Professoressa legata alla sedia con lo scotch e presa a calci dagli studenti.


Bullismo a scuola: professoressa legata e presa a calci. Classe delle superiori sospesa per un mese.

L’episodio ripreso con i cellulari e postato su Instagram

di Antonella Mariotti

Alessandria. L’episodio è accaduto più di un mese fa, per tutelare la docente che non ha sporto denuncia non scriveremo di quale scuola si tratta, ma i fatti sono gravi anche se alcuni insegnanti e il preside tendono a parlare solo di un «episodio isolato e non di una tendenza». La professoressa ha difficoltà motorie e un fisico fragile: durante una lezione i ragazzini di una prima superiore l’hanno legata alla sedia della cattedra e presa di mira a calci. Alcuni di loro, quelli che non partecipavano riprendevano con i cellulari.

Il video è stato poi postato su Instagram e ha girato per gli smartphone di parecchi ragazzini. Ed è così che in città sono in molti ad aver visto quelle immagini, seppur eliminate in fretta, di quell’aggressione vigliacca a chi non poteva difendersi. La punizione per i ragazzini è stata di un mese di sospensione con l’obbligo di frequenza in aggiunta la pulizia dei cestini delle altre aule durante l’intervallo. «Una punizione per nulla esemplare, e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti» hanno detto altri docenti che avrebbero voluto «pene» più severe.







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Fonte: www.lastampa.it 28/03/2018
Link consultato il 28/03/2018


Studente 15enne prende a testate il professore e gli rompe il naso

Studente 15enne prende a testate il professore e gli rompe il naso

E' successo venerdì mattina all'interno di un istituto scolastico della città: l'insegnante è stato trasportato all'ospedale ed ha 15 giorni di prognosi

Un grave episodio di violenza si è verificato nei giorni scorsi all'interno di un istituto scolastico della città. Un giovane studente minorenne ha aggredito il suo professore, poco dopo che era stato fatto uscire dalla classe poichè aveva iniziato a provocare l'insegnante e a disturbare. L'episodio si è verificato venerdì mattina durante le lezioni: il professore si sarebbe avvicinato al ragazzo di 15 anni per comunicargli che avrebbe dovuto frequentare un corso. Oltre a questo il giovane, in passato, aveva già avuto alcuni problemi con i professori. Il 15enne si è innervosito e, quando ha iniziato a provocare lo stesso professore, è stato fatto uscire dalla classe. A quel punto prima ha minacciato l'educatore e poi gli ha sferrato una testata, provocandoli la rottura del naso. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118 che hanno trasportato l'insegnante al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore di Parma. I medici hanno stabilito 15 giorni di prognosi per il professore.





Fonte: www.parmatoday.it - 25/03/2018
Link consultato il 25/03/2018

Colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri

Colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri


M.B., collaboratore scolastico di 43 anni, ha colpito l'insegnante che si era lamentata delle tante assenze del bambino che frequenta l'istituto comprensivo Ignazio Florio
21 marzo 2018
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Palermo, colpisce con un pugno la maestra del figlio: denunciato dai carabinieri
Un collaboratore scolastico, M.B., 43 anni, è stato denunciato dai carabinieri per avere aggredito la maestra del figlio di 10 anni, che frequenta l'istituto comprensivo Ignazio Florio a Palermo. La donna è stata colpita al volto con un pugno e minacciata di morte dopo che si era lamentata con l'uomo per le ripetute assenze del bambino. L'insegnante è stata portata in ospedale. La prognosi è di sei giorni.

M.B. è un precario che lavora in un plesso scolastico e avrebbe lavorato nello stesso istituto comprensivo Ignazio Florio di via Astorino. L'uomo aveva chiesto un permesso per far uscire il figlio prima dell'orario di fine lezioni. L'insegnante ha fatto presente che l'andamento scolastico dell'alunno poteva essere inficiato dalle tante assenze accumulate. E' nata una discussione, e M.B., che ha già a suo carico diverse denunce per rissa e percosse, ha aggredito la maestra. La donna è stata medicata al pronto soccorso di Villa Sofia.

M.B., nel giugno scorso, era stato denunciato perché aveva lasciato il bambino solo in auto mentre giocava con le slot machine. "Il collaboratore scolastico - dice la dirigente dell'istituto comprensivo Ignazio Florio, Lucia Lo Cicero - ha lavorato per anni in questo plesso scolastico. Negli ultimi tempi era molto preoccupato per i suoi cinque figli. Erano in corso delle pratiche per valutare le condizioni in cui vivevano i suoi figli. So che è seguito dai servizi sociali. L'esortazione dell'insegnante sulle assenze del bambino ha scatenato in lui una reazione che non è giustificabile".

"Per noi - sottolinea la preside della Florio - i collaboratori scolastici sono fondamentali. Anche lui ha contribuito a migliorare le condizioni del plesso che rappresenta un punto di riferimento nella vita di tanti alunni. Purtroppo, per situazioni particolari, non riesce a controllare la rabbia che già era esplosa una prima volta con un altro collega in un'altra scuola. Quando ho saputo della lite, l'ho spostato in un altro plesso il pomeriggio. Noi educhiamo con l'esempio e dobbiamo garantire la massima serenità ai nostri alunni. Chi sbaglia e non rispetta queste regole deve essere allontanato. Lui aveva chiesto il trasferimento ad altra struttura".

Quanto successo ieri per la dirigente scolastica è stato un grande dolore: "I miei insegnanti sono molto preparati - dice Lucia Lo Cicero - e seguono tanti ragazzi difficili con situazioni alle spalle non semplici. Eppure affrontano questo lavoro con passione. Le condizioni dell'insegnante per fortuna non sono gravi. Il pugno in faccia non le ha provocato fratture. Mi ha detto che presto tornerà in servizio. L'insegnante anche in questa occasione ha dimostrato molta preparazione e soprattutto tanta umanità".




