è fatto aiutare ad estrarre il coltello mentre veniva chiamata un'ambulanza. Subito dopo il ragazzino è corso via.

I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI - «Una vicenda allucinante, che avvilisce moltissimo» è questo il commento della dirigente dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo. «In questo caso non c'entrano nè il bullismo, nè situazioni degradate, dato che si tratta di una scuola media a indirizzo musicale con un'offerta formativa particolarmente importante. Insomma il massimo che si può desiderare dalla scuola», afferma Carmela Palumbo, che ha inviato un ispettore per dare supporto a preside e professori sulle decisioni da prendere. «Un gesto impensabile e imprevedibile - dice dopo aver parlato a lungo con la preside -. In questo caso non c'è davvero nulla che la scuola non abbia fatto». Oggi si riuniranno il consiglio di classe e di istituto per decidere i provvedimenti disciplinari da prendere a carico del ragazzo, che nei casi gravi può arrivare alla sospensione per tutto l'anno con l'esclusione dall'esame finale, dato che il ragazzo frequenta la terza media.

CONDIZIONI DI SALUTE - Intanto migliorano le condizioni di saluter del professor Paggioro. Lo si apprende da fonti sanitarie dell'ospedale di Chioggia, dove l'insegnante è ricoverato in chirurgia. A titolo cautelare, dopo il ricovero lunedì sera, i medici si erano riservati la prognosi. Attualmente il docente è sottoposto ad un esame radiologico al torace per avere un quadro preciso della situazione, ma il colpo inferto con un coltello da cucina avrebbe provocato una ferita di pochi centimetri e non avrebbe leso alcun organo. Ai medici, Paggioro ha ribadito il desiderio di non essere disturbato: «voglio stare tranquillo» ha detto durante la visita.


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Fonte: www.corriere.it - 17/02/2009 

Studente aggredisce il figlio di una prof considerata severa

Firenze, studente aggredisce il figlio di una prof considerata severa: sospeso


Il 16enne ha picchiato e insultato il coetaneo per strada. Per punizione dovrà svolgere attività socialmente utili

FIRENZE - Colpito per strada con calci e pugni e insultato. Solo perché figlio di una prof giudicata "cattiva". Uno studente fiorentino di 16 anni se l'è presa con un suo quasi coetaneo (15 anni), figlio di una sua insegnante in un istituto superiore della provincia e sottolineando che le botte erano un messaggio per sua madre. Insieme a lui c'erano degli amici, che però non hanno partecipato all'aggressione. Il 15enne è stato trattenuto una notte in ospedale per accertamenti: ha un trauma cranico.

UN MESE DI SOSPENSIONE - Sul caso indagano i carabinieri, ma sono già arrivati i primi provvedimenti. Il 16enne è stato sospeso da scuola per un mese, durante il quale svolgerà attività socialmente utili, come l'impegno in una comunità di assistenza agli anziani o in un'associazione di volontariato, seguito dai professori. «Insieme ai servizi sociali decideremo quale tipo di impegno svolgerà - ha spiegato Valerio Vagnoli, dirigente dell'istituto -. I nostri insegnati lo seguiranno costantemente, perché questo tipo di sanzione, più che una punizione, vuol essere uno strumento di recupero e reinserimento. Compiti della scuola non sono solo insegnare ed educare, ma anche stare a fianco degli studenti più problematici e far sì che i loro sbagli non rimangano come marchi».

«NON È UN DELINQUENTE» - Vagnoli ha sottolineato che il ragazzo «non è un bullo, né un delinquente. È solo un ragazzo indisciplinato, che entra in ritardo a scuola e risponde male ai professori: temo che imiti i modelli della peggiore tv». L'aggressione è avvenuta dopo che era stato sospeso sei giorni per una serie di comportamenti scorretti segnalati da vari professori. «Credo che se la sia presa con il figlio dell'insegnate perché è una che esige il rispetto delle regole - ha aggiunto il dirigente -. Ma non è severa; fa parte anche del centro di ascolto per gli studenti più difficili». Descrivendo l'aggressione, Vagnoli ha detto che «sono stati due schiaffi e un calcio. C'erano anche altri ragazzi, che non hanno partecipato; anzi, alcuni hanno cercato di fermarlo». «Ho spiegato agli studenti l'accaduto - ha concluso -. Purtroppo i ragazzi problematici sono sempre di più».



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Fonte: www.corriere.it - 14/02/2009

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...