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Fonte: La Repubblica
Link consultato il 21/03/2018

Mamma picchia la maestra della figlia di 4 anni: colpevole di averla corretta in un compito

Mamma picchia la maestra della figlia di 4 anni: colpevole di averla corretta in un compito


Colpevole di aver corretto una bambina di quattro anni in un’esercitazione di ortografia, un’insegnante di scuola materna è stata aggredita dalla madre della piccola alunna in classe. È successo a Succivo, in provincia di Caserta. 

Ancora un'aggressione ad un'insegnante, questa volta in una scuola materna, l'Istituto comprensivo Edmondo De Amicis a Succivo, in provincia di Caserta. La docente, 35 anni, è stata aggredita dai genitori di una bambina di quattro anni perché "colpevole" di aver corretto in un esercizio di ortografia la piccola alunna. La prima parte della vicenda – secondo quanto riportato da il Mattino – si sarebbe svolta all'uscita della scuola, quando il padre della bambina l'ha trovata in lacrime. Alla sua domanda sul cosa fosse successo, questa avrebbe dato la colpa proprio al rimprovero della maestra che, raggiunta dal genitore, è stata insultata davanti ad alunni e genitori.

Tornato a casa l'uomo, non contento dello show poco edificante di poco prima, ha raccontato tutto alla moglie che è tornata alla scuola in cerca della maestra. Quando l'ha trovata non ha esitato ad aggredirla come una furia sbattendola più volte contro un muro dentro l'aula e facendole battere la testa. Solo l'intervento di terze persone ha messo fine all'aggressione e la donna è stata medicata sul posto dal personale del 118. In serata l'insegnante, con un forte mal di testa, si è recata al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa per un controllo.

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Fonte: https://napoli.fanpage.it/ - 21 febbraio 2018
Link consultato il 21/02/2018: Link 

Cesena, in una scuola media un ragazzino dà un pugno in faccia alla prof

Cesena, in una scuola media un ragazzino dà un pugno in faccia alla prof


Lʼinsegnante era intervenuta per cercare di calmarlo dopo che da due ore disturbava le lezioni. Senza motivo lʼaggressione dellʼallievo, che era già stato segnalato dai genitori dei compagni

Un ragazzino di una scuola media ha sferrato un pugno in faccia alla professoressa senza motivo, ferendola al naso. E' accaduto in un istituto nella Valle del Savio, Appennino di Forlì-Cesena, dove l'insegnante era intervenuta per cercare di calmare l'alunno, che disturbava le lezioni in classe giocando a fare lo spadaccino con un cacciavite in mano. Già in passato il ragazzino aveva avuto comportamenti simili, ma senza mai arrivare a tanto.

La vicenda, che risale a una settimana fa, viene raccontata sul "Resto del Carlino". Il ragazzino stava creando problemi in classe con i suoi giochi da un paio d'ore quando è stata chiamata quell'insegnante, perché in passato era riuscita a gestire quell'allievo un po' troppo vivace. Ma questa volta il ragazzo l'ha aggredita con un pugno senza nessun motivo. Per la donna una prognosi di cinque giorni.

In passato i genitori dei compagni di quell'allievo avevano già segnalato alla scuola, sia formalmente sia informalmente, che quel ragazzino aveva strani atteggiamenti.






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Fonte: tgcom24.mediaset.it - 17 febbraio 2018
Link consultato il 17/02/2018: link

Rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

Sondrio, rimprovera alunno che usa il cellulare: docente ferita

di Martina Gaudino

Ancora un'aggressione ai danni di una docente. Questa volta protagonista è una insegnante della scuola media Ligari di Sondrio. La prof stava spiegando quando ha richiamato all'attenzione uno studente che stava giocando lo smartphone nel bel mezzo della lezione.
Il ragazzino non ci ha pensato due volte. Dopo essere stato sgridato, si legge sul Giornale di Sondrio, ha preso un aggetto e gliel'ha lanciato contro, ferendola. L'insegnante, sconvolta per l'accaduto, è stata portata al pronto soccorso dove ha ricevuto le cure degli operatori sanitari.
Il fatto accaduto ad inizio di questa settimana, sarebbe emerso soltanto oggi.




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Fonte: www.oggiscuola.com
Link consultato il 17/02/2018

Emergenza scuola violenta, non è (più) un Paese per insegnanti

Emergenza scuola violenta, non è (più) un Paese per insegnanti

Docenti aggrediti da genitori e alunni: molteplici gravi episodi. La delegittimazione del mestiere è lo specchio di un Paese fragile e confuso

di Caterina Mangia

C’era una volta la “corresponsabilità educativa”. Espressione complicata per indicare un’azione semplice: quando un bambino o ragazzo, tornato da scuola, riportava il rimprovero di un’insegnante, veniva doppiamente e coerentemente redarguito dai genitori.
Adesso si assiste a un processo di rovesciamento: invece di educare i propri figli, sempre più padri e madri arrivano ad ammonire, se non addirittura a picchiare e malmenare, gli stessi  formatori. Ciò avviene nei casi “migliori”: nei “peggiori”, gli alunni si fanno “giustizia da soli”. Insomma, l’Italia non è più un Paese per insegnanti, il cui mestiere viene progressivamente delegittimato, fino a diventare pericoloso.
Numerosi casi di cronaca mostrano che sempre più spesso, a essere “corretto” non è il comportamento del giovane, bisognoso di regole da apprendere, ma quello dell’istitutore scolastico: negli ultimi mesi sono stati molteplici i gravi episodi che hanno coinvolto la comunità educante. Ieri un’insegnante della provincia di Piacenza è stata aggredita nientemeno che da uno studente di prima media, finendo al pronto soccorso per ripetuti colpi a un braccio.
Pochi giorni fa, il padre di un alunno della scuola secondaria di I grado “Murialdo” di Foggia ha irrotto nell’istituto, e senza chiedere spiegazioni o chiarimenti, ha preso a pugni sul volto, sull’addome e sulla testa il vicepreside, Pasquale Diana, finito in ospedale con una prognosi di 30 giorni. Il motivo dell’aggressione? Secondo l’Istituto scolastico, il docente si era “permesso” di rimproverare il ragazzo perché spingeva le compagne di classe. Ancora più grave il caso della professoressa Franca Di Blasio, insegnante a Santa Maria a Vico, nel casertano, che è stata sfregiata al volto con un coltello da uno studente 17enne per avergli messo una nota sul registro.
Il 2018 è stato “inaugurato” dall’aggressione, in una scuola media di Avola, a un docente di educazione fisica da parte di una coppia di genitori di 47 e 33 anni: l’insegnante, a cui è stata rotta una costola, è stato picchiato perché “reo” di aver rimproverato il figlio dodicenne.
Lungi dall’essere rispettati come espressione di un’istituzione formativa e autorevole, i docenti sono sempre più contestati, vilipesi, umiliati, picchiati: gli episodi non si limitano alla cronaca locale, ma sono carichi di un importante significato etico.
Il genitore che picchia l’insegnante, l’alunno che aggredisce il docente sono lo specchio di un Paese fragile  e confuso, che non accetta più regole e figure autorevoli, in cui l’accondiscendenza sembra essere l’unico modo accettato di interagire con i giovani.
Un Paese sofferente e chiuso in se stesso, che – non a caso -, manifesta sfiducia nelle istituzioni e lontananza dalla politica, rovesciando le gerarchie sociali in modo dannoso per se stesso e, soprattutto, per le nuove generazioni.

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Fonte: lametasociale.it - 15 febbraio 2018
Link consultato il 15/02/2018: link

Piacenza, studente manda la prof all'ospedale

Piacenza, studente manda la prof all'ospedale


Botte in prima media, sette giorni di prognosi all'insegnante. Il preside: "Il ragazzino aveva già creato problemi"
di MARCELLO RADIGHIERI

PIACENZA Un nuovo episodio di violenza contro gli insegnanti, in questo caso in una scuola del piacentino. Uno studente di prima media ha aggredito la docente colpendola ripetutamente ad un braccio. Percosse pesanti, che hanno costretto l’insegnante a recarsi al pronto soccorso, dove le è stata refertata una prognosi di 7 giorni per la guarigione dell'arto, che peraltro presentava già qualche problema. Il ragazzino è stato sospeso con obbligo di frequenza, e la scuola avrebbe già presentato una denuncia per infortunio sul lavoro e una segnalazione ai servizi sociali. All’origine del gesto, secondo quanto riportato dal quotidiano “Libertà”, vi sarebbe una «crisi comportamentale» e la voglia di «attirare l’attenzione».

L’episodio, riportato dal quotidiano “Libertà”, sarebbe avvenuto qualche giorno fa ed è solo l’ultimo di una lunga serie. "L'episodio, avvenuto il 30 gennaio scorso, è stata la punta dell'iceberg di una situazione già molto difficile. Il ragazzino, che frequenta la prima media, si era già reso protagonista di altre intemperanze, ad esempio aveva costruito un rudimentale aggeggio con il quale dava la scossa ai suoi compagni e aveva fatto esplodere dei petardi nel doposcuola pomeridiano". Lo ha spiegato la preside della scuola media della Valnure, nel Piacentino, dove una professoressa è finita al pronto soccorso per i colpi di un alunno.

"Abbiamo subito avviato una serie di azioni segnalando l'accaduto ai Servizi sociali del comune di residenza del ragazzo - spiega la dirigente scolastica - che mi risulta abbiano mandato un assistente sociale a casa. Poi siamo intervenuti con tutte le azioni di sostegno possibili sulla classe", ha aggiunto, "perché in questi casi c'è anche il rischio che un soggetto di questo tipo possa diventare un leader negativo per tutti i compagni".

Sabato scorso il padre di un alunno ha aggredito il vicepreside della scuola Murialdo di Foggia, colpevole di aver rimproverato il figlio perché all’uscita da scuola spingeva i compagni, e a inizio febbraio un 16enne di Acerra ha accoltellato la sua professoressa in classe. E anche nel piacentino non si tratterebbe di un caso isolato, visto che in un’altra scuola media della provincia un’insegnante è stata bersagliata dal lancio di cheving gum da parte di un gruppo di bulli.

«Chiediamo di perseguire duramente i responsabili: i genitori rispondano delle azioni dei figli – ha dichiarato Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli insegnanti di Piacenza e Parma - È grave il fatto che uno studente aggredisca il proprio insegnante che in quanto tale rappresenta anche l'autorità statale. Trattandosi di un soggetto minore dei 14 anni egli non è perseguibile penalmente ma certamente i genitori (o chi per essi) rispondono verso terzi dei danni prodotti dai loro figli». La Gilda inviterà formalmente l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna e l'Avvocatura dello Stato di Bologna «ad agire nelle competenti sedi giudiziarie, solitamente lo fanno solo quando si tratta di andare contro gli insegnanti e mai quando c'è da agire per tutelarli».




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Tratto da: la repubblica.it - 14/02/2018
Link consultato il 14/02/2018: Link

Foggia, prof preso a pugni dal padre di un alunno che aveva rimproverato

Foggia, prof preso a pugni dal padre di un alunno che aveva rimproverato


E' accaduto in una scuola media del capoluogo dauno. Il docente colpito alla testa e all'addome, ha subito traumi: ha una prognosi di un mese. Il genitore del ragazzo è stato denunciato

FOGGIA - Ha riportato 30 giorni di prognosi il vicepreside della scuola secondaria di I grado 'Murialdò di Foggia colpito alla testa e all'addome da pugni dati dal genitore di un alunno che il giorno prima era stato rimproverato. L'uomo si sarebbe scagliato contro il professor Pasquale Diana, colpendolo, tra l'altro, con un pugno al volto. Il docente ha subito traumi all'addome e al volto. Il genitore è stato denunciato.

Tutto è accaduto sabato scorso quando il genitore dell'alunno si è recato a scuola in orario di ingresso delle classi, e, eludendo la vigilanza dei collaboratori scolastici, si sarebbe scagliato contro il vicepreside dell'istituto. "Non è stato richiesto alcun colloquio, né c'è stata possibilità di dialogo con il genitore, il quale, - viene spiegato in una nota della comunità dell'istituto scolastico - senza chiedere spiegazioni di sorta, come riportato nelle numerose testimonianze depositate in Questura, si è avventato sul professore".

"A nulla è valso - viene detto nella stessa nota - l'intervento dei collaboratori scolastici e dei docenti presenti, che, data la rapidità con cui si è mosso il genitore, non sono riusciti ad evitare l'aggressione". "Il professore - si sottolinea ancora - non ha reagito in alcun modo ai numerosi e violenti colpi che gli venivano inferti alla testa e all'addome, fino a quando i presenti non sono riusciti ad allontanare l'aggressore. Sul posto sono accorsi la Polizia e gli operatori del 118".

Il giorno precedente il vicepreside, nelle sue funzioni di vigilanza e sorveglianza degli alunni all'uscita di scuola, "aveva rimproverato l'alunno perché spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui. Per tutelare l'incolumità degli altri ragazzi, l'alunno - viene spiegato nella nota firmata dalla comunità dell'istituto scolastico - è stato preso per il braccio e allontanato dalla fila. Da qui la rabbia del genitore che, ascoltando soltanto la versione del proprio figlio, senza chiedere chiarimenti di alcun genere, si è scagliato contro il professore".

"Siamo tutti sotto shock e spaventati. Se ci affidano i loro figli è perché devono avere fiducia in noi", dice Ida Lasalandra, dirigente dell'istituto. A scuola c'è stata una riunione straordinaria del Consiglio di istituto. "La scuola è chiusa per le festività di carnevale ma tutti i docenti si sono in pratica autoconvocati - racconta la preside - per discutere di quanto avvenuto, ma tutti i docenti di Foggia si stanno confrontando sull'accaduto e intendono sensibilizzare l'opinione pubblica perché non accadano mai più fatti del genere".

"L'aggressione - racconta la preside - è stata molto cruenta. Il docente è stato colto alla sprovvista. Ha sentito voci concitate nel corridoio, ha aperto la porta dell'aula dove stava facendo lezione e ha visto nel corridoio un uomo che con prepotenza aveva eluso chi lo stava fermando ed era addetto al controllo degli ingressi. Quest'uomo ha raggiunto il vicepreside e lo ha colpito subito al viso, il docente è caduto per terra ed è stato colpito con calci allo stomaco". "Il docente non ha reagito anche perché c'era la porta dell'aula aperta e non voleva spaventare gli alunni". Il figlio dell'aggressore avrebbe raccontato al genitore che era stato picchiato dal professore.

"Il docente - racconta la preside - lo aveva invece richiamato e poi l'aveva preso per un braccio e lo aveva spostato perché rischiava di far cadere i compagni. Il padre del ragazzo anziché verificare la veridicità del racconto fatto dal figlio si è precipitato e ha aggredito il docente. Se ci fosse stato un dialogo si sarebbe risolto tutto". "I ragazzi - racconta ancora la preside - adorano quel professore e da quando è avvenuta l'aggressione gli stanno inviando messaggini incredibili, pieni di affetto".

"Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all'interno di una scuola", ha detto la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli. "In questi mesi abbiamo lavorato per rimettere al centro l'alleanza educativa fra scuola e famiglie e rilanciare la figura dell'insegnante", aggiunge
Fedeli. "Sono temi urgenti. Che non vanno sottovalutati. Questi episodi ne sono un'ulteriore conferma. Abbiamo cominciato un lavoro che va portato avanti con convinzione.  Attaccare la scuola, cercare di toglierle dignità o valore, significa fare un danno al Paese. Per questo - conclude la ministra dell'Istruzione - condanniamo quanto accaduto a Foggia e continueremo a lavorare per rimettere la scuola al centro del processo di crescita civile dell'Italia".





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Fonte: Repubblica.it (edizione Bari) - 12/02/2018
Link consultato il 12/02/2018: Link


Studente ferisce prof. I compagni: "questa non è una scuola violenta"

Studente ferisce prof. I compagni: "questa non è una scuola violenta"

17enne interrogato, 'ho trovato coltello per caso'

CASERTA, 2 FEB - Facce scure e preoccupate stamane all'ingresso dell'istituto tecnico superiore dove ieri uno studente di 17 anni ha sfregiato al volto, in classe, con un coltello una docente di italiano. Gli studenti sono ancora sotto choc, e temono il clamore mediatico suscitato dall'episodio: "Questa è una scuola sana - dice Antonio, 16 anni - e non vorremmo essere falsamente etichettati come un luogo di violenza". Al "Majorana-Bachelet" di Santa Maria a Vico, piccolo centro della provincia di Caserta, oggi "si fa lezione regolarmente, null'altro da dire, ovviamente sperando in una veloce e completa guarigione di Franca", dice un'altra insegnante di lettere. Intanto si difende il 17enne: sostiene di aver agito in preda a un raptus, frutto della stanchezza legata alla malattia di un congiunto, e che il gesto non fosse premeditato. "Ho trovato il coltello per terra, entrando ieri a scuola". Una spiegazione che agli inquirenti appare poco credibile.

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Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it - 02 febbraio 2018
Link consultato il 02/02/2018: link

Avola. Scuola violenta: dirigente scolastico aggredito per una sospensione

Avola. Scuola violenta: dirigente scolastico aggredito per una sospensione


Ancora un episodio di violenza a scuola. Ancora una volta succede ad Avola e vede protagonista il genitore di un alunno. Dopo il caso, balzato anche sulle pagine della cronaca nazionale, della madre che ha aggredito l’insegnante del figlio, adesso è un padre ad aver manifestato atteggiamenti oltraggiosi e violenti, nei confronti del dirigente scolastico, che aveva sospeso il figlio, di 17 anni. Lo stesso ragazzo è stato denunciato dalla polizia, così come è stato denunciato il padre. Il giovane, una volta appresa la notizia della sua sospensione, ha reagito lanciando una sedia contro una finestra. L’episodio si è verificato all’istituto “Majorana”.

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Fonte: siracusaoggi.it - 31 gennaio 2018
Link consultato il 31/01/2018: link

Siracusa, i genitori di un alunno rompono una costola al professore

Siracusa, i genitori di un alunno rompono una costola al professore


Follia ad Avola, nel siracusano. Una coppia, genitori di un alunno di 12 anni, si è presentata nel cortile dell’istituto Vittorini e ha picchiato il professore di educazione fisica a forza di calci e pugni, sotto gli occhi degli altri alunni. Il professore aveva rimproverato il loro figlio e così hanno deciso di farsi giustizia da soli.

I colleghi del professore hanno chiamato i carabinieri e il 118: il docente è stato condotto all’ospedale Di Maria di Avola, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura di una costola oltre ad altre ferite superficiali. La coppia è stata denunciata per lesioni e interruzione di pubblico servizio.

La comunità scolastica del Vittorini ad Avola è incredula. Gli altri docenti hanno evitato il peggio, frapponendosi tra il collega e la furia dei genitori; alcuni hanno rimediato graffi e occhiali rotti. Il docente, 60enne, ha una prognosi di dieci giorni.

Ancora non sono chiarissimi i motivi che hanno spinto la coppia all’assurdo gesto. Il professore stava accompagnando una classe di terza media per l’orientamento informativo in un vicino liceo, quando è stato avvicinato dai furenti genitori del suo alunno.

La coppia è formata da un uomo di 47 anni, professione operaio, e madre casalinga di 33 anni: hanno cominciato a urlare e picchiare l’uomo. Sono arrivati nella zona dell’istituto dopo aver ricevuto una telefonata del figlio, che aveva raccontato di un rimprovero avvenuto quella stessa mattina. Un dettaglio importante: nella scuola in questione i cellulari sono vietati, e vengono requisiti a inizio lezione: dunque bisogna capire perché il ragazzo avesse accesso al telefono. I genitori, interrogati dai carabinieri, hanno raccontato ai carabinieri che oltre al rimprovero il professore avrebbe tentato di lanciare un libro in testa al loro figlio. Motivo comunque non sufficiente, se fosse confermata questa versione, per mandarlo in ospedale con una costola rotta.

Fonte: it.notizie.yahoo.com
Lin consultato il 11 gennaio 2018: link


Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un alunno viene rimproverato a scuola: i genitori picchiano il professore

Un rimprovero al figlio durante le lezioni, e i genitori che chiedono un incontro con l'insegnante e lo aggrediscono.
Sono dovuti intervenire i carabinieri ieri, 23 dicembre, alle 10 del mattino, all'istituto comprensivo delle scuole medie di Paese.
Durante un incontro tra i genitori dell'alunno, a quanto pare poco disciplinato e per questo redarguito nei giorni scorsi, e uno dei professori, il papà del ragazzo ha preso a spintoni e colpito con un ceffone il docente. La situazione ha rischiato di degenerare e i presenti hanno subito chiesto l'intervento dei carabinieri, sopraggiunti con due pattuglie, e del 118 (anche se non c'è stata necessità di un trasporto in ospedale). Il papà manesco però, nel frattempo se n'era andato. Il professore si è riservato di presentare querela di parte.




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Fonte: globalist.it - 24 dicembre 2017
Link consultato il 24/12/17: link

Rimproverato per cellulare in classe, picchia la prof

Rimproverato per cellulare in classe, picchia la prof

Rimprovera un alunno perché usa il cellulare in classe e viene picchiata. E' successo a Monserrato, in provincia di Cagliari, dove i carabinieri sono intervenuti intorno alle 13 all’Istituto Alberghiero perché un alunno 13enne ha colpito con un pugno in faccia la professoressa che lo aveva ripetutamente rimproverato perché stava usando il cellulare in classe durante la lezione.

I carabinieri, allertati dalla dirigenza scolastica, sono immediatamente intervenuti nella scuola e hanno identificato l’alunno che è stato affidato ai genitori. L’insegnante è stata soccorsa dal 118 e accompagnata al pronto soccorso, dove le sono stati assegnati tre giorni di cure. La docente si riservata di sporgere querela nei confronti del minore. I carabinieri della Compagnia di Quartu Sant’Elena stanno sentendo le parti.

SECONDO CASO - Un episodio simile si è verificato ieri in un istituto della Provincia. L’insegnante di lingua straniera ha redarguito un alunno che stava usando il cellulare in classe: il 15enne è stato invitato dall’insegnante a togliere la scheda Sim dal telefono e a metterlo in una cassetta, come tutti gli altri compagni, ma questi non ha ottemperato all’invito. L’insegnante ha quindi avvisato il dirigente scolastico, che a sua volta ha avvertito i genitori. L’alunno è andato in escandescenza, minacciando la prof proprio perché la scuola aveva avvisato la madre.

All’uscita da scuola il ragazzo si è poi diretto verso la macchina dell’insegnante con un martello estratto dallo zaino per danneggiare l’auto, ma è stato fermato dai compagni. L’episodio è stato segnalato alle forze dell’ordine mentre una riunione del Consiglio docenti valuterà i provvedimenti da adottare nei confronti dell’alunno. In entrambi i casi sono stati informati i genitori di tutti gli alunni delle due classi coinvolte.




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Tratto da: www.adnkronos.com - 05/10/2017
Link consultato il 05/10/2017: Link

Cagliari, scuola violenta: tre episodi in un giorno all’alberghiero, botte tra studenti e prof

Cagliari, scuola violenta: tre episodi in un giorno all’alberghiero, botte tra studenti e prof


Nella periferia della città i carabinieri hanno ricevuto due richieste di soccorso. L’episodio più grave il pestaggio di un’insegnante portata poi in ospedale.

di Giuseppe Di Martino

Violenza tra i banchi nella periferia di Cagliari. Tre episodi di bullismo in un solo giorno scolastico. Tutto è avvenuto all'istituto Alberghiero di Monserrato dove prima due studenti hanno litigato all'esterno della struttura scolastica, poi un ragazzo, ripreso per l'uso del cellulare in classe, ha aggredito una professoressa. Il primo episodio è avvenuto in mattinata, prima del suono della campanella. Strattoni, qualche insulto ma i due ragazzi sono stati calmati dall'intervento di una docente. Una volta giunti all'interno, però,  i due studenti hanno continuato a litigare. I docenti, spaventati, hanno dovuto chiamare il 112 per fermarli e spaventarli. Alla fine dell'orario scolastico, nello stesso istituto, un nuovo episodio di violenza in aula, il più grave. Un'insegnante dopo aver rimproverato un suo alunno 14enne perché utilizzava il cellulare durante l'orario di lezione, è stata colpita con un pugno al viso. La professoressa ha perso l'equilibrio, è caduta a terra ed è svenuta per alcuni secondi. Sul posto sono giunti i carabinieri e l'ambulanza. L'insegnante è stata medicata e dichiarata guaribile in 3 giorni.

"Non erano mai accaduti episodi di questo genere e di questa gravità- ha detto all'ANSA la dirigente scolastica Beatrice Pisu – abbiamo convocato gli organi collegiali per prendere i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili. La nostra è sempre stata una scuola tranquilla, in cui i ragazzi rispettano le regole". Il nuovo anno scolastico si sarebbe però aperto con qualche problema soprattutto fra i nuovi studenti che arrivano dalle medie. "Fra di loro ci sono alcuni elementi poco scolarizzati – ha evidenziato la preside – sembra che non abbiano valori, comunque sono pochissimi elementi che però stanno rovinando il gruppo. La situazione non è generalizzata. Riuniremo il corpo docente per trovare una soluzione a questo problema".

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Fonte: fanpage.it - 05 ottobre 2017
Link consultato il 05/10/2017: link

Filma la prof sotto la gonna e condivide il video in chat: studente nei guai




Filma la prof sotto la gonna e condivide il video in chat: studente nei guai



Uno studente delle superiori avrebbe rubato un'immagine intima alla sua professoressa, filmandola sotto la gonna. Non contento, la condivide con i compagni in chat: la voce si sparge e oggi la procura sta indagando per interferenze illecite nella vita privata.
Con uno smartphone era riuscito a filmare le gambe e l'intimo della professoressa, senza che questa si accorgesse di nulla, orientando il cellulare sotto la gonna della donna. Protagonista un ragazzo di un istituto superiore di Pordenone. Qualche giorno dopo, quando le immagini hanno cominciato a circolare sui cellulari degli studenti, la professoressa si è accorta di questo e ha denunciato tutto. Lo scrive Skuola.net.
Come racconta il "Messaggero Veneto" l'autore di questa 'bravata' è finito sotto inchiesta. Infatti sono già partite le indagini della Procura di Pordenone. La magistratura indaga per interferenze illecite nella vita privata, un reato che prevede una pena che varia dai sei mesi ai quattro anni di reclusione. L'immagine della professoressa non è finita sul web, ma "solo" sui cellulari dei compagni di classe: tuttavia a carico degli amici che hanno visto l’immagine della docente non è emerso alcun elemento.

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Fonte: ilmattino.it - 16 Dicembre 2016
Link consultato il 16-12-2016: link
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Alunno sottrae il registro al prof mentre gli mette una nota

Alunno sottrae il registro al prof mentre gli mette una nota





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Fonte: Canale YouTube The SongNoCopyright - 20/11/2012

Lezione con i vigilantes nei piani

Lezione con i vigilantes nei piani


Il preside P.: «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada».

GIUGLIANO. Cancellate alte e robuste lungo tutto il perimetro, massicci bodyguard in perfetta divisa all’ingresso e all’interno, al posto dei bidelli che il ministero ha tagliato, uomini della security ad ogni piano. Badge di riconoscimento per tutti, professori e alunni. L’Istituto statale Luigi Galvani, alle porte di Giugliano, è poco meno di un bunker. Sei gradi di separazione da un territorio a rischio, violento e ad alto tasso camorristico, quello in cui i 1200 ragazzi vivono e a cui tornano alla fine delle lezioni. Nel bunker Galvani, dove si studia per diventare periti tecnici industriali, la sicurezza viene prima dell’istruzione, diventa esigenza primaria. «Vigilanza ferrea», spiega la vice preside C. M. Sta preparando la carta della legalità da presentare in una prossima assemblea compresi i genitori. «Vigilanza interna ed esterna, non armata», precisa, «è un istituto ubicato in un’area a rischio per cui noi facciamo azioni preventive. Anche i nostri studenti devono essere tutelati, la sicurezza è uno dei cardini fondamentali. Questo territorio non offre niente ai nostri ragazzi, Giugliano è solo piena di sale giochi».

Nell’intervallo si esce a fumare nel cortile, ragazzi con il gel tra i capelli, t-shirt aderenti al torace, braccia coperte di tatuaggi. «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada — racconta Maisto — c’è un 20-30 per cento che viene da famiglie disagiate e lavora anche per aiutare la famiglia. Ora l’istituto si è rivalutato, una cosa positiva è che ha contatti con il territorio. È una miniera di materiale umano. Perciò abbiamo sfruttato tutti i fondi Pon per mandare i ragazzi all’estero d’estate, abbiamo laboratori, robot che riproducono la catena di montaggio».

Per il preside G. P., questa scuola è un punto di riferimento. Ha 117 docenti a tempo indeterminato più altri 130 per 1129 studenti. «L’agenzia di security, G&P Global service non l’ho portata io, ma l’ho confermata: una scelta giusta. A parità di classi e alunni abbiamo avuto un taglio secco di bidelli. Tre di loro sono stati sostituiti dai vigilantes in divisa, più uno al cancello. Credo che questa presenza da sola possa essere un deterrente per goliardate eccessive. Io sto qui dalle 7,30 alle 19, così pure il mio staff di dirigenza. Devono vigilare che non accada niente di anomalo. Ci sono lunghi corridoi, entrate e uscite, uno sterminato spazio esterno, luogo incontrollato e incontrollabile dall’interno e per l’esterno».

Pezza difende i suoi alunni: «Nessuno dei miei studenti è potenzialmente o in pectore un delinquente. Ma il contesto sociale è questo: un territorio dove l’urbanizzazione è triplicata, discarica a cielo aperto di rifiuti. I docenti devono fare i conti con ragazzi maleducati, ma forse ce ne sono più al Parini di Milano che al Galvani di Giugliano. Le famiglie chiedono aiuto alla scuola. E c’è una minoranza insofferente alle regole».

Una minoranza che usa la violenza. L’anno scorso ci sono state 15 denunce per aggressioni. Un esempio? Scuola elementare Catello Salvati, a Scanzano, periferia di Castellammare di Stabia. T. E., una docente di 47 anni, 20 già impiegati qui, quel giorno ha i tacchi alti, si è vestita elegante. È in presidenza quando vede arrivare un uomo che schiaffeggia una maestra e grida: «Mio figlio non lo metti più fuori». T. interviene a difenderla. Ed è attaccata a sua volta: «Mi mette due mani alla gola e mi sbatte con la testa al muro, cado e batto il capo sul termosifone, mi strappa una ciocca di capelli». Quando lo racconta è ancora piena di rabbia. «Finora mai un caso del genere, l’istituto funziona benissimo, i genitori sono tutti dalla nostra parte. La mia collega è all’antica. Ha una classe difficile, con figli di famiglie disagiate, che mancano spesso da scuola».

Poi si sfoga: «Lo Stato cosa fa per questi bambini? Riduce il personale scolastico, aumenta il numero degli alunni in classe, vuole la docente unica che è sempre più da sola ad affrontare la realtà». Scanzano, un contesto sociale dominato dallo strapotere camorristico. «Sento spesso parlare di D’Alessandro, ma quelle famiglie a volte hanno dato un aiuto economico alla scuola, ci tengono. Invece i casi più problematici sono i “Ciruzzo”, figli di chi ha perso il lavoro nei cantieri e nelle fabbriche, e non riesce più a mettere il piatto a tavola, con mamme che devono lavorare tutto il giorno e papà disoccupati, o morti, o in carcere. Quei bambini si sentono già inferiori, additati, l’unico modo di esprimersi è l’aggressione, un modo per dire: io ci sono. La nostra scuola è bellissima, ha il teatro, la palestra. Con 25 mila euro di fondi regionali l’anno scorso abbiamo fatto otto laboratori contro la dispersione».

Un progetto della prefettura di Napoli l’anno scorso ha coinvolto 1064 alunni e 25 scuole. «La scuola era bella di pomeriggio - continua T. E. - tutta illuminata, con mensa, sport, laboratori, progettualità. Avevamo trovato un sistema per non farli andare a casa. I bambini pensavano: anch’io posso, anch’io riesco, e finivano per rendere di più anche nello studio». Torna, come al Parco Verde di Caivano, il richiamo al docente chiamato a fronteggiare il disagio. «Dobbiamo essere diversi, saper rendere più sicuri i bambini». Le insegnanti si alleano tra loro. «Lavoriamo in team, ci confrontiamo per trovare le strategie, cerchiamo insieme una via d’uscita.








Patrizia Capua





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Fonte: Repubblicanapoli.it 05/10/11

Scuola, 1 insegnante su 2 fuggirebbe dai propri studenti

Scuola, 1 insegnante su 2 fuggirebbe dai propri studenti
Tra atteggiamenti poco educati, attenti e rispettosi, gli insegnanti di oggi fanno i conti con una generazione difficile da gestire, molto piu’ attenta a smanettare con telefonini e lettori musicali di ultimo grido alle lezioni


A scuola adesso le vittime non sono piu’ gli studenti, ma i professori. Infatti 1 insegnante su 2 confessa di non farcela e addirittura fuggirebbe dalla scuola e cambierebbe lavoro. E’ quanto emerso da uno studio promosso dalla rivista VdG Magazine in uscita in questi giorni, realizzato attraverso interviste realizzate su un campione di circa 500 insegnanti italiani di scuole medie inferiori e superiori, di eta’ compresa tra i 35 e i 60 anni, per sondare come e’ cambiato il rapporto con gli alunni e quali sono le problematiche attuali.

Il 51% degli intervistati afferma che oggi e’ difficile fare l’insegnante, per via soprattutto del cambiamento degli alunni. Oggi, a loro parere, sono infatti piu’ contestatari e polemici (33%) e piu’ distratti (22%), e solo il 19% si mostra interessato e piu’ attento rispetto ai ragazzi di ieri. Parlando di look poi la trasformazione dei tempi e’ ancora piu’ palese. I professori riscontrano un trionfo di piercing (38%), tatuaggi (29%) e minigonne (17%). Ad accendere il loro interesse sono, a sentire i docenti, i problemi sociali (26%), le nuove tecnologie (25%), il cinema e i film (22%). Ma prima ancora vengono lo sport e in particolare il calcio (41%), il telefonino di ultima generazione (38%), ma anche la moda (18%). Ma parlando di comportamenti gli insegnanti si mettono le mani nei capelli. I loro alunni si mostrano infatti annoiati e insofferenti (33%) fino a sfociare nella maleducazione (13%). E se una volta gli studenti si distraevano giocando con gli album di figurine (36%) o con i fumetti (24%), oggi le distrazioni maggiori vengono soprattutto da oggetti super tecnologici (83%).

Contestatari, polemici, dagli atteggiamenti ostili e a volte insofferenti che non risparmiano scherzi e prese in giro anche piu’ pesanti. Ecco perché per 1 maestro su 2 oggi l’insegnamento e’ diventato parecchio difficoltoso.

Come sono gli alunni di oggi? Per gli intervistati ci sarebbe da stendere un velo pietoso, tanto che 1 su 3 (33%) li trova molto piu’ contestatari e polemici, meno interessati agli argomenti trattati durante le lezioni (24%) e piu’ distratti (22%). Solo il 19%, invece, li reputa piu’ interessati e preparati rispetto a quelli di ieri. E tutto questo si riflette anche sul loro modo di rapportarsi con il corpo docente. Una buona percentuale, per fortuna, avverte comunque piu’ attenzione e rispetto (24%) nei confronti degli insegnanti che, al di la’ del ruolo, sono pur sempre persone che si prodigano per far crescere le future generazioni. La stragrande maggioranza degli intervistati, invece, sottolinea molta negativita’, ravvisando negli studenti di oggi noia e indifferenza (33%), ostilita’ e insofferenza (26%) e nella peggiore delle ipotesi anche maleducazione (13%).

Per questo oggi 1 insegnante su 2 (51%) trova parecchie difficolta’ nell’insegnare e ben il 18% dichiara di sentirsi vessato ogni giorno, mentre quasi 1 su 3 (27%) subisce una bravata almeno una o due volte a settimana. Difficolta’ che, al di la’ degli atteggiamenti, si riscontrano anche negli interessi degli studenti di oggi, i cui discorsi e modi di parlare vertono oggi su argomenti poco impegnativi come il calcio (41%), le nuove tecnologie (25%) e i telefoni di ultima generazione (38%).

Piercing, consolle portatili e tatuaggi: questi i nuovi ‘must’ indicati dagli insegnanti negli studenti di oggi. E se a tutto questo si aggiungono atteggiamenti irrispettosi, ecco che 1 intervistato su 2 dichiara addirittura di pensare a lasciare il mestiere e fuggire.

Se una volta a distrarre gli studenti intervenivano fumetti (24%), album di figurine (36%) e riviste ose’ (13%), oggi gli insegnanti indicano che a condizionare l’attenzione e gli interessi dei ragazzi tra i banchi di scuola ci sono cellulari (44%), consolle portatili (23%), lettori musicali (16%) e carte da gioco che rappresentano i loro cartoni animati preferiti (11%). E l’evoluzione dei tempi si nota anche nell’immagine e nel modo di essere. Infatti gli intervistati indicano molti “nemici” legati al look che condizionano la cultura degli studenti, come ad esempio piercing (38%), minigonne (17%), tatuaggi (29%) e capelli lunghi (11%).

Ma quali sono le reazioni spontanea degli insegnanti di fronte a questo stato delle cose? Gli intervistati parlano chiaro: oltre 1 su 2 (51%) afferma di non farcela piu’ al punto tale da aver voglia di cambiare lavoro. E se il 12% si vede nauseato e sfibrato e il 9% denuncia di perdere le staffe, laconici sono coloro che affermano di essere amareggiati e soprattutto preoccupati per il futuro dei loro studenti (26%).


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Fonte: http://www.italiachiamaitalia.it - 03/10/2011

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio

Castellammare - Due insegnanti di una scuola elementare di Castellammare di Stabia (Napoli) sono state aggredite e malmenate dal genitore di un alunno. Il gesto sembra sia da ricondurre alla volonta' del genitore di imporre ai docenti una maggiore tolleranza rispetto ai comportamenti ribelli del figlio nel corso dell'anno scolastico. L'episodio e' avvenuto in un istituto di via Monaciello, dove l'uomo, l'episodio risale a ieri mattina ma e' stato reso noto solo oggi, si e' presentato nel corso di una riunione di docenti.
L'uomo ha dapprima schiaffeggiato l'insegnante del figlio e successivamente ha afferrato per il collo un'altra docente intervenuta nel vano tentativo di difendere la collega dalla violenta aggressione. Entrambe le maestre sono state medicate all'ospedale San Leonardo mentre l'uomo e' stato denunciato. L'aggressore, un 33enne, e' stato identificato dagli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia e denunciato all'autorita' giudiziaria per lesioni e violenza privata.




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Fonte: http://www.metropolisweb.it - 21/09/2011


Schiaffeggiò la maestra del figlio: non potrà avvicinarsi a scuola
L'uomo aggredì l'insegnante del figlio lo scorso 20 settembre
Dovrà tenersi a non meno di 500 metri dai luoghi di lavoro e di abitazione delle docenti e dei loro familiari l'uomo che, lo scorso 20 settembre, a Castellammare di Stabia (Napoli), si presentò in una stanza dell'istituto dove era in corso una riunione dei professori schiaffeggiando prima l'insegnante del figlio e, subito dopo, un'altra maestra intervenuta per difendere la collega.
Gli agenti del commissariato di Castellammare hanno eseguito oggi l'ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nei confronti di M.D., di 33 anni.
Dopo l'aggressione le due insegnanti furono medicate nell'ospedale San Leonardo di Castellammare e l'uomo denunciato con l'accusa di lesioni e violenza privata.





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Fonte: http://napoli.repubblica.it - 06/10/2011

Sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato

Chivasso, sferra un pugno al professore che lo aveva rimproverato Di Van Anh Phan Lunedì 8 aprile un professore della succursale chiv